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Borse in rosso sulle tensioni internazionali. Asta Btp ok, ma rendimenti in salita

I mercati sono pesanti: la corsa del Pil americano lascia aperta la porta a un rialzo dei tassi già all'inizio del 2015. Preoccupa la mancata ripresa dell'Eurozona e le schermaglie tra Russia e Occidente. L'euro ai minimi da due anni sul dollaro. A Hong Kong cresce la protesta contro la Cina: listino a picco
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MILANO - Le Borse europee chiudono in calo dopo il rally di fine settimana. A condizionare l'atteggiamento degli investitori sono da un lato le preoccupazioni macroeconomiche, dall'altro quelle geopolitiche. A livello internazionale continuano a preoccupare le tensioni tra Russia e Occidente, mentre venerdì la Gran Bretagna ha dato il via libera alle operazioni militari in Medio Oriente contro l'Is, che sono iniziate oggi. Gli addetti ai lavori temono una escalation a livello globale con il rischio di nuovi attacchi terroristici anche in Europa. In Oriente, invece, monta la protesta a Hong Kong: migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per chiedere più democrazia all'interno del partito comunista cinese. Pechino tiene pronto l'esercito, ma i cittadini dell'ex colonia britannica non hanno intenzione di fare passi indietro. 

A livello macro, la buona notizia della crescita del Pil Usa, che nel secondo trimestre dell'anno ha registrato un +4,6% ha fornito nuovi arg…
MILANO - Le Borse europee chiudono in calo dopo il rally di fine settimana. A condizionare l'atteggiamento degli investitori sono da un lato le preoccupazioni macroeconomiche, dall'altro quelle geopolitiche. A livello internazionale continuano a preoccupare le tensioni tra Russia e Occidente, mentre venerdì la Gran Bretagna ha dato il via libera alle operazioni militari in Medio Oriente contro l'Is, che sono iniziate oggi. Gli addetti ai lavori temono una escalation a livello globale con il rischio di nuovi attacchi terroristici anche in Europa. In Oriente, invece, monta la protesta a Hong Kong: migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per chiedere più democrazia all'interno del partito comunista cinese. Pechino tiene pronto l'esercito, ma i cittadini dell'ex colonia britannica non hanno intenzione di fare passi indietro. 

A livello macro, la buona notizia della crescita del Pil Usa, che nel secondo trimestre dell'anno ha registrato un +4,6% ha fornito nuovi argomenti a chi sostiene un rialzo dei tassi d'interesse già nella prima metà dell'anno prossimo. Una prospettiva che complica i piani degli addetti ai lavori convinti che nulla sarebbe cambiato prima delle fine del 2015. In Italia, mentre il Pd discute della riforma del lavoro, il Tesoro ha assetagnato in asta 5,5 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni, al top del target, con rendimenti misti. I 3 miliardi di euro di decennali sono stati piazzati al 2,45%, leggermente in rialzo rispetto al 2,39% della precedente asta. La domanda è pari a 1,34 volte l'offerta. I 2,5 miliardi di euro di quinquennali sono stati collocati con un rendimento record dell'1,06%, leggermente in ribasso rispetto all'1,10% della precedente asta. La domanda è stata pari a 1,48 volte l'offerta. Lo spread è in salita in area 144 punti con i Btp che rendono il 2,4%, sotto il risultato d'asta. Tra i dati macro in agenda si segnala il calo della fiducia dei consumatori dell'Eurozona che ad agosto è scesa sotto quota 100. Negli Usa, I redditi dei sono aumentati in agosto dello 0,3% mentre le spese per i consumi personali sono cresciute nello stesso periodo dello 0,5%. In Germania si registra una inflazione invariata a settembre, per un dato preliminare del +0,8% nel confronto annuo.

Si tratta di dati in attesa con gli analisti, che non spostano Wall Street: in chiusura il Dow Jones perde lo 0,25% a 17.070,90 punti, il Nasdaq cede lo 0,14% a 4.505,85 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,3% a 1.977,8 punti.

A Milano, Piazza Affari chiude in calo dell'1,29%, appesantita dalle banche. Fa peggio Madrid, che lascia sul parterre l'1,52% finale, mentre Londra cede lo 0,04%, Francoforte lo 0,71% e Parigi lo 0,83%. Andamento opposto per due esponenti del "lusso" del listino milanese: Yoox tiene il colpo dopo i recenti cali, anche se passa in rosso con il peggiorare degli scambi, Ferragamo è in netto ribasso. Si allineano dopo un avvio distante Igd e Beni Stabili, i due gruppi del settore immobiliare che hanno avviato oggi i rispettivi aumenti di capitale: per la prima l'operazione è da 200 milioni, per la seconda da 150.

L'euro chiude in lieve recupero a 1,2686 dollari, dopo aver aggiornato a 1,2663 dollari il proprio minimo da due anni. I disordini a Hong Kong hanno frenato la corsa del biglietto verde, spingendo gli investitori a rifugiarsi nello yen. La divisa nipponica avanza infatti a quota 138,74 sull'euro e 109,39 sul dollaro, dopo aver toccato un minimo da sei anni a quota 109,75 (Eurobarometro).

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha archiviato una seduta positiva incoraggiata dalla ripresa del dollaro e dal buon andamento venerdì di Wall Street. L'indice Nikkei dei titoli guida chiude in progresso dello 0,50% a 16.310,64 punti. Il più ampio indice Topix guadagna lo 0,40% a 1.337,30 punti. Le proteste affossano Hong Kong, dove la Borsa termina ai minimi da due mesi e mezzo. L'indice Hang Seng ha chiuso le contrattazioni in calo dell'1,9% a 23.229,21 punti, il livello di chiusura più basso dal 9 luglio.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio a novembre vede un -0,65% a 92,94 dollari al barile, l'oro a dicembre aggiunge lo 0,42% a 1.220,5 dollari l'oncia.