Economia

Nervosismo e speculazioni dominano a Piazza Affari. Gli scambi sono da record

I mercati si fanno condizionare dalle tensioni geopolitiche, ma gli addetti ai lavori sono preoccupati dalla parole di Draghi secondo cui le riforme sono troppo lente in Europa. Si allarga lo spread tra Italia e Spagna. In settimana nuova asta Bot, attenzione a Pil e inflazione dell'Eurozona. Dalla Germania arriva l'indice Zew

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MILANO - Tensione in Ucraina e Medio Oriente, spread ballerini, Draghi e la Bce preoccupati per la lentezza delle riforme e per la tenuta del sistema bancario, qualche vendita dei fondi internazionali sulle piazze azionarie europee a iniziare da Milano, che non a caso è stata le peggiore dell'ultima settimana. Insomma nubi sull'Europa, ma sarà una settimana calda quella di Ferragosto per i mercati, con la sola Wall Street che manda qualche segnale positivo.

A Piazza Affari sono tornati a dominare nervosismo e speculazione dall'estero. E così la Borsa di Milano, nell'ultima settimana, ha ceduto il 5,7% (solo Mps ha perso oltre il 20%) mentre Madrid, la seconda peggiore, ha ceduto il 3,8% e Londra solo l'1,6%. Colpisce, soprattutto, il boom di scambi, molto raro nella storia estiva recente di Piazza Affari. A inizio della settimana scorsa si viaggiava infatti su una media di controvalore poco superiore ai due miliardi di euro, ma mercoledì (il giorno della gelata del Pil) si è arrivati a sfiorare i 3 miliardi e mezzo, per mantenersi in tutte le sedute successive sempre oltre quota tre miliardi. Mai visto in pieno agosto, con molti operatori che ipotizzano un alleggerimento sostanziale dei fondi di investimento internazionali. Molti hanno rinunciato alle vacanze per "presidiare" il mercato e in questo week end di preparazione alla settimana di Ferragosto vedono ancora pochi spiragli per un rimbalzo consistente.

L'umore in Piazza Affari non è dei migliori soprattutto perché sono sotto pressione i titoli di Stato, che da tempo "guidano" i mercati azionari: lo spread tra i Btp decennali italiani e i Bund tedeschi ha chiuso la settimana a quota 176 ma sono state giornate difficili, con un rialzo complessivo di 20 punti base e l'allontanamento dal minimo recente di 132 punti di inizio giugno, il momento di maggior fiducia verso il sistema Italia e il governo Renzi. Il problema principale non è nei confronti dei prodotti tedeschi, che continuano a segnare rendimenti ai minimi storici, ma piuttosto verso la Spagna, un altro Paese sotto l'attacco della speculazione ed esaminato anche attraverso le riforme varate. E' qui che va male, perchè l'ultima volta che il rendimenti dei Btp sono stati inferiori rispetto a quelli dei Bonos è fine febbraio: da allora il divario si è ampliato, fino agli attuali 26 punti base.

La prossima settimana gli operatori guarderanno ancora ai moniti di Draghi e soprattutto ai possibili effetti delle stringenti regole della Bce sui prossimi stress test per le banche europee, con il rischio che possano venir rivisti anche i bilanci dell'ultimo anno. Sul prezzo del petrolio, in leggero rialzo ma sempre sotto quota 100 dollari, per ora pesano poco le tensioni in Medio Oriente perchè l'offerta internazionale è molto elevata mentre i mercati saranno molto più attenti alla crisi Ucraina, portatrice di sanzioni incrociate sempre mal viste. Per ora è comunque la Russia a pagarne il prezzo più elevato (la Borsa di Mosca dall'inizio di luglio ha perso l'11%) mentre Wall Street dopo la recente correzione (-4% nelle ultime dieci sedute) ha chiuso la settimana in recupero, con prospettive prevalentemente positive. Chi piange in questa estate è invece Atene: la Borsa ha concluso la settimana con una seduta in calo del 4% dopo che l'ufficio del turismo ha quantificato in 300mila i minori arrivi dalla Russia dopo l'intensificarsi delle sanzioni.

Gli spunti sul fronte macroeconomico si intensificheranno solo a partire da martedì, con l'indice Zew in Germania e l'inflazione in Italia; mercoledì, con la stima del Pil in Giappone nel secondo trimestre, l'inflazione in Francia e Germania e la produzione industriale nell'Eurozona; giovedì con inflazione e stima del pil nell'area dell'euro e dati preliminari sul Pil anche di Francia e Germania. Attesa anche per le aste dei titoli di stato italiani: Bot annuali martedì e titoli a medio-lungo termine il giorno successivo, quando la Banca d'Italia renderà anche nota la consistenza del debito pubblico a fine giugno.