MILANO - Banche nel mirino degli investitori all'indomani della pubblicazione dei risultati degli stress test condotti dalla Bce. Da questo punto di vista, quindi, le Borse possono tirare un sospiro di sollievo perché, nel complesso, solo 25 banche su 130 non hanno passato l'esame, in dodici, poi, hanno già sanato la propria posizione grazie a cessioni di asset e aumenti di capitale nel corso dell'anno. Nel complesso il sistema bancario deve trovare altri 9,5 miliardi di euro per far fronte al peggior scenario ipotizzato dalla Banca centrale che ha svelato anche l'esistenza di 136 miliardi di nuovi crediti deteriorati.
A preoccupare è, invece, la situazione di Mps e Carige: la banca di Siena ha bisogno di altri 2,1 miliardi dopo l'aumento da 5 miliardi già effettuato, all'istituto genovese mancano 800 milioni di euro. E così già dall'asta di apertura Mps (segui il titolo in diretta) e Carige (il titolo) crollano, prima di essere sospese per eccesso di ribasso zavorrando il listino milanese. L'euro, invece, non subisce contraccolpi: la moneta europea chiude in leggero rialzo a 1,2712 dollari e 139,96 yen.
La seduta di oggi è stato quindi condizionata negativamente dai dati in arrivo dalla Germania sulla fiducia delle imprese: l'indice Ifo che misura la fiducia degli imprenditori si è attestato a 103,2, in flessione dal 104,7 registrato a settembre. Il dato è inferiore alle attese del mercato, che stimavano un lieve calo a 104,6 per il mese in corso. In discesa anche l'indicatore che misura le attese, che si attesta a 98,3 dal precedente 99,3 (consenso a 99,3) e quello sella situazione corrente, che scende a 108,4 dal 110,5 segnato nel mese di settembre (consenso a 104,6). Negli Stati Uniti l'indice Pmi servizi curato da Markit è sceso in ottobre a 57,3 punti da 58,9 in settembre, mentre gli accordi di compromesso per l'acquisto di un'abitazione sono aumentati dello 0,3% rispetto al mese precedente a 105 punti (leggi l'agenda della settimana).
In questo contesto a Milano Piazza Affari dopo aver guadagnato l'1% inverte la rotta e crolla chiudendo in rosso del 2,4%. Meglio gli altri mercati del Vecchio continente: Francoforte perde lo 0,95%, Parigi lo 0,78% e Londra lo 0,4%. In rialzo lo spread: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi sale a quota 168 punti base, mentre i titoli italiani sul mercato secondario rendono il 2,55%. Debole Wall Street con il Dow Jones in rialzo dello 0,07%, il Nasdaq in progresso dello 0,05% e lo S&P 500 in flessione dello 0,2%.
Chiusura in leggero rialzo, questa mattina, per la Borsa di Tokyo. Al termine di una seduta priva di spunti significativi, l'indice Nikkei ha terminato gli scambi con un guadagno di 97,08 punti, a 15.388,72 punti, equivalente ad un aumento dello 0,63% rispetto al riferimento della vigilia. A trainare i corsi in rialzo è stata soprattutto la chiusura positiva registrata da Wall Street venerdì scorso. Limitato l'impatto dei fattore cambio, con lo yen che si è mantenuto sugli stessi valori della scorsa settimana nei confronti del dollaro e dell'euro.
Petrolio ancora in calo sui circuiti di New York (le materie prime in diretta). Pesano le previsioni di Goldman Sachs, che ha abbassato le stime sulle quotazioni, e le dichiarazioni di Mohsen Qamsari, direttore del dipartimento Affari Internazionali del ministero del Petrolio iraniano, che ha definito "improbabile" la possibilità di un taglio della produzione dell'Opec. Il light crude Wti cede 71 cent a 80,30 dollari al barile dopo aver toccato un minimo dal giugno 2012 a 79,45 dollari al barile. Il Brent di Londra, intanto, perde 63 cent a 85,50 dollari al barile. L'oro scivola dello 0,2% a 1.229,40 dollari l'oncia con i trader che guardano al meeting della federal reserve che si concluderà mercoledì.
A preoccupare è, invece, la situazione di Mps e Carige: la banca di Siena ha bisogno di altri 2,1 miliardi dopo l'aumento da 5 miliardi già effettuato, all'istituto genovese mancano 800 milioni di euro. E così già dall'asta di apertura Mps (segui il titolo in diretta) e Carige (il titolo) crollano, prima di essere sospese per eccesso di ribasso zavorrando il listino milanese. L'euro, invece, non subisce contraccolpi: la moneta europea chiude in leggero rialzo a 1,2712 dollari e 139,96 yen.
La seduta di oggi è stato quindi condizionata negativamente dai dati in arrivo dalla Germania sulla fiducia delle imprese: l'indice Ifo che misura la fiducia degli imprenditori si è attestato a 103,2, in flessione dal 104,7 registrato a settembre. Il dato è inferiore alle attese del mercato, che stimavano un lieve calo a 104,6 per il mese in corso. In discesa anche l'indicatore che misura le attese, che si attesta a 98,3 dal precedente 99,3 (consenso a 99,3) e quello sella situazione corrente, che scende a 108,4 dal 110,5 segnato nel mese di settembre (consenso a 104,6). Negli Stati Uniti l'indice Pmi servizi curato da Markit è sceso in ottobre a 57,3 punti da 58,9 in settembre, mentre gli accordi di compromesso per l'acquisto di un'abitazione sono aumentati dello 0,3% rispetto al mese precedente a 105 punti (leggi l'agenda della settimana).
In questo contesto a Milano Piazza Affari dopo aver guadagnato l'1% inverte la rotta e crolla chiudendo in rosso del 2,4%. Meglio gli altri mercati del Vecchio continente: Francoforte perde lo 0,95%, Parigi lo 0,78% e Londra lo 0,4%. In rialzo lo spread: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi sale a quota 168 punti base, mentre i titoli italiani sul mercato secondario rendono il 2,55%. Debole Wall Street con il Dow Jones in rialzo dello 0,07%, il Nasdaq in progresso dello 0,05% e lo S&P 500 in flessione dello 0,2%.
Chiusura in leggero rialzo, questa mattina, per la Borsa di Tokyo. Al termine di una seduta priva di spunti significativi, l'indice Nikkei ha terminato gli scambi con un guadagno di 97,08 punti, a 15.388,72 punti, equivalente ad un aumento dello 0,63% rispetto al riferimento della vigilia. A trainare i corsi in rialzo è stata soprattutto la chiusura positiva registrata da Wall Street venerdì scorso. Limitato l'impatto dei fattore cambio, con lo yen che si è mantenuto sugli stessi valori della scorsa settimana nei confronti del dollaro e dell'euro.
Petrolio ancora in calo sui circuiti di New York (le materie prime in diretta). Pesano le previsioni di Goldman Sachs, che ha abbassato le stime sulle quotazioni, e le dichiarazioni di Mohsen Qamsari, direttore del dipartimento Affari Internazionali del ministero del Petrolio iraniano, che ha definito "improbabile" la possibilità di un taglio della produzione dell'Opec. Il light crude Wti cede 71 cent a 80,30 dollari al barile dopo aver toccato un minimo dal giugno 2012 a 79,45 dollari al barile. Il Brent di Londra, intanto, perde 63 cent a 85,50 dollari al barile. L'oro scivola dello 0,2% a 1.229,40 dollari l'oncia con i trader che guardano al meeting della federal reserve che si concluderà mercoledì.