Economia

Piazza Affari rimbalza dopo il tonfo delle banche, bene Wall Street

Il listino milanese chiude in netto rialzo (+2,3%) con gli altri mercati del Vecchio continente. Il comparto bancario tira il fiato dopo il risultato degli stress test. Attesa per la riunione del Fomc che dovrebbe decretare la fine degli stimoli monetari all'economia Usa. Ancora sotto pressione il petrolio

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MILANO - Le Borse del Vecchio continente rialzano la testa dopo la difficile seduta della vigilia e Milano tira la volata agli altri listini. Piazza Affari è stata zavorrata, ieri, dal risultato degli stress test condotti dalla Bce dai quali sono uscite male Mps e Carige: alla banca senese mancano 2,1 miliardi di euro, a quella genovese 810 milioni. Sui titoli si sono scatenate le vendite che hanno alimentato le pressioni sull'intero comparto bancario. Oggi l'agenzia di rating Fitch ha comunque detto che non pensa ad azioni immediate sui giudizi alla luce dei risultati. In Europa, ieri, hanno fatto presa le rinnovate preoccupazioni di recessione con il sesto calo consecutivo della fiducia per le imprese tedesche. Ad alimentare l'incertezza, poi, contribuisce oggi il via delle riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve che domani dovrebbe decidere la fine degli stimoli monetari all'economia americana.

Sul fronte macroeconomico, l'Istat ha comunicato i dati della fiducia delle imprese relativi a ottobre per l'Italia: l'indice è risalito a 89,3 punti rispetto agli 86,9 di settembre. Oggi il Tesoro ha collocato 2,5 miliardi di euro di Ctz in scadenza ad agosto 2016 e il rendimento è salito allo 0,692% dallo 0,385% del collocamento precedente, mentre la domanda è risultata pari a 1,71 volte l'offerta. In salita anche il rendimento all'asta di Btp indicizzati a 10 e 15 anni per un miliardo di euro: per il decennale sono stati collocati titoli con un tasso salito di 27 punti all'1,43% mentre per la scadenza a 15 anni il rendimento è leggermente cresciuto di 2 punti all'1,68%.

Negli Usa, delude l'andamento degli ordini di beni durevoli: sono calati inaspettatamente a settembre dell'1,3%. Gli esperti, invece, si attendevano un aumento dello 0,7% dopo il crollo del 18,3% segnato nel mese precedente. La fiducia dei consumatori è salita invece a 94,5 punti in ottobre, più delle previsioni. Ancora, i prezzi delle case tracciate dall'indice Case-Shiller hanno mostrato un +0,2% mensile ad agosto, +5,6% annuo (leggi l'agenda dei mercati). Prosegue, intanto, la stagione della trimestreali con Pzifer, che rilascia conti superiori alle attese per 2,66 miliardi di utili, e Facebook alla chiusura dei mercati, quando in Italia sarà tarda sera.

In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude in netto rialzo con un +2,35%, pocco sotto 19.500 punti, facendo meglio degli altri mercati del Vecchio continente. Londra chiude in rialzo 0,61%, Parigi dello 0,39% e Francoforte aggiunge l'1,86%. Sul Ftse Mib osservate speciali ancora una volta Carige, che ha chiuso la vendita della assicurazioni al fondo Apollo, e Mps: dopo una buona progressione in mattinata, scemano gli acquisti sui titoli e i titoli chiudono rispettivamente a +0,6 e +1,4%. Ben intonata Mediobanca (+4,6%), dopo i conti del trimestre e nella giornata dell'assemblea. Scossone al ribasso, invece, su Saipem (-5,8%): la società di ingegneristica del settore oil ha rivisto al ribasso i target 2014 e passa anche in sospensione per eccesso di volatilità. Stabile in area 165 punti base lo spread, con i Btp che rendono il 2,52% sul mercato secondario. L'euro chiude in rialzo sopra 1,27 dollari, mentre il biglietto verde declina dopo il dato Usa sugli ordini industriali. La moneta europea passa di mano a 1,2747 dollari, dopo aver oscillato tra 1,2764 e 1,2683 dollari, e a quota 137,75 verso lo yen.

Seduta positiva per Wall Street nonostante i dati macroeconomici in chiaroscuro: il Dow Jones sale dell'1,10%, il Nasdaq avanza dell'1,75% mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,2%. Twitter in caduta libera: subisce il colpo dato dal rallentamento della crescita della base utenti.

In mattinata, chiusura in lieve ribasso per la Borsa di Tokyo, in attesa delle decisioni della Federal Reserve americana. L'indice Nikkei ha chiuso a -0,38%, attestandosi a quota 15.329,91. Negativo anche l'indice Topix, che ha ceduto lo 0,18% arrivando a 1.252 punti. Nonostante il buon andamento delle vendite al dettaglio in Giappone, che a settembre hanno registrato un +2,3% rispetto al dato del 2013, alcuni titoli hanno appesantito i listini come Canon che ha ceduto il 2,5% a causa del calo nella domanda di telecamere digitali.

Sul fronte delle materie prime, alla chiusura degli scambi del Vecchio continente l'oro è in tenuta poco sotto 1.230 40 dollari l'oncia. Sul petrolio, invece, proseguono le vendite. D'altra parte con l'Opec che sembra orientata a mantenere la produzione immutata e la revisione al ribasso delle stime sui prezzi operata da Goldman Sachs le pressioni sono destinante ad aumentare. Il light crude Wti si colloca in area 80,8 dollari al barile, il Brent di Londra staziona in area 85 dollari.