Economia

Il Pil Usa vola al 4,6% a spinge le Borse. Tutto esaurito all'asta Bot

La prima economia del mondo cresce più del previsto e sostiene gli investitori nonostante le tensioni internazionali: Londra vota oggi sull'intervento armato contro l'Isis. Milano rimbalza e chiude a +1,9%, bene i listini Ue. Forte domanda al Tesoro per i titoli semestrali, ma il rendimento sale. Risale l'oro, bene rifugio per eccellenz

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MILANO - Le Borse europee rialzano la testa in scia ai dati sul Pil americano e mandano in archivio la battuta d'arresto segnata da Wall Street, che ieri ha registrato la peggior giornata dallo scorso 31 luglio. Il Pil è stato rivisto al rialzo a +4,6%, in base alla lettura finale dal 4,2% della seconda stima. Il risultato è in linea con le attese degli analisti: nel primo trimestre l'economia si era contratta del 2,1%. Fanno meno paura, quindi, le tensioni internazionali, dalla Russia che minaccia di sequestrare gli asset stranieri in risposta alle sanzioni dell'Occidente, alla guerra all'Isis: oggi Londra vota sull'intervento armato. Sullo sfondo, però, preoccupa sempre la situazione macroeconomica del Vecchio continente che fatica a far partire la ripresa nonostante gli interventi straordinari della Bce di Mario Draghi.

A livello macroeconomico, nel Vecchio continente si registra il costante calo della fiducia dei consumatori. In Germania l'indice elaborato da Gfk mostra un calo a 8,3 punti, ad ottobre, dagli 8,6 precedenti e contro attese per un calo più contenuto a 8,5. La fiducia dei consumatori francesi, invece, resta ferma a settembre sugli 86 punti registrati ad agosto. L'indicatore, in linea con le attese, resta ben al di sotto della media di lungo periodo (100 punti) mostrando come le famiglie francesi restano pessimiste e la percezione che hanno del loro futuro e del paese continui a peggiorare leggermente. Giornata di fiducia anche negli Usa, dove l'indice misurato dall'Università del Michigan si è assestato in settembre a 84,6 punti, lo stesso livello di agosto, rivisto al rialzo rispetto alla lettura di 82,5. Si tratta di risultati in linea con le attese. In Italia, il dato è in calo per quanto riguarda i giudizi delle imprese. L'euro, intanto, chiude in calo a 1,2699 dollari e 138,72 yen. Dopo il minimo da 22 mesi toccato ieri, la moneta comune resta sotto pressione per via delle difficili condizioni economiche dell'Eurozona. La revisione al rialzo del Pil Usa traina invece il biglietto verde, che avanza a 109,25 yen. Il rublo tocca un nuovo minimo storico sul dollaro a quota 39,10. La valuta russa a perso quasi il 20% del suo valore dall'inizio dell'anno.

In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude brillante a +1,88%, in maglia rosa in Europa. Francoforte stona con un -0,2%, con Allianz che lascia sul parterre il 6% dopo l'uscita di Bill Gross da Pimco. Il Cac 40 di Parigi guadagna lo 0,91% a 4.394,75 punti, l'Ibex di Madrid segna +0,63% a 10.851,4 punti. Meno ispirata Londra (Ftse 100 +0,15% a 6.649,39 punti). Anche Wall Street avanza positiva: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones e il Nasdaq salgono dello 0,3%, lo S&P500 segue a +0,2%.

Tra i singoli titoli milanesi si segnala la buona performance di Bpm, tra i migliori insieme a Fiat, mentre continua a perdere terreno Yoox. In tenuta Telecom Italia nella giornata del cda che deve valutare la proposta di Fintech di una proroga ulteriore del contratto di compravendita dell'intera partecipazione di controllo detenuta dal gruppo italiano in Telecom Argentina. Lo spread è in lieve rialzo a quota 141 punti con i titoli italiani che sul mercato secondario trattano al 2,38%. Il Tesoro ha venduto tutti i 7 miliardi di euro di Bot a 6 mesi in asta oggi con un rendimento in rialzo allo 0,232%, dal minimo storico dello 0,136% toccato nel collocamento di agosto. Forte la domanda: ha sfiorato i 13 miliardi di euro con un rapporto di copertura salito a 1,85 da 1,63 precedente.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo, dopo la frenata di Wall Street. In discesa i titoli dell'export perché lo yen ha smesso di indebolirsi. L'indice Nikkei arretra dello 0,88% a 16.229,86 punti. Gli investitori hanno dovuto digerire anche la frenata dell'inflazione che ad agosto si è fermata al 3,1% dal 3,2% di luglio  e dal 3,3% di giugno. Al netto degli incrementi dell'Iva iniziati ad aprile l'inflazione è salita solo dell'1,1% ad agosto dall'1,3% di luglio.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio a novembre cresce di 23 centesimi, lo 0,25% a 92,76 dollari al barile, l'oro a dicembre scende di 5,4 dollari, lo 0,4% a 1.216,6 dollari l'oncia.