Economia

Le proteste a Hong Kong si placano, le Borse tirano il fiato

Nell'ex colonia britannica i manifestanti chiedono più democrazia, ma sono finiti gli scontri con la polizia. Rallenta l'economia cinese, in Europa si guarda all'inflazione e alla disoccupazione in Italia. Aumentano oltre le attese le spese per i consumi in Germania a Francia, ma il debito pubblico di Parigi esplode. L'euro scivola sotto 1,26 dollari per la prima volta dal 2012

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MILANO - Le Borse europee riescono a chiudere in rialzo in una giornata piuttosto volatile. Fin dalla mattinata, gli investitori hanno registrato positivamente il fatto che a Hong Kong la situazione è rimasta relativamente tranquilla, dopo gli scontri di ieri nelle strade del distretto finanziario. La folla dei dimostranti che chiede più democrazia al Partito Comunista cinese si è spostata in un'area pedonale senza confronti con la polizia. Leung Chun-ying, il governatore dell'ex colonia britannica, di cui i dimostranti vorrebbero le dimissioni, ha chiesto la fine delle manifestazioni, ma ha negato che l'esercito cinese sia pronto a intervenire per disperdere la folla e riprendere il controllo del centro della città. Gli addetti ai lavori temono che la situazione peggiori con l'avvio delle festività per la fondazione della Cina: da domani i mercati dell'ex impero celeste rimarranno chiusi per tre giorni.

Dal fronte macroeconomico, intanto, l'indice Pmi Hsbc/Markit sulle aspettative dei direttori degli uffici acquisti delle aziende industriali cinesi, è stato rettificato, nella sua formulazione finale, a 50,2 da 50,5 della prima redazione: gli economisti si aspettavano 50,5. Gli investitori restano così in apprensione da un lato perché le proteste di Hong Kong potrebbero coinvolgere altre città del Paese, dall'altro perché anche i dati di oggi mostrano un progressivo indebolimento dell'economia cinese.

Nel Vecchio continente registra il balzo inatteso delle vendite al dettaglio in Germania ad agosto, cresciute del 2,5% su mese, registrando la crescita più ampia da giugno 2011. In Francia, invece, le spese per consumi sono cresciute ad agosto, oltre le attese, dello 0,7% mensile e dell'1,4% annuo. Parigi, però, deve fare i conti con il debito pubblico che per la prima volta nella storia ha sfondato quota 2mila miliardi di euro. In Italia la disoccupazione ad agosto cala al 12,3%, ma tra i giovani vola al 44,2%: secondo il Cnel è "impossibile tornare ai livelli pre crisi del 7%". Dall'Eurozona invece arrivano i dati sull'inflazione che rallenta allo 0,3%, mentre l'Italia resta in deflazione.

In questo contesto a Milano, Piazza Affari chiude in rialzo dell'1,78% con il sostegno delle banche. Parigi termina gli scambi in rialzo dell'1,33%, Francoforte dello 0,55%, mentre Londra cede lo 0,21%. Sotto pressione Fiat, al centro di un'indagine Ue contro il Lussemburgo per sospetti di aiuti di Stato. Il titolo sconta pure i timori per un rallentamento in Brasile e per l'avvio di un'indagine su modelli Chrysler 2007-2014 da parte dell'Autorità Usa per la sicurezza, con il rischio di possibili richiami. In discesa lo spread dopo il buon esito dell'asta Btp di ieri: la differenza di rendimento con il bund tedesco è in calo a 139 punti base, mentre il rendimento dei titoli italiani è al 2,34%. A Wall Street, alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones sale dello 0,3%, l'S&P500 dello 0,2% e il Nasdaq avanza dello 0,2%. Sfuma, però, l'euforia legata al boom di eBay, che ha annunciato lo spin-off e la quotazione di PayPal.

Negli Usa, i prezzi delle abitazioni sono cresciuti a luglio dello 0,6% rispetto al mese precedente e del 6,7% su base annua. L'indice Pmi di Chicago è sceso a settembre a 60,4 punti da 64,3 in agosto, sotto le attese degli analisti, la fiducia dei consumatori, invece, è calata a 86 punti. L'euro chiude sopra 1,26 dollari, dopo essere sceso sotto questa soglia per la prima volta dal settembre 2012. Il calo della divisa unica è legato ai dati sull'inflazione nell'Eurozona, che continua a frenare, rafforzando le attese per una politica monetaria più accomodante da parte della Bce. La moneta comune ha aggiornato il proprio minimo da due anni a 1,2570 dollari e ha poi chiuso a 1,2632 dollari. Euro/yen a 138,50 e dollaro/yen a 109,65.

In mattinata, le Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi a -0,84%, scontando l'incertezza generata dalle dimostrazioni pro democrazia in corso a Hong Kong, l'indebolimento del dollaro e alcuni dati macroeconomici giapponesi sottotono. L'indice Nikkei cede 137,12 punti, a quota 16.173,52. La produzione industriale nipponica, in particolare, è scesa ad agosto dell'1,5% rispetto a luglio, segnalando che la domanda seguente continua a essere lenta dopo l'aumento dell'Iva, dal 5% all'8%, operativo da aprile. La Borsa del Brasile è caduta a seguito della diffusione degli ultimi sondaggi che danno in rimonta la presidente della Repubblica Dilma Rousseff, non troppo apprezzata dai mercati: l'indice Bovespa ha perso il 4,5%.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio a novembre scivola dello 0,11% a 94,45 dollari al barile, l'oro a dicembre cede lo 0,53% a 1.212,4 dollari l'oncia.