Economia

Poste, la quotazione verso lo slittamento al 2015

Anche il Financial Times prende atto dell'evenienza che la privatizzazione del gruppo postale slitti all'anno prossimo. Si fa sentire il mezzo flop dell'Ipo di Fincantieri. Pesa anche l'investimento "controverso" in Alitalia, mentre con Etihad si discute su otto aerei per aumentare la quota nel mercato cargo

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MILANO - La privatizzazione di Poste slitterà al prossimo anno, dopo lo scarso interesse per l'operazione mostrato dagli investitori per Fincantieri. Lo sostiene, in un articolo odierno, il Financial Time. Inizialmente il Tesoro aveva prospettato la quotazione per il prossimo autunno, sperando di raccogliere dalla vendita "almeno 4 miliardi", si legge. Il programma di privatizzazioni è stato recentemente confermato dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che ha nel mirino vendite per 12 miliardi e poi la prosecuzione su livelli simili (lo 0,7% del Pil all'anno) fino al 2017. Anche in quest'ottica è ormai definito l'ingresso di investitori cinesi in Cdp Reti, la società di Cassa Depositi e Prestiti che ha in seno il 30% circa di Snam e a breve accoglierà una pari quota di Terna.

"Quello che è successo a Fincantieri ha fatto loro pensare", dice una persona che ha conoscenza diretta del dossier sulla privatizzazione al quotidiano della City. La fonte aggiunge che in "nessun modo" Poste approderà a Piazza Affari entro fine anno. I piani del governo su alcune delle aziende individuate per la privatizzazione, "tra cui Poste e il controllore del traffico aereo Enav, richiedono più tempo per essere pronte ad affrontare gli investitori internazionali", sostengono fonti vicine alla vicenda. A complicare il debutto in Borsa di Poste è la sua quota, di quasi il 20 per cento, in Alitalia la compagnia aerea impegnata in una trattativa con Etihad. L'investimento di Poste in Alitalia è "controverso", dice il Ft.

L'amministratore delegato di Poste, Francesco Caio, è in trattative con James Hogan, chief executive di Etihad, "su un accordo che porterebbe l'aggiunta di otto aerei 737 turbo come alimentatori nazionali per le rotte Etihad e per aumentare la sua quota di mercato cargo", dicono persone vicine al dossier. Tuttavia, queste persone dicono che "le preoccupazioni per la regolamentazione circa l'investimento di Poste in Alitalia che dovrebbero essere risolta prima della sua privatizzazione". Come si legge su Repubblica in edicola, i due manager hanno allo studio le possibili sinergie tra i gruppi, che includono la possibilità di vendere i biglietti negli uffici postali o lo sviluppo nel settore delle polizze turistiche. Al numero uno delle Poste preme inoltre che l'investimento in Alitalia venga fatto non nella "vecchia" aviolinea, ma nella nuova società che accoglierà anche Etihad. In questo modo, Poste non dovrebbe caricarsi anche del fardello dei contenziosi che Alitalia porterebbe in dote, una questione non da poco per chi deve preparare - anche con tempi più lunghi del previsto - un prospetto di quotazione.