Economia

Asta Bot a sei mesi, tassi al minimo.
Milano, colpo di coda finale: +0,6%

I dati positivi dagli Stati Uniti hanno spinto i mercati al record globale di 66mila miliardi di valore, ma oggi prendono fiato. L'effetto-Draghi continua a farsi sentire sullo spread Btp-Bund, che scende verso 145 punti base. Nuovi segnali preoccupanti dalla Germania, attesa la fiducia dei consumatori italiani

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MILANO - Continua a scendere il rendimento dei titoli di Stato italiani, dopo che Mario Draghi, governatore della Bce, ha detto ai mercati che la Banca centrale europea è pronta a nuovi interventi contro la deflazione. Esternazioni che secondo il falco tedesco, Wolfgang Schaeuble, sono state "male interpretate" e non aprono a un allentamento delle politiche di rigore.

In ogni caso, il differenziale di rendimento tra i decennali italiani e tedeschi si attesta in area 145 punti base, per un rendimento del Btp decennale al 2,38%, meno di quello dei titoli degli Usa (dove l'economia, però, è in netta ripresa così come l'inflazione). Anche per il Bund tedesco si registrano nuovi minimi, con il rendimento che passa sotto lo 0,9%. Il momento positivo è testimoniato dal nuovo calo record per i tassi dell'asta dei Bot a sei mesi di oggi del Tesoro. Il rendimento è stato pari allo 0,136% contro lo 0,236% dell'operazione precedente. In totale sono stati venduti titoli per 7,5 miliardi con un bid to cover pari a 1,63.

Sul mercato azionario, invece, sono gli Stati Uniti il faro di questo periodo: anche ieri i dati sulla prima economia del mondo hanno mostrato segnali di rafforzamento e gli investitori ne hanno tratto un invito agli acquisti, che hanno portato i listini mondiali a un valore record globale di 66mila miliardi di dollari, secondo i dati Bloomberg. Oggi i mercati tirano però il fiato dopo i recenti guadagni.

L'effetto delle opposte politiche di Bce e Fed - figlie di opposte dinamiche di ripresa - si vede sul valutario, con l'euro sui minimi rispetto al dollaro: chiude in lieve rialzo a 1,3206 dollari e 137,24 yen. Si tratta però di un aggiustamento tecnico che segue un minimo da 13 mesi sul dollaro a quota 1,3151 e un picco negativo da 19 mesi sulla divisa svizzera a 1,2071 franchi.

Sul fronte macroeconomico, il Congressional Budget Office degli Stati Uniti ha rivisto al ribasso le prospettive di crescita Usa per la chiusura dell'esercizio di fine settembre: +1,5% del Pil (dal +3,1%) per colpa del tracollo nell'inverno gelido. Nell'ultima settimana monitorata, inoltre, le richieste di mutui sono salite del 2,8%. In Italia si segnala il deterioramento della situazione economica con il terzo calo della fiducia dei consumatori. Restano preoccupazioni per la Germania, dove parimenti scende la fiducia dei consumatori: secondo i dati comunicati oggi, l'indice Gfk ha registrato una flessione, scendendo a 8,6 a settembre rispetto all'8,9 di agosto. Per l'indice Gfk si tratta della prima flessione dal gennaio del 2013. In Francia, l'indice della fiducia delle imprese scende a 96 ad agosto.

Le principali Borse europee chiudono poco mosse, anche se Milano con un colpo di coda finale riesce comunque a guadagnare lo 0,57%. A Francoforte il Dax termina in rosso dello 0,19%, Parigi guadagna lo 0,4% e Londra aggiunge lo 0,12%. Su Piazza Affari le attenzioni si sono concentrate su Telecom Italia (+3%): Oi vuole Tim Brasil e ha dato mandato a Btg Pactual di preparare un'offerta d'acquisto sulla controllata della Tlc tricolore, che oggi riunisce il cda per valutare invece l'offerta per Gvt e l'ingresso di Vivendi. Gran protagonista il comparto del lusso, con Yoox in testa al gruppo (+6,7%): secondo alcuni operatori a spingere il titolo è l'effetto asos, che a Londra vola su una possibile offerta in arrivo da eBay. Andamento incerto per Wall Street: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones si porta in rialzo dello 0,1%, sopra quota 17mila punti, il Nasdaq e lo S&P 500 sono invariati con quest'ultimo che tiene a 2mila punti, quota mai raggiunta prima di ieri.

Chiusura in leggero rialzo, in mattinata, per la Borsa di Tokyo. Al termine di una seduta con pochi spunti di rilievo l'indice Nikkei ha archiviato gli scambi a quota 15.534,82, In progresso dello 0,1% rispetto al riferimento precedente. Il listino giapponese aveva aperto in territorio positivo sull'onda della performance di wall street ma non ha saputo consolidare il rialzo nel corso della seduta. Così, dopo essere scivolato in territorio negativo, l'indice Nikkei ha riguadagnato qualche posizione fino a chiudere in leggero rialzo.

Quanto alle materie prime, il petrolio a ottobre segna un +0,2% a 94 dollari al barile. L'oro a dicembre si stabilizza in area 1.284 dollari l'oncia, mentre si guarda all'evoluzione della situazione tra Russia e Ucraina.