Gelata sulla fiducia degli investitori in Germania: indice Zew ai minimi dal 2012
Si conferma il difficile momento per l'economia tedesca, che è per altro la principale responsabile del calo della produzione industriale dell'Eurozona nel mese di agosto. I mercati accusano il colpo, l'euro si indebolisce. Il presidente dell'istituto: "Possibile trimestre negativo, il pareggio di bilancio nel 2015 non è la miglior proposta possibile"
MILANO - Gelata su Angela Merkel e Wolfgang Schaeuble, cancelliera e ministro delle Finanze in terra di Germania. Il termine metereologico calza a pennello per descrivere una fiducia del clima per gli investimenti scesa "sottozero" per la prima volta dal novembre 2012. L'ennesimo segnale, dopo produzione e ordini all'industria in calo e dopo che i maggiori istituti economici hanno pronosticato al governo di Berlino un terzo trimestre piatto per il Pil, del rallentamento dell'economia tedesca. Una situazione che sta mettendo pressione alla linea del rigore: dalla Commissione Ue alla stampa anglosassone, ormai in molti chiedono riforme strutturali anche a Berlino per stimolare la domanda interna e rilanciare l'economia. Anche gli economisti dell'istituto Zew che rileva la fiducia, inoltre, mettono in discussione il pareggio di bilancio per il 2015 in queste condizioni.
La fiducia degli investitori, misurata attraverso il sondaggio a un panel di esperti, crolla ai minimi da nove…
La fiducia degli investitori, misurata attraverso il sondaggio a un panel di esperti, crolla ai minimi da nove…
MILANO - Gelata su Angela Merkel e Wolfgang Schaeuble, cancelliera e ministro delle Finanze in terra di Germania. Il termine metereologico calza a pennello per descrivere una fiducia del clima per gli investimenti scesa "sottozero" per la prima volta dal novembre 2012. L'ennesimo segnale, dopo produzione e ordini all'industria in calo e dopo che i maggiori istituti economici hanno pronosticato al governo di Berlino un terzo trimestre piatto per il Pil, del rallentamento dell'economia tedesca. Una situazione che sta mettendo pressione alla linea del rigore: dalla Commissione Ue alla stampa anglosassone, ormai in molti chiedono riforme strutturali anche a Berlino per stimolare la domanda interna e rilanciare l'economia. Anche gli economisti dell'istituto Zew che rileva la fiducia, inoltre, mettono in discussione il pareggio di bilancio per il 2015 in queste condizioni.
La fiducia degli investitori, misurata attraverso il sondaggio a un panel di esperti, crolla ai minimi da novembre 2012: a ottobre l'indice Zew relativo alle aspettative future è piombato a -3,6 da 6,9 di settembre. E' il decimo calo mensile consecutivo ed è peggiore rispetto alle attese degli economisti, che avevano preventivato un ribasso a zero. Il marcato ribasso dell'indice riflette la situazione di debolezza dell'economia dell'Eurozona accanto alle crescenti tensioni in Ucraina e in Medio Oriente. In flessione anche l'indice che monitora le condizioni attuali, sceso a 3,2 punti dai 25,4 di settembre.
Il presidente dell'istituto Zew, Clement Fuest, ritiene che "non si possa escludere una crescita negativa in Germania nel terzo trimestre". Se ciò avvenisse, Berlino sarebbe in recessione tecnica visto che già il secondo periodo dell'anno è stato negativo (Pil a -0,2%). Inoltre per Fuest la proposta di Berlino del pareggio di bilancio per il 2015 "non è probabilmente la migliore possibile" ed è vista come una scelta "dogmatica" in Europa. Un eventuale quantitative easing, secondo Fuest, è "giustificato se le aspettative di inflazione continuano a scendere". In ogni modo "quello che la Bce può fare è ormai agli sgoccioli e occorre subito un'azione da parte dei governi".
Le notizie provenienti dalla Germania si ripercuotono sui mercati, dove le Borse accelerano i ribassi che stanno caratterizzando questi giorni e l'euro torna a indebolirsi sul dollaro. "Oltre alle vicende geopolitiche legate alla Russia e al rallentamento della Cina, gli investitori sembrano scontare un più rapido deterioramento della prima economia dell'eurozona e che il quantitative easing (acquisto di titoli, compresi quelli statali, sul mercato, ndr) della Bce potrebbe non arrivare in tempo sufficiente ad evitare un ritorno alla recessione. Il continuo calo della fiducia degli investitori non ci sorprende alla luce della bruttissima performance messa a segno dal Dax nell'ultimo mese (-11%)", spiega Vincenzo Longo di Ig Market a caldo.
Non giova agli investitori sapere che la produzione industriale, secondo i dati diffusi da Eurostat relativi al mese di agosto, ha accusato una flessione dell'1,8% sul mese precedente mentre il tendenziale mostra una contrazione dell'1,9%. Anche in questo caso, il dato è peggiore rispetto alle stime degli analisti che indicavano un calo dell'1,5%. A trainare il calo della produzione industriale è stata proprio la Germania con una contrazione del 4,3%, mentre i risultati migliori sono per il Portogallo con un +3,2% e Olanda +1,3%.
La fiducia degli investitori, misurata attraverso il sondaggio a un panel di esperti, crolla ai minimi da novembre 2012: a ottobre l'indice Zew relativo alle aspettative future è piombato a -3,6 da 6,9 di settembre. E' il decimo calo mensile consecutivo ed è peggiore rispetto alle attese degli economisti, che avevano preventivato un ribasso a zero. Il marcato ribasso dell'indice riflette la situazione di debolezza dell'economia dell'Eurozona accanto alle crescenti tensioni in Ucraina e in Medio Oriente. In flessione anche l'indice che monitora le condizioni attuali, sceso a 3,2 punti dai 25,4 di settembre.
Il presidente dell'istituto Zew, Clement Fuest, ritiene che "non si possa escludere una crescita negativa in Germania nel terzo trimestre". Se ciò avvenisse, Berlino sarebbe in recessione tecnica visto che già il secondo periodo dell'anno è stato negativo (Pil a -0,2%). Inoltre per Fuest la proposta di Berlino del pareggio di bilancio per il 2015 "non è probabilmente la migliore possibile" ed è vista come una scelta "dogmatica" in Europa. Un eventuale quantitative easing, secondo Fuest, è "giustificato se le aspettative di inflazione continuano a scendere". In ogni modo "quello che la Bce può fare è ormai agli sgoccioli e occorre subito un'azione da parte dei governi".
Le notizie provenienti dalla Germania si ripercuotono sui mercati, dove le Borse accelerano i ribassi che stanno caratterizzando questi giorni e l'euro torna a indebolirsi sul dollaro. "Oltre alle vicende geopolitiche legate alla Russia e al rallentamento della Cina, gli investitori sembrano scontare un più rapido deterioramento della prima economia dell'eurozona e che il quantitative easing (acquisto di titoli, compresi quelli statali, sul mercato, ndr) della Bce potrebbe non arrivare in tempo sufficiente ad evitare un ritorno alla recessione. Il continuo calo della fiducia degli investitori non ci sorprende alla luce della bruttissima performance messa a segno dal Dax nell'ultimo mese (-11%)", spiega Vincenzo Longo di Ig Market a caldo.
Non giova agli investitori sapere che la produzione industriale, secondo i dati diffusi da Eurostat relativi al mese di agosto, ha accusato una flessione dell'1,8% sul mese precedente mentre il tendenziale mostra una contrazione dell'1,9%. Anche in questo caso, il dato è peggiore rispetto alle stime degli analisti che indicavano un calo dell'1,5%. A trainare il calo della produzione industriale è stata proprio la Germania con una contrazione del 4,3%, mentre i risultati migliori sono per il Portogallo con un +3,2% e Olanda +1,3%.