Economia

Tassare le transazioni finanziarie: 35 miliardi per la lotta alla povertà

Eurogruppo ed Ecofin tra leggi di Stabilità e Robin Hood Tax. Sul tavolo di Bruxelles si attende il passo in avanti decisivo dagli undici Paesi Ue, tra i quali l'Italia, che hanno avviato la collaborazione sul tema. La campagna ZeroZeroCinque incalza con un appello per non disperdere l'occasione

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MILANO - Due giorni di lavoro, lunedì 8 e martedì 9 dicembre, per i ministri delle Finanze dell'Europa. Sul tavolo dell'Eurogruppo c'è infatti un nuovo esame per i conti degli stati membri, tra i quali spiccano proprio quelli italiani, dopo il declassamento del rating deciso ieri da Standard & Poor's. I giudizi preparati dalla Commissione europea sulla Legge di Stabilità finiscono sotto la lente in una riunione ad hoc convocata per la mattina, prima di quella regolare prevista nel pomeriggio. Il confronto tra i 18 ministri si annuncia serrato: il fronte dei Paesi che non ha digerito il 'rinvio' a marzo concesso a Italia, Francia e Belgio è ampio e pronto a dare battaglia perchè i tre si impegnino a fare nuovi sforzi in vista dell'esame in primavera. L'Eurogruppo non avrà solo una discussione informale ma adotterà anche delle conclusioni sulle leggi di Stabilità.

Ma a Bruxelles si guarda anche a un tema molto sensibile e controverso, nella giornata di martedì allargata a tutti i Paesi membri della Ue, con il tema della tassazione sulle transazioni finanziarie. E' atteso infatti l'annuncio di un accordo tra gli 11 Paesi europei, tra i quali l'Italia, impegnati nel negoziato sulla cosiddetta Robin Hood Tax. Un'attesa che rinnova l'azione della campagna ZeroZeroCinque, alla quale aderiscono una miriade di realtà dalle Acli al Wwf. Alla vigilia dell'Ecofin, l'8 dicembre', a Roma, Berlino, Madrid e Parigi le Robin Hood Tax Campaigns uniscono le forze per chiedere ai Capi di governo di sostenere la tassa sulle transazioni finanziarie "e non cedere alle pressioni delle lobby".

"L'introduzione di questa tassa", spiegano i sostenitori delle campagne nell'ipotesi minima di uno 0,05% sulle compravendite di strumenti finanziari (per non scoraggiare gli investimenti di medio-lungo periodo, ma arginare gli eccessi di trading sul brevissimo termine), "potrebbe garantire un gettito annuo fino a 35 miliardi di euro per gli 11 Paesi coinvolti, gettito che - secondo le Robin Hood Campaigns - dovrebbe essere ridistribuito a sostegno delle famiglie povere colpite dalla crisi, nel proprio Paese e nei Paesi in via di sviluppo, ma anche per finanziare misure di contrasto al cambiamento climatico".

Solo per l'Italia, si stima un gettito annuo tra i 5 e i 6 miliardi di euro. Un obiettivo che risolverebbe non pochi problemi, se si pensa che, in sole due settimane, la tassa europea raccoglierebbe risorse per recuperare i tagli effettuati in Italia dal 2008 al 2012 al fondo nazionale per le politiche sociali, mentre con 2,9 miliardi (gettito mensile della tassa europea) si potrebbero pagare i salari di un intero anno di 1,5 milioni di infermiere in Africa o ancora con 240 milioni di euro raccolti dalla TTF in soli due giorni e mezzo, si potrebbe finanziare la costruzione di 2.500 rifugi anticiclone, proteggendo così 8 milioni di persone che vivono in zone soggette a tali fenomeni".

A un passo dalla svolta importante, attesa a Bruxelles, Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque, lancia la sfida: "Ci appelliamo al ministro Padoan e al Governo italiano affinché, in occasione del prossimo Consiglio dei Ministri europei delle Finanze, la Presidenza italiana possa portare a casa un risultato significativo, favorendo il raggiungimento di un accordo ambizioso sulla TTF, ovvero l’introduzione di una tassa con un’architettura efficace che preveda un’ampia base imponibile, principi di applicazione che ne rendano difficile l’elusione e che sia solidale con un pubblico impegno dei Governi per la destinazione del gettito alla lotta alla povertà".