Economia

Francia e Germania non preoccupano le Borse europee. Lo spread tiene a quota 165

L'economia tedesca è in calo per la prima volta dal 2012, mentre Parigi mancherà i target di fine anno sul Pil e il deficit sforerà il 4%. L'Eurozona non cresce più: aumenta il rischio deflazione. Crescono i sussidi alla disoccupazione negli Usa

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MILANO - Le Borse europee invertono la rotta a metà seduta e chiudono in rialzo nonostante i dati sul Pil di Francia e Germania: l'economia tedesca arretra (-0,2%) per la prima volta dal 2012, mentre Parigi ha annunciato che non sarà in grado di rispettare i previsti target di crescita fissati con l'Ue. Il deficit francese sforerà la soglia del 4% del Pil (3& il tetto imposto dai patti Ue), mentre l'economia crescerà solo dello 0,5%. Male anche la Germania che ha rivisto al ribasso la crescita del primo trimestre. Non tranquillizzano i mercati neppure i dati in arrivo dall'Ue, dai quali emerge che l'Eurozona non cresce più e anzi l'inflazione a luglio è scesa sotto zero: il Vecchio continente rischia di entrare in una spirala deflattiva. Una delle poche notizie positive arriva dall'aumento di occupati in Francia (+0,1%). Delude, dagli Stati Uniti, il dato sulle richieste di sussidio di disoccupazione cresce di 21mila unità a quota 311mila, peggio delle attese.

La sensazione degli addetti ai lavori è che in queste condizioni la Bce debba continuare sulla via dell'allentamento monetario, abbastanza per sostenere gli acquisti e ridurre le vendite. Piazza Affari è l'unica chiusura negativa (-0,29%) mentre Londra porta a casa un +0,43%, Francoforte lo 0,29% e Parigi lo 0,25%. I mercati sperano adesso che l'irrigidimento delle condizioni economiche convincano Bruxelles ad allentare la morsa dell'austerity per rilanciare la crescita. Di certo si guarda anche alle prossime mosse della Banca centrale europea al rientro delle ferie in settembre. Le notizie sul fronte economico non hanno, tuttavia, alimentato tensioni sullo spread che cala lievemente in area 165 punti base con i titoli italiani a 10 anni che rendono il 2,67%. Intanto, il rendimento del bund, il titolo di Stato decennale tedesco, crolla sotto l'1% su attese crescenti per ulteriori misure da parte della Bce per venire in soccorso ai governi con misure non convenzionali pro-crescita. Poco mossa Wall Street, alla chiusura dei mercati europei, condizionata dal dato sui sussidi alla disoccupazione: il Dow Jones sale dello 0,2% come l'S&P 500 e il Nasdaq.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, per gli annunciati acquisti sui mercati azionari da parte del grande fondo pensioni pubblico. L'indice Nikkei avanza dello 0,66% a 15.314,57 punti. Sul fronte delle materie prime le quotazioni del petrolio sono in calo sul rischio di un possibile rallentamento della domanda negli Stati Uniti: le quotazioni del petrolio a New York perdono lo 0,51% a 97,05 dollari al barile. Poco mosso l'oro: gli scambi si sono attestati intorno a quota 1,313,16 dollari l'oncia rispetto ai 1.312,92 del giorno prima, restando così al di sotto dei livelli toccati nelle ultime settimane. Da inizio anno il metallo prezioso segna un aumento delle quotazioni del 9,3%. Sul mercato valutario, l'euro è trattato a 1,3367 dollari (1,3363 ieri sera).