MILANO - Il mercato del lavoro è "ancora inceppato", ma un suo progresso più rapido delle attese può portare a un rialzo dei tassi d'interesse accelerato. Di contro, se invece dovessero tardare i miglioramenti - e d'altra parte ci sono ancora "significativi" sottoutilizzi della forza lavoro - c'è la disponibilità a posticipare lo stop alle politiche espansive. Janet Yellen si concentra sui temi attesi nel simposio di Jackson Hole, Wyoming, dove si svolge il tradizionale meeting dei banchieri centrali ospitato dalla Fed di Kansas City. Dopo di lei, toccherà a Mario Draghi (Bce) e Haruhiko Kuroda (BoE) spiegare il punto della situazione su Vecchio Continente e Giappone.
La Banca centrale Usa conferma così le aspettative della vigilia: da una parte riconosce la progressione del recupero dell'economia Usa, dall'altra si cela dietro i limiti che ancora mostra il mercato del lavoro per non lasciar trasparire apertamente una posizione da "falco" verso i mercati finanziari.
La reazione dei mercati alle parole di Yellen è incerta. Wall Street, dopo un iniziale recupero, si stabilizza poco sotto la parità e chiude contrastata, appesantita anche dal riaccendersi del vento di guerra tra Russia e Ucraina: alla chiusura il Dow Jones cede lo 0,22% a 17.001,22 punti, mentre l'indice tecnologico Nasdaq segna quota 4.538,55 (+0,14%). Anche i listini europei, che ieri hanno chiuso in rialzo con Piazza Affari in maglia rosa (+2%), terminano all'insegna della debolezza. Milano cede lo 0,46% finale, accodata alle altre Borse Ue: Francoforte scivola dello 0,66%, Londra tiene la parità (-0,04%) e Parigi è maglia nera a -0,93%.
Sulla Borsa milanese, oltre a continuare a seguire la querelle dell'uscita dell'ad Andrea Guerra da Luxottica, per la quale si prevede un cda a inizio settembre, si registrano buone notizie per gli azionisti Enel Green Power. In un report odierno gli analisti del broker Berenberg hanno emesso un upgrade sull'azione alzando il loro rating sul titolo a buy (acquistare) dal precedente hold (mantenere). Ancora positivo il comparto bancario, con le Popolari acquistate. Stabile lo spread Btp-Bund: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta a 160 punti base. Il rendimento del Btp decennale è al 2,57% per cento, vicino ai minimi storici.
In questo contesto, dopo un iniziale rallentamento, riprende la corsa del superdollaro: tocca i massimi da oltre 4 mesi sullo yen a 104,04 dopo le parole del presidente Yellen. Nei confronti dell'euro, che si era rafforzato in mattinata, torna a chiudere ai livelli di ieri quota 1,33 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,3234 dollari.
In mattinata si è registrata la chiusura in lieve calo per la Borsa di Tokyo che, dopo nove rialzi consecutivi, si è mossa con cautela in attesa della Yellen. L'indice Nikkei dei titoli guida ha iniziato la giornata positivamente ma ha terminato gli scambi in flessione dello 0,3% (-47,01 punti) a 15.539,19. Nel corso della settimana, l'indice Nikkei ha guadagnato l'1,44%. Il più ampio indice Topix ha chiuso in calo dello 0,40%. Seduta debole con 1,75 miliardi di titoli passati di mano.
Le quotazioni del petrolio si avviano a chiudere la quinta settimana in calo, la serie negativa più lunga degli ultimi nove mesi: mentre in Europa termina la seduta il petrolio segna una flessione dello 0,8% a 93 dollari al barile. Timido recupero invece per l'oro a dicembre, che avanza dello 0,3% a 1.280 dollari all'oncia.
La Banca centrale Usa conferma così le aspettative della vigilia: da una parte riconosce la progressione del recupero dell'economia Usa, dall'altra si cela dietro i limiti che ancora mostra il mercato del lavoro per non lasciar trasparire apertamente una posizione da "falco" verso i mercati finanziari.
La reazione dei mercati alle parole di Yellen è incerta. Wall Street, dopo un iniziale recupero, si stabilizza poco sotto la parità e chiude contrastata, appesantita anche dal riaccendersi del vento di guerra tra Russia e Ucraina: alla chiusura il Dow Jones cede lo 0,22% a 17.001,22 punti, mentre l'indice tecnologico Nasdaq segna quota 4.538,55 (+0,14%). Anche i listini europei, che ieri hanno chiuso in rialzo con Piazza Affari in maglia rosa (+2%), terminano all'insegna della debolezza. Milano cede lo 0,46% finale, accodata alle altre Borse Ue: Francoforte scivola dello 0,66%, Londra tiene la parità (-0,04%) e Parigi è maglia nera a -0,93%.
Sulla Borsa milanese, oltre a continuare a seguire la querelle dell'uscita dell'ad Andrea Guerra da Luxottica, per la quale si prevede un cda a inizio settembre, si registrano buone notizie per gli azionisti Enel Green Power. In un report odierno gli analisti del broker Berenberg hanno emesso un upgrade sull'azione alzando il loro rating sul titolo a buy (acquistare) dal precedente hold (mantenere). Ancora positivo il comparto bancario, con le Popolari acquistate. Stabile lo spread Btp-Bund: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta a 160 punti base. Il rendimento del Btp decennale è al 2,57% per cento, vicino ai minimi storici.
In questo contesto, dopo un iniziale rallentamento, riprende la corsa del superdollaro: tocca i massimi da oltre 4 mesi sullo yen a 104,04 dopo le parole del presidente Yellen. Nei confronti dell'euro, che si era rafforzato in mattinata, torna a chiudere ai livelli di ieri quota 1,33 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,3234 dollari.
In mattinata si è registrata la chiusura in lieve calo per la Borsa di Tokyo che, dopo nove rialzi consecutivi, si è mossa con cautela in attesa della Yellen. L'indice Nikkei dei titoli guida ha iniziato la giornata positivamente ma ha terminato gli scambi in flessione dello 0,3% (-47,01 punti) a 15.539,19. Nel corso della settimana, l'indice Nikkei ha guadagnato l'1,44%. Il più ampio indice Topix ha chiuso in calo dello 0,40%. Seduta debole con 1,75 miliardi di titoli passati di mano.
Le quotazioni del petrolio si avviano a chiudere la quinta settimana in calo, la serie negativa più lunga degli ultimi nove mesi: mentre in Europa termina la seduta il petrolio segna una flessione dello 0,8% a 93 dollari al barile. Timido recupero invece per l'oro a dicembre, che avanza dello 0,3% a 1.280 dollari all'oncia.