Economia

La Fed mette le ali ai mercati. Tasso Btp al minimo storico: 1,91%

Al termine dell'ultima riunione dell'anno la Banca centrale americana ha annunciato l'intenzione di essere "paziente" nel rialzo del costo del denaro, prevedendo per il 2015 livelli più bassi di quelli stimati a settembre. Milano in rally del 2,65% finale. In Russia Putin attacca l'Occidente. Il petrolio torna a calare, risale l'Ifo tedesco

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MILANO - La Fed mette le ali ai mercati che provano a lasciarsi alle spalle l'incubo della Russia, il crollo del rublo con il rischio collasso del sistema bancario. Il petrolio resta volatile: dopo il recupero della mattina, il greggio torna ad arretrare sui circuiti di New York. Il light crude Wti scende in area a 55,5 dollari al barile, il Brent di Londra arretra in quota 60 dollari al barile. Gli analisti si aspettano che il prezzo del barile scivoli fino a 50 dollari, ma nel frattempo il greggio si muove in lieve rialzo sopra quota 56 dollari. Bene anche il dato dalla Germania sulla fiducia delle imprese.

La vera iniezione di fiducia alle Borse arriva, come detto, dal termine del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, che alla fine dell'ultima riunione dell'anno ha reiterato la formula del "considerevole lasso di tempo" che dovrebbe trascorrere prima di un rialzo dei tassi di interesse. Di più: l'istituto guidato da Janet Yellen ha usato il termine "paziente" per descrivere l'approccio verso una politica monetaria accomodante. Tradotto: il costo del denaro potrebbe tornare a salire, ma non prima della metà dell'anno prossimo, e soprattutto potrebbe aumentare meno del previsto. Alla fine del 2015, infatti, i tassi dovrebbero essere all'1-1,125%, meno dell'1,25-1,5% previsto in settembre.

L'euro chiude in lieve calo a 1,2276 dollari e 145,68 yen sulla scia delle dichiarazioni del consigliere esecutivo della Bce, Benoit Coeure, che ha dato praticamente per scontato che l'anno prossimo Francoforte avvii un programma di acquisto di titoli di Stato. Il biglietto verde mantiene la tendenza al rialzo ma, dopo il balzo di ieri, perde qualche punto sulla divisa nipponica a 118,64 yen. A sorpresa, è arrivata la decisione della banca Nazionale svizzera di portare in negativo i tassi d'interesse per svalutare il franco. E' in rialzo anche il rublo dopo il crollo di lunedì e martedì. La valuta russa registra la conferenza stampa annuale di Vladimir Putin, che attacca l'Occidente nel mezzo della crisi che sta mettendo il ginocchio l'economia del paese con la fuga degli investitori esteri e le file agli sportelli (foto). I mercati guardano quindi con fiducia alle prossime mosse del Cremlino dopo le rassicurazioni - non del tutto convincenti - della banca centrale.

Dal punto di vista macroeconomico si registra la risalita dell'indice Ifo tedesco. L'indicatore che misura la fiducia degli imprenditori è passato dai 104,7 di novembre ai 105,5 di dicembre, in linea con le stime degli analisti. In aumento anche l'indice che misura le attese che passa dai 99,7 di novembre ai 101,1 di dicembre. Stabile, invece, l'indicatore che misura la situazione corrente che si attesta a dicembre su quota 110, come nel mese precedente.

Negli Usa, le richieste iniziali di sussidi per la disoccupazione calano di 6mila unità a quota 289mila, mentre in Italia la legge di Stabilità prosegue il suo iter parlamentare. In questo contesto i mercati del Vecchio continente rimbalzano: Milano chiude in rally del 2,65%. Bene intonate anche le altre: Londra sale alla fine del 2,04%, Francoforte del 2,79%, Parigi del 3,35%. L'annuncio della Fed ha spinto al minimo storico anche il rendimento dei Btp, che sono calati fino all'1,91%. Lo spread si stabilizza poi in area 135 punti base, con un rendimento alla fine poco sotto il 2%. Bene anche Wall Street, che consolida il recupero della vigilia: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones avanza dell'1,2%, come lo S&P500, e il Nasdaq dell'1,4%.

In mattinata l'indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso in progresso del 2,32%. Sul fronte delle materie prime, come detto, il prezzo del petrolio è stabile sopra quota 56 dollari al barile. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti arretrano di 20 cent a 56,26 dollari e quelli sul Brent calano di 3 cent a 61,15 dollari. Si stabilizza l'oro dopo le recenti sedute positive: il contratto a febbraio tratta in area 1.196 dollari l'oncia.