Economia

Banche sull'ottovolante, Milano in positivo. Wall Street a nuovi record

I mercati scommettono che a Bruxelles verrà trovata un'intesa tra l'Italia e la Commissione Ue per ridurre al minimo l'impatto della crisi bancaria sui risparmiatori: a rischio 60mila investitori che hanno acquistato 2,16 miliardi di obbligazioni Mps. Il governo Renzi cercherà di sfruttare la flessibilità concessa dalle regole europee. In calo l'euro, stabile lo spread

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MILANO - Sulle Borse che ancora cercano di riprendersi dallo shock dell'uscita della Gran Bretagna - mancano all'appello ancora 850 miliardi di dollari di capitalizzazione per tornare ai livelli precedenti al referendum del 23 giugno - pesa il rischio di una nuova crisi bancaria. Nel mirino degli investitori è finita soprattutto l'Italia, dopo la lettera con cui la Bce ha chiesto al Monte dei Paschi di Siena di ridurre le proprie sofferenze di 10 miliardi entro tre anni: sul comparto sono scattate vendite a catena che hanno messo in dubbio la tenuta dell'intero sistema. I listini hanno consolidato il rimbalzo di venerdì. A Piazza Affari, pur vivendo una giornata volatile, il Ftse Mib, passato in rosso a metà mattina, è salito dell'1,21%. Grandi acquisti su Mps, mentre gli altri titoli del comparto del credito restano incerti e l'indice di settore segna un +0,8% nelle battute finali. Osservata speciale anche Rcs, in netto rialzo dopo i rilanci di Cairo e Bonomi. In Chiusura positiva anche per le altre Borse europee: Francoforte +2%, Parigi +1,7% e Londra +1,2%.

Negli Stati Uniti, Wall Street riprende le contrattazioni dopo la seconda settimana consecutiva di rialzi, in scia al dato sorprendente dei nuovi posti di lavoro creati nel mese di giugno (287mila contro attese per 180mila): numeri che hanno riportato qualche possibilità sul rialzo dei tassi Fed entro la fine dell'anno, con i future sui Fed funds che ne indicano 28 su 100 dalle precedenti 19. Oggi la Piazza americana ha proseguito in rialzo e ha chiuso in territorio positivo. Il Dow Jones è salito dello 0,43% a 18.221,49 punti, il Nasdaq è avanzato dello 0,63% a 4.988,64 punti mentre lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dello 0,33% a 2.136,97 punti, volando ai massimi storici.

Come detto l'attenzione è rivolta all'Eurogruppo in agenda a Bruxelles, dove il governo italiano cercherà di trovare una soluzione condivisa a livello comunitario per mettere in sicurezza il sistema bancario. Roma ha il sostegno di Parigi: il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, ha chiesto di "essere solidali", anche se Dijsselbloem e altre fonti vicine alla Ue continuano a sottolineare che bisogna restare nel quadro delle regole del bail-in. Queste, d'altra parte, permettono già la ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato di banche solvibili a cui però dovrebbe essere associato il contributo di azionisti e di obbligazionisti: il governo italiano, invece, vorrebbe strappare una sospensione di questo principio. L'applicazione del bail-in su Mps travolgerebbe infatti 60mila risparmiartori che hanno acquistato allo sportello un bond da 2,16 miliardi di euro emesso dalla banca per finanziare l'acquisizione di Antonveneta. Un rischio che il governo non può permettersi di correre in un contesto delicato, segnato da rischi alla stabilità finanziaria e dal prossimo voto sulla riforma del Senato.

Il nodo è complesso, ma la Commissione si è detta disponibile a trovare un accomodamento per gli investitori non istituzionali. Bruxelles - di fatto - è stretta fra il desiderio di rispettare le regole Ue e la consapevolezza che la vicenda bancaria italiana è seria, e potenzialmente dannosa per il resto della zona euro. Probabile quindi che si trovi un accordo sfruttando le stesse regole Ue secondo cui il bail-in può essere sospeso quando sia a rischio la stabilità finanziaria. Una tesi sostenibile nel caso di Mps, dal momento che si tratta della terza banca italiana.

A livello macroeconomico, la giornata non presenta appuntamenti di rilievo al netto della produzione industriale italiana (l'agenda dei mercati), che risulta in calo annuo per la prima volta in questo 2016. Da segnalare poi l'inflazione in Cina che è scesa dello 0,1% congiunturale a giugno e salita dell'1,9% tendenziale, secondo i dati dell'ufficio nazionale di statistica. A maggio c'era stato un rialzo del 2% su anno e ad aprile del 2,3%. Nella prima metà dell'anno l'inflazione è salita in media del 2,1% contro un target del 3% sull'intero 2016. L'euro chiude in lieve calo a 1,1044 dollari con il biglietto verde che risale, dopo i buoni dati sull'occupazione Usa di venerdì scorso. La divisa nipponica arretra anche a 113,37 sull'euro in seguito alla vittoria elettorale dei conservatori al governo in Giappone, che lascia intuire una prosecuzione della politica monetaria accomodante attuata finora. Lo spread è stabile poco sotto quota 140 punti base, mentre i Btp decennali rendono l'1,21%.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha messo a segno il maggior rialzo giornaliero negli ultimi 4 mesi, grazie ai dati incoraggianti dal mercato del lavoro Usa e la vittoria della coalizione di governo alle elezioni del Senato, che anticipa un nuovo piano di stimolo da parte del premier Shinzo Abe: l'indice Nikkei ha registrato un aumento del 3,98%, in guadagno di 602 punti a quota 15.708.82. Lo yen si indebolisce a un valore di 101,60 sul biglietto verde, dopo l'apprezzamento di quasi il 2% la scorsa settimana.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in calo a 45 dollari per il barile Wti e a 46,41 dollari per il Brent. L'oro è in lieve ribasso a 1.362,89 dollari l'oncia segnando un calo dello 0,26%.