MILANO - Le Borse del Vecchio continente chiudono poco mosse, con qualche presa di beneficio nella mattinata dopo il rally della vigilia e i nuovi record registrati a Wall Street. Londra sale dello 0,15%, Francoforte cede lo 0,33% e Parigi aggiunge lo 0,09%. Piazza Affari amplia il ribasso nella fase finale della seduta, arrivandi a chiudere in maglia nera a -1,15% con molti titoli delle banche in sofferenza, ad eccezione di una brillante Mps. Il Tesoro completa un'asta di Btp con buoni risultati e la Germania piazza titoli decennali per la prima volta a rendimenti negativi. Poco mossa Wall Street: quando in Europa terminano le contrattazioni, il Dow Jones è invariato e il Nasdaq tratta in rialzo dello 0,1%.
L'attenzione degli investitori resta concentrata sul settore del credito: lunedì dalla Ue sono emerse importanti aperture al piano italiano di puntellare gli istituti più gravati di sofferenze senza far scattare integralmente il bail-in, ovvero il coinvolgimento di risparmiatori retail e depositanti per assorbire le perdite prima di poter allungare aiuti pubblici alle banche in risoluzione. Ieri all'Ecofin, il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan è tornato a garantire sulla solidità del sistema, mentre il presidented dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha auspicato una soluzione entro ottobre e dalla Germania sono arrivate importanti aperture. Mps e Unicredit sono i titoli caldi del momento: la prima sta accelerando la maxicartolarizzazione di sofferenze con Quaestio Sgr, la società che gestisce il fondo Atlante; la seconda ha incassato oltre 1 miliardo in poche ore cedendo il 10% di Fineco e della polacca Pekao.
A livello macroeconomico stanno lentamente venendo meno i timori legati all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, mentre il rally del petrolio - oggi in lieve calo - lascia ben sperare gli addetti ai lavori sullo stato di saluto dell'economia globale. A tutto ciò si aggiungono le attese per il lancio di nuovi stimoli economici da parte del Giappone, anche se Tokyo ha escluso di pensare all'helicopter money - cioè i trasferimenti diretti di soldi nelle tasche di cittadini e imprese attraverso l'acquisto di titoli di debito. Domani, poi, sarà la volta della Bank of England che proprio con l'obiettivo di contrastrare i rischi dovuti alla Brexit potrebbe tagliare i tassi d'interesse.
Nell'agenda di giornata spicca l'asta di Btp del Tesoro, che ha collocato tutti i 7,5 miliardi di euro di titoli a 3, 7, 15 e 30 anni con il tasso sul titolo triennale che è tornato in negativo. Il rendimento del Btp a tre anni è sceso a -0,04% da 0,08% dell'asta di giugno (prima discesa in negativo è stata nell'asta di marzo a -0,05%). Il rendimento del 7 anni è sceso a 0,63% da 0,83% precedente. Il tasso del Btp a 15 anni è pari a 1,57% e quello del ventennale con scadenza settembre 2036 all'1,88%. La Germania ha intanto collocato Bund decennali con tassi sotto zero per la prima volta: -0,05% in un'asta tecnicamente "scoperta" dal momento che le richieste si sono fermate a 4,78 miliardi di euro, sotto il target massimo di offerta di 5 miliardi. Negli Stati Uniti, le richieste di mutui sono aumentate del 7,2% la scorsa settimana.
Lo spread, dopo l'asta, si allarga poco sopra 125 punti base, ma per effetto della diminuzione dei rendimenti tedeschi visto che il decennale italiano rende sempre intorno all'1,2%. L'euro chiude in moderato rialzo a 1,1104 dollari e 115,76 yen, riflettendo il riaffacciarsi della propensione al rischio tra gli investitori, che attendono in serata il Beige Book della Fed nella speranza di indizi sulle prossime mosse della banca centrale Usa. Il biglietto verde arretra lievemente a 104,11 yen, mentre la sterlina frena a 1,3217 dollari, interrompendo il recupero delle ultime sedute.
In Italia, l'Istat ha confermato il calo annuo dello 0,4% dell'inflazione a giugno, mentre in Francia il mese scorso i prezzi sono aumentati dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% nel confronto annuo. In Spagna, i prezzi hanno rallentato dello 0,9% annuale. A maggio, invece, nella zona euro la produzione industriale è calata dell'1,2% a fronte del -1,1% registrato dall'intera Ue: ad aprile era aumentata dell'1,4% e dell'1,5% rispettivamente. Rispetto a un anno prima è aumentata dello 0,5% nella zona euro e dell'1,1% nella Ue.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in rialzo grazie al record registrato dagli indici a Wall Street, mentre prosegue la fase di indebolimento della valuta nipponica: l'indice Nikkei ha chiuso gli scambi con un rialzo dello 0,84% in guadagno di 135 punti a quota 16.231.43. Lo yen continua a perdere terreno sul dollaro a quota 104,30, e sulla sterlina a un valore di 139, dai minimi in oltre 30 anni fatti registrare nel dopo Brexit.
Sul fronte delle materie prime, iI prezzo del petrolio è in calo, a maggior ragione dopo la discesa delle scorte Usa inferiore alle attese: sono diminuite di 2,5 milioni di barili a 521,8 milioni di barili, una flessione inferiore a quella di tre milioni di barili prevista dagli analisti. Il Wti e il Brent perdono entrambi il 3%, rispettivamente a 45,5 e 47 dollari al barile. Risale invece l'oro, debole nelle ultime sedute, poco sotto 1.340 dollari l'oncia.
L'attenzione degli investitori resta concentrata sul settore del credito: lunedì dalla Ue sono emerse importanti aperture al piano italiano di puntellare gli istituti più gravati di sofferenze senza far scattare integralmente il bail-in, ovvero il coinvolgimento di risparmiatori retail e depositanti per assorbire le perdite prima di poter allungare aiuti pubblici alle banche in risoluzione. Ieri all'Ecofin, il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan è tornato a garantire sulla solidità del sistema, mentre il presidented dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha auspicato una soluzione entro ottobre e dalla Germania sono arrivate importanti aperture. Mps e Unicredit sono i titoli caldi del momento: la prima sta accelerando la maxicartolarizzazione di sofferenze con Quaestio Sgr, la società che gestisce il fondo Atlante; la seconda ha incassato oltre 1 miliardo in poche ore cedendo il 10% di Fineco e della polacca Pekao.
A livello macroeconomico stanno lentamente venendo meno i timori legati all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, mentre il rally del petrolio - oggi in lieve calo - lascia ben sperare gli addetti ai lavori sullo stato di saluto dell'economia globale. A tutto ciò si aggiungono le attese per il lancio di nuovi stimoli economici da parte del Giappone, anche se Tokyo ha escluso di pensare all'helicopter money - cioè i trasferimenti diretti di soldi nelle tasche di cittadini e imprese attraverso l'acquisto di titoli di debito. Domani, poi, sarà la volta della Bank of England che proprio con l'obiettivo di contrastrare i rischi dovuti alla Brexit potrebbe tagliare i tassi d'interesse.
Nell'agenda di giornata spicca l'asta di Btp del Tesoro, che ha collocato tutti i 7,5 miliardi di euro di titoli a 3, 7, 15 e 30 anni con il tasso sul titolo triennale che è tornato in negativo. Il rendimento del Btp a tre anni è sceso a -0,04% da 0,08% dell'asta di giugno (prima discesa in negativo è stata nell'asta di marzo a -0,05%). Il rendimento del 7 anni è sceso a 0,63% da 0,83% precedente. Il tasso del Btp a 15 anni è pari a 1,57% e quello del ventennale con scadenza settembre 2036 all'1,88%. La Germania ha intanto collocato Bund decennali con tassi sotto zero per la prima volta: -0,05% in un'asta tecnicamente "scoperta" dal momento che le richieste si sono fermate a 4,78 miliardi di euro, sotto il target massimo di offerta di 5 miliardi. Negli Stati Uniti, le richieste di mutui sono aumentate del 7,2% la scorsa settimana.
Lo spread, dopo l'asta, si allarga poco sopra 125 punti base, ma per effetto della diminuzione dei rendimenti tedeschi visto che il decennale italiano rende sempre intorno all'1,2%. L'euro chiude in moderato rialzo a 1,1104 dollari e 115,76 yen, riflettendo il riaffacciarsi della propensione al rischio tra gli investitori, che attendono in serata il Beige Book della Fed nella speranza di indizi sulle prossime mosse della banca centrale Usa. Il biglietto verde arretra lievemente a 104,11 yen, mentre la sterlina frena a 1,3217 dollari, interrompendo il recupero delle ultime sedute.
In Italia, l'Istat ha confermato il calo annuo dello 0,4% dell'inflazione a giugno, mentre in Francia il mese scorso i prezzi sono aumentati dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% nel confronto annuo. In Spagna, i prezzi hanno rallentato dello 0,9% annuale. A maggio, invece, nella zona euro la produzione industriale è calata dell'1,2% a fronte del -1,1% registrato dall'intera Ue: ad aprile era aumentata dell'1,4% e dell'1,5% rispettivamente. Rispetto a un anno prima è aumentata dello 0,5% nella zona euro e dell'1,1% nella Ue.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in rialzo grazie al record registrato dagli indici a Wall Street, mentre prosegue la fase di indebolimento della valuta nipponica: l'indice Nikkei ha chiuso gli scambi con un rialzo dello 0,84% in guadagno di 135 punti a quota 16.231.43. Lo yen continua a perdere terreno sul dollaro a quota 104,30, e sulla sterlina a un valore di 139, dai minimi in oltre 30 anni fatti registrare nel dopo Brexit.
Sul fronte delle materie prime, iI prezzo del petrolio è in calo, a maggior ragione dopo la discesa delle scorte Usa inferiore alle attese: sono diminuite di 2,5 milioni di barili a 521,8 milioni di barili, una flessione inferiore a quella di tre milioni di barili prevista dagli analisti. Il Wti e il Brent perdono entrambi il 3%, rispettivamente a 45,5 e 47 dollari al barile. Risale invece l'oro, debole nelle ultime sedute, poco sotto 1.340 dollari l'oncia.