MILANO - Tramonta definitivamente l'ipotesi di scorporo della rete Telecom per la creazione di una infrastruttura strategica di proprietà pubblica. In realtà, potrebbe avvenire esattamente il contrario. L'amministratore delegato di Telecom Italia, Marco Patuano ha avuto mandato dal consiglio di amministrazione di trattare l'acquisto della partecipazione del fondo F2i in Metroweb, la società già appartenuta a Fastweb, presente con una sua rete a fibra ottica a Milano e Genova.
Il mandato sarebbe stato dato a Patuano nel corso dell'ultimo cda, secondo indiscrezioni che rimbalzano da Capri, dove è in corso l'annuale incontro dedicato al futuro delle telecomunicazioni. Se l'operazione andasse in porto, Telecom diventerebbe il socio di controllo di Metroweb con una quota del 53,8 per cento. A questo punto si troverebbe come alleato e socio di minoranza il Fondo Strategico della Cassa depositi prestiti che possiede il rimanente 46,2 per cento.
Ma non sarà una trattativa facile. Sempre da Capri è arrivata la risposta di Franco Bassanini, presidente della Cdp, da sempre il più deciso nel progetto di scorporo della rete: "La quota del Fondo Strategico non è in vendita". Questa la precisazione arrivata da Bassanini, che è anche il presidente di Metroweb italia, azionista di maggioranza di Metroweb Milano con il 90% circa insieme a Fastweb che ha l'11%.
Era stata proprio la Cdp a trattare nel corso del 2013 per l'acquisto della rete Telecom quando era ancora amministratore delegato Franco Bernabé, ma non era mai stato trovato un accordo. Anzi, già a marzo dell'anno scorso - riferisce l'agenzia Reuters - alcune fonti avevano spiegato che Telecom era interessata a una quota di Metroweb.
L'idea era quella dell'acquisto di una partecipazione per stringere una partnership con la Cassa depositi e prestiti per investire insieme sulla rete di nuova generazione (Ngn), in modo da superare il progetto della Cdp di scorporo della rete. A questo punto, si può dire che dalle parole si sia passati ai fatti. Se Telecom diventasse socio di controllo della rete Metroweb, il passaggio successivo non potrà che essere l'integrazione della rete a fibra ottica in quella dell'ex monopolista. A questo punto i rappresentanti del Fondo strategico potrebbero controllare più da vicino lo sviluppo della rete di nuova generazione.
La vendita, infine, risolverebbe qualche problema ai soci di F2i che da qualche tempo vorrebbero liquidare una parte delle partecipazioni per rientrare dagli investimenti fatti.
Il mandato sarebbe stato dato a Patuano nel corso dell'ultimo cda, secondo indiscrezioni che rimbalzano da Capri, dove è in corso l'annuale incontro dedicato al futuro delle telecomunicazioni. Se l'operazione andasse in porto, Telecom diventerebbe il socio di controllo di Metroweb con una quota del 53,8 per cento. A questo punto si troverebbe come alleato e socio di minoranza il Fondo Strategico della Cassa depositi prestiti che possiede il rimanente 46,2 per cento.
Ma non sarà una trattativa facile. Sempre da Capri è arrivata la risposta di Franco Bassanini, presidente della Cdp, da sempre il più deciso nel progetto di scorporo della rete: "La quota del Fondo Strategico non è in vendita". Questa la precisazione arrivata da Bassanini, che è anche il presidente di Metroweb italia, azionista di maggioranza di Metroweb Milano con il 90% circa insieme a Fastweb che ha l'11%.
Era stata proprio la Cdp a trattare nel corso del 2013 per l'acquisto della rete Telecom quando era ancora amministratore delegato Franco Bernabé, ma non era mai stato trovato un accordo. Anzi, già a marzo dell'anno scorso - riferisce l'agenzia Reuters - alcune fonti avevano spiegato che Telecom era interessata a una quota di Metroweb.
L'idea era quella dell'acquisto di una partecipazione per stringere una partnership con la Cassa depositi e prestiti per investire insieme sulla rete di nuova generazione (Ngn), in modo da superare il progetto della Cdp di scorporo della rete. A questo punto, si può dire che dalle parole si sia passati ai fatti. Se Telecom diventasse socio di controllo della rete Metroweb, il passaggio successivo non potrà che essere l'integrazione della rete a fibra ottica in quella dell'ex monopolista. A questo punto i rappresentanti del Fondo strategico potrebbero controllare più da vicino lo sviluppo della rete di nuova generazione.
La vendita, infine, risolverebbe qualche problema ai soci di F2i che da qualche tempo vorrebbero liquidare una parte delle partecipazioni per rientrare dagli investimenti fatti.