Economia

Il calo del greggio spinge la ripresa dell'Eurozona

E' quanto prevede l'outlook diffuso da Istat, Isee e Ifo gli istituti statistici di Italia, Francia e Germania: il Pil crescerà dello 0,3% nel primo e nel secondo trimestre dell'anno dopo il più 0,2% di fine 2014

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MILANO - Il calo del petrolio che ha tagliato il costo dei beni energetici spinge la debole ripresa dell'Eurozona. Nel quarto trimestre dell'anno 2014, l'attività economica nell'area euro è attesa crescere dello 0,2%, lo stesso tasso registrato nel terzo trimestre. Un'evoluzione positiva che proseguirà anche nei primi mesi dell'anno: secondo l'outlook diffuso da Istat, Ifo e Insee (gli istituti statistici di Italia, Germania e Francia) il Pil crescerà dello 0,3% sia nel primo sia nel secondo trimestre 2015.

Per i tre istituti di statistica "il miglioramento nel mercato del lavoro sarà graduale e i consumi privati verranno sostenuti dal moderato incremento del reddito disponibile, conseguenza dei modesti aumenti salariali e dalla bassa inflazione legata anche alla recente caduta del prezzo del petrolio. Gli investimenti torneranno a crescere moderatamente nel 2015, stimolati dall'accelerazione della domanda interna ed estera e dal miglioramento delle condizioni di finanziamento".

Assumendo per il periodo di previsione una stabilizzazione del prezzo del petrolio intorno a 56 dollari per barile e un tasso di cambio di 1,21 dollari per euro - si legge ancora nella nota di Istat, Ifo e Insee - l'inflazione è prevista toccare il minimo nel primo trimestre 2015 per poi tornare a crescere lentamente nel secondo. Per la crescita, i principali rischi al rialzo sono legati all'ulteriore deprezzamento dell'euro e alla caduta del prezzo del petrolio, entrambi in grado di assicurare stimoli alla domanda interna e estera. I rischi al ribasso dipendono principalmente dalle ripercussioni degli esiti delle prossime elezioni greche sulla stabilità dell'area dell'euro.