Economia

Alitalia lima i dettagli con Etihad, Hogan incontra i soci italiani

Poste alza l'investimento da 70 a 75 milioni. L'azienda ha incontrato i sindacati per la procedura di mobilità. Proseguono gli appuntamenti al ministero del Tesoro. Venerdi l'assemblea per l'aumento di capitale e la firma con Abu Dhabi

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MILANO - Alitalia fa un altro passo verso le nozze con Etihad. Le Poste hanno accettato (come richiesto dalle banche) di alzare a 75 milioni il loro impegno nella ricapitalizzazione della compagnia. "Non vedo criticità oggi" ha detto l'ad di Unicredit Federico Ghizzoni. Gli ultimi dettagli da sistemare sono quelli realtivi a chi finanzierà la società fino al closing dell'intesa. Un altro capitolo delicato visto che Francesco Caio, ad della società pubblica, non vuol mettere un centesimo fino all'ok definitivo dell'accordo. L'impressione però è che uno alla volta i tasselli stiano andando a posto e che venerdì il matrimonio potrebbe davvero decollare.
La settimana decisiva per il futuro di Alitalia è cominciata ieri con una serie di incontri tra gli azionisti in vista dello sbarco, oggi, a Roma del ceo di Etihad James Hogan. I dettagli dell'operazione tra Alitalia e la compagnia degli Emirati, che costa a soci e banche un sacrificio di quasi 900 milioni ma vale un investimento complessivo da Abu Dhabi di circa 1,2 miliardi, vengono passati sotto la lente di ingrandimento di tecnici e legali per evitare sorprese dell'ultimo minuto. Il tempo infatti stringe per arrivare pronti all'appuntamento di venerdì, quando è attesa la firma del contratto, che potrebbe essere annunciata in pompa magna con una conferenza stampa.

I soci di Alitalia e i vertici della compagnia sono stati ricevuti ieri al Ministero dell'economia dove sono tornati questa mattina, per fare il punto sulla trattativa e limare gli ultimi dettagli dell'intera operazione in vista dell'incontro con Hogan che successivamente dovrebbe incontrare anche il Governo, oltre ad altri degli attori coinvolti nell'operazione. Tra i soci di Alitalia-Cai, fra i quali serpeggiava ancora nervosismo dopo l'incontro al Tesoro, resterebbero ancora da sciogliere i nodi legati soprattutto al ruolo di Poste, alla sua partecipazione alla mid-co e al cosiddetto 'bridge to equity', cioè la ristrutturazione di parte del debito con una  conversione, appunto, in equity. Sul ruolo della società guidata da Francesco Caio avrebbe chiesto chiarimento la stessa Etihad.

Poste, quindi, porterà il proprio investimento da 70 a 75 milioni così come era stato ipotizzato ieri. La soluzione individuata in extremis per accontentare le richieste di Poste e garantire l'efficacia dell'aumento di capitale, prevedeva infatti che la società pubblica sborsasse più della propria quota (19,48% pari a 70 milioni), ma che il proprio investimento (grazie appunto al veicolo intermedio della mid-company, una sorta di società cuscinetto tra la old Alitalia e la nuova Alitalia-Etihad) non venisse intaccato per coprire eventuali perdite superiori alle previsioni e contenziosi e andrà a costituire capitale nella newco, accanto ai 560 milioni che verserà Etihad (che avrà una quota del 49%). 

Un altro importante tassello del puzzle verrà sistemato venerdì quando i soci in assemblea voteranno l'aumento di capitale da complessivi 300 milioni, per dare ad Alitalia l'ossigeno necessario ad arrivare fino al closing dell'operazione, in autunno. Un impegno finanziario che arriva ad appena otto mesi dall'ultimo aumento di capitale (a dicembre i soci tirarono fuori altri 300 milioni) e che va ad aggiungersi alla rinegoziazione di 565 milioni di debito accettata dalle banche creditrici. I soci, però, avrebbero trovato un accordo sulla ripartizione dell'intervento.

Si va verso una definizione anche della trattativa con i sindacati. L'azienda li ha convocati oggi per esaminare e chiudere la procedura di mobilità aperta il 31 luglio per 2.171 dipendenti dell'ex compagnia di bandiera e dell'AirOne: l'incontro però si è chiuso con un nulla di fatto perché mancano certezze sul fondo straordinario per il trasporto aereo. L'azienda e i sindacati dovrebbero tornare a incontrarsi tra giovedì e venerdì prossimo.

Il confronto dovrebbe chiudersi con la firma di un verbale di mancato accordo, visto il no della Filt Cgil all'accordo quadro del 12 luglio. Intanto cresce la preoccupazione dei lavoratori per gli esuberi: ieri all'aeroporto di Fiumicino si è svolta la prima assemblea spontanea dei lavoratori Alitalia e altre assemblee di lavoratori o iniziative sindacali potrebbero esserci nei prossimi giorni.