Economia

Le Borse Ue in ordine sparso.
Spread sotto quota 140 punti

A Milano si è tenuat la riunione dei ministro dell'Economia dell'Ue, Padoan: "Rispetteremo gli impegni, ma il quadro macro è peggiorato". L'euro si mantiene sui minimi da 14 mesi contro il dollaro. Milano chiude a -0,1%, debole anche Wall Street. Tokyo ai massimi da otto mesi

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MILANO - Le Borse del Vecchio continente non riescono a trovare il rimbalzo dopo due sedute fiacche, mentre a Milano si è tenuto l'Ecofin con il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che ha detto: "Rispetteremo gli impegni presi con l'Europa, ma la stima del deficit al 2,6% era con un altro quadro macroeconomico. Stiamo lavorando alla legge di stabilità". E se la Francia chiede più tempo, Padoan ripete che tutta l'Eurozona è al lavoro per far ripartire la crescita. Mentre si tiene la riunione, emergono i dati Eurostat su occupazione e produzione industriale nel Vecchio continente: il manifatturiero cresce dell'1% su base mensile, mentre l'occupazione nel secondo trimestre aumenta dello 0,2%.

Le Borse però restano nervose, un po' per la situazione politica internazionale con gli Usa che hanno dichiarato guerra all'Is, nonostante l'opposizione della Russia; un po' perché la Federal Reserve potrebbe iniziare prima del previsto la stretta monetaria, anche alla luce dei dati macro odierni che centrano le aspettative degli analisti e confermano la ripresa. In Italia, invece, la produzione industriale registra un calo dell'1% a luglio su giugno e dell'1,8% sullo stesso periodo del 2013.

L'euro chiude in lieve rialzo a 1,2938 dollari e 138,90 yen. L'apprezzamento è più consistente nei confronti della valuta nipponica, che continua ad arretrare sulla scia delle aspettative che la banca centrale di Tokyo allenti ulteriormente la propria politica monetaria. Il biglietto verde aggiorna infatti il proprio massimo da sei anni a quota 107,39 yen. In altalena la sterlina che, dopo aver toccato un massimo da una settimana a 1,6277 dollari, dopo che i sondaggi sul referendum per l'indipendenza della Scozia hanno mostrato un leggero arretramento dei separatisti.

In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in calo dello 0,1%. Incerte anche le altre: Parigi riesce a tenere la parità (+0,02%), come Londra (+0,12% finale), mentre Francoforte arretra dello 0,41%. In evidenza sul listino tricolore Mps (+2,87%) dopo la disponibilità di due consiglieri a farsi da parte per favorire l'ingresso nel board dei membri designati dai soci esteri. Bene anche Mediobanca (+0,64%), mentre Eni chiude debole (-0,48%) dopo l'inchiesta su Descalzi. Anche Wall Street tratta in ribasso, quando in Europa chiudono i mercati: il Dow Jones cede lo 0,2%, il Nasdaq e lo S&P500 lo 0,3%. Sul fronte macro americano sono emersi i dati sulle vendite al dettaglio Usa, salite dello 0,6% ad agosto in linea con le attese, così come hanno centrato le aspettative i prezzi all'import in calo dello 0,9% ad agosto. Meglio delle previsioni, invece, l'indice della fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan (84,6 punti a settembre).

Lo spread è in calo sotto quota 140 punti, mentre i Btp a 10 anni rendono, sul mercato secondario, il 2,43%.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha archiviato con un nuovo guadagno una settimana interamente in terreno positivo, complice il dollaro forte, con l'indice Nikkei che si porta ai massimi da 8 mesi. Al termine delle contrattazioni, infatti, il listino dei titoli guida ha guadagnato lo 0,25% a 15.948,29 punti, dopo quattro sedute positive che hanno determinato un progresso dell'1,78% nell'ottava.

Sul fronte delle materie prime, iI prezzi petroliferi continuano a calare, con il barile di Brent che finisce sotto i 97 dollari, sui minimi al giugno scorso mentre sui mercati continuano a pesare le attese di indebolimento della domanda globale. Ieri a rilanciarle è stata l'Agenzia internazionale per l'energia, che ha citato indebolimenti dei consumi in Cina ed Europa. Nel pomeriggio il greggio di riferimento del Mare del Nord cala di 1,11 dollari rispetto alla chiusura di ieri a quota 96,97 dollari. Per trovare livelli analoghi bisogna tornare a fine giugno 2013. Sul New York Mercantile Exchange il barile di Wti cala di 23 cents a 92,60 dollari.  L'oro a dicembre cala di 4,9 dollari, lo 0,4% a 1.234,1 dollari l'oncia.