MILANO - I mercati europei mancano il rimbalzo dopo la difficile giornata di ieri condizionata da un mix di fattori che vanno da paure di deflazione in Europa a timori di un rialzo anticipato dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve senza dimenticare tensioni geopolitiche e il default dell'Argentina. E così ancora una volta, sui listini, sono tornate le vendite. A sostenere gli acquisti non sono bastati i segnali positivi in arrivo dalla Cina dove è accelerata la crescita dell'attività manufatturiera: l'indice Pmi calcolato da Hsbc si è attestato su quota 51,7, il livello più alto da 18 mesi. Nel mese precedente l'indice era stato pari a 50,7.
A condizionare l'andamento dei mercati nella prima seduta di agosto sono state piuttosto le indicazioni contrastanti arrivate dagli Stati Uniti: la disoccupazione sale al 6,2%, mentre i nuovi occupati a luglio sono "solo" 209mila contro gli attesi 230mila e i 288mila di giugno. Numeri che mettono qualche dubbio sul vigore della ripresa a stelle e strisce e forse ritardare la salita dei tassi. In linea con le attese degli analisti le spese dei consumatori salite dello 0,4% cosi come i redditi. Delude, invece, la fiducia dei consumatori scesa a luglio a 81,8 da 82,5 di giugno, mentre l'indice Ism sale a 57,1 punti. In Europa, intanto, l'indice Pmi markit manifatturiero è stabile a 51,8. Debole Wall Street: in chiusura il Dow Jones ha
perso lo 0,42% a 16.493,37 punti mentre il Nasdaq ha lasciato sul terreno lo 0,39%. Giù anche lo S&P 500 (-0,29%).
In questo contesto a Milano Piazza Affari archivia la seduta in calo dell'1,01%, peggio di Londra che arretra dello 0,76%, ma meglio di Parigi che cede l'1,02%. Pesante Francoforte che lascia sul parterre il 2,09%. Sul listino milanese osservata speciale Fiat: l'assemblea degli azionisti ha dato il via libera alle fusione con Chrysler che porterà alla nascita di una società di diritto olandese, con sede inglese e quotata a New York. Brilla Intesa Sanpaolo in scia a una trimestrale migliore delle attese. A fine seduta l'euro passa di mano a 1,3430 dollari. In aumento lo spread a quota 161 punti con i Btp che rendono il 2,75%.
In mattinata ha chiuso in calo la Borsa di Tokyo penalizzata dalla performance di Wall Street e dalle tensioni geopolitche: l'indice Nikkei ha perso lo 0,6% a 15523,11 punti. Sul fronte delle materie prime, le quotazioni dell'oro sono in ribasso: il metallo con consegna immediata in Asia cala dello 0,3% a 1.279,30 dollari l'oncia. Il livello più basso dal 19 giugno scorso. In discesa anche il prezzo del petrolio sulla scia della chiusura negativa di Wall Street e delle chiusure degli impianti di raffinazione negli Usa. Sui mercati asiatici i future sul Light crude arretrano di 19 cent a 97,98 dollari.
A condizionare l'andamento dei mercati nella prima seduta di agosto sono state piuttosto le indicazioni contrastanti arrivate dagli Stati Uniti: la disoccupazione sale al 6,2%, mentre i nuovi occupati a luglio sono "solo" 209mila contro gli attesi 230mila e i 288mila di giugno. Numeri che mettono qualche dubbio sul vigore della ripresa a stelle e strisce e forse ritardare la salita dei tassi. In linea con le attese degli analisti le spese dei consumatori salite dello 0,4% cosi come i redditi. Delude, invece, la fiducia dei consumatori scesa a luglio a 81,8 da 82,5 di giugno, mentre l'indice Ism sale a 57,1 punti. In Europa, intanto, l'indice Pmi markit manifatturiero è stabile a 51,8. Debole Wall Street: in chiusura il Dow Jones ha
perso lo 0,42% a 16.493,37 punti mentre il Nasdaq ha lasciato sul terreno lo 0,39%. Giù anche lo S&P 500 (-0,29%).
In questo contesto a Milano Piazza Affari archivia la seduta in calo dell'1,01%, peggio di Londra che arretra dello 0,76%, ma meglio di Parigi che cede l'1,02%. Pesante Francoforte che lascia sul parterre il 2,09%. Sul listino milanese osservata speciale Fiat: l'assemblea degli azionisti ha dato il via libera alle fusione con Chrysler che porterà alla nascita di una società di diritto olandese, con sede inglese e quotata a New York. Brilla Intesa Sanpaolo in scia a una trimestrale migliore delle attese. A fine seduta l'euro passa di mano a 1,3430 dollari. In aumento lo spread a quota 161 punti con i Btp che rendono il 2,75%.
In mattinata ha chiuso in calo la Borsa di Tokyo penalizzata dalla performance di Wall Street e dalle tensioni geopolitche: l'indice Nikkei ha perso lo 0,6% a 15523,11 punti. Sul fronte delle materie prime, le quotazioni dell'oro sono in ribasso: il metallo con consegna immediata in Asia cala dello 0,3% a 1.279,30 dollari l'oncia. Il livello più basso dal 19 giugno scorso. In discesa anche il prezzo del petrolio sulla scia della chiusura negativa di Wall Street e delle chiusure degli impianti di raffinazione negli Usa. Sui mercati asiatici i future sul Light crude arretrano di 19 cent a 97,98 dollari.