MILANO - "Siamo l'unico Paese che non prevede alcun beneficio fiscale per le Fondazioni e i no profit, gli investimenti delle Fondazioni vengono tassati come quelli dei signori Soros e Buffett". Lo ha sottolineato il presidente dell'Acri e della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, intervenendo al convegno "Banche, Fondazioni e imprese" a Torino. Il riferimento è la tassazione sul capital gain dove, nel corso del tempo, si è passati dal 12,5 al 26%. "Oggi le Fondazioni pagano 140 milioni di tasse e con i nuovi aumenti saliranno di altri 50 milioni" a fine anno. "Questi - ha voluto ricordare Guzzetti al governo - sono soldi sottratti alla nostra possibilità di rispondere ai bisogni e allo sviluppo economico e sociale".
In vista della riforma delle Fondazioni, che vedrà la luce nelle prossime settimane, Guzzetti - in veste di numero uno dell'Acri, che rappresenta proprio gli enti di origine bancaria - ha spiegato che l'investimento degli enti nelle banche non dovrà superare il 30% del patrimonio disponibile. La proposta, già emersa in passato, è sul tavolo del ministero dell'Economia.
"L'elemento che abbiamo proposto noi nel dialogo con l'autorità di vigilanza (ministero dell'Economia, ndr) - ha spiegato Guzzetti - è che un paramentro accettabile di un investimento singolo, non solo nella banca, non può superare un terzo, un 30% del patrimonio". Quindi ogni Fondazione dovrà investire nella banca non oltre un terzo del suo patrimonio.
La regola, ha chiarito Guzzetti, varrà per le piccole e per le grandi e andrà previsto un periodo di transizione dal momento che oggi molte Fondazioni hanno oltre il 50% del proprio patrimonio investito nelle banche.
In vista della riforma delle Fondazioni, che vedrà la luce nelle prossime settimane, Guzzetti - in veste di numero uno dell'Acri, che rappresenta proprio gli enti di origine bancaria - ha spiegato che l'investimento degli enti nelle banche non dovrà superare il 30% del patrimonio disponibile. La proposta, già emersa in passato, è sul tavolo del ministero dell'Economia.
"L'elemento che abbiamo proposto noi nel dialogo con l'autorità di vigilanza (ministero dell'Economia, ndr) - ha spiegato Guzzetti - è che un paramentro accettabile di un investimento singolo, non solo nella banca, non può superare un terzo, un 30% del patrimonio". Quindi ogni Fondazione dovrà investire nella banca non oltre un terzo del suo patrimonio.
La regola, ha chiarito Guzzetti, varrà per le piccole e per le grandi e andrà previsto un periodo di transizione dal momento che oggi molte Fondazioni hanno oltre il 50% del proprio patrimonio investito nelle banche.