MILANO - Il petrolio prosegue lunga la sua crina calante e pesa sulle Borse mondiali, che comunque riescono a ritrovare la parità sull'aspettativa per un intervento della Bce nel prossimo board del 22 gennaio e con la buona lena di Wall Street. Le stesse attese che continuano a premiare il Tesoro italiano, che vende titoli sul mercato con rendimenti ai minimi record. Per quanto riguarda il greggio, da un lato la discesa delle quotazioni può essere uno stimolo alla ripresa economica, ma dall'altro la diminuzione del prezzo è destinata a comprimere margini e utili delle grandi compagnie spingendo gli investitori a venderne le azioni con una ricaduta a cascata su tutti i listini. A Piazza Affari a farne le spese è soprattutto Saipem, tornata sui minimi di dieci anni fa e oggi in tentativo di recupero.
Anche oggi, quindi, il greggio è in forte ribasso sui mercati europei, dopo avere aggiornato nella mattinata in Asia i nuovi minimi da metà marzo 2009, sia per quanto riguarda il Wti (a 44,43 dollari/barile) sia per il petrolio del mare del Nord, il Brent (45,23). Alla chiusura dei mercati Ue, il Wti torna a 45,9 dollari come il Brent. A penalizzare i corsi sempre l'abbondante offerta registrata a livello mondiale rispetto a una domanda che soffre la fragilità della ripresa economica. Ieri la banca d'affari Goldman Sachs ha stimato il Wti a 41 dollari entro i prossimi tre mesi, a 39 dollari in sei mesi e un rimbalzo, verso la seconda parte dell'anno, in area 65 dollari (contro stime precedenti che parlavano rispettivamente di 70, 75 e 80 dollari).
In una giornata scarsa di appuntamenti di rilievo, al netto del dato sulla produzione industriale italiana che torna a salire, gli addetti ai lavori cercano spunti dal discorso di Matteo Renzi al Parlamento europeo: a Strasburgo il premier farà il punto sui sei mesi di guida dell'Unione europea. In particolare il presidente del Consiglio sottolinearà l'attenuamento delle politiche di austerity a favore di una maggiore crescita come, peraltro, ha fatto ieri il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.
A livello globale si registra l'aumento delle esportazioni cinesi nel 2014 quando sono aumentate del 6,1%, mentre le importazioni sono cresciute dello 0,4%, portando il valore totale degli scambi l'anno scorso ad un aumento del 3,4%, molto sotto il target fissato del 10%: a fine anno il surplus è aumentato del 47% a 382 miliardi di dollari. In Gran Bretagna, l'inflazione è risultata invariata a dicembre (+0,5% annuo), mentre Eurostat ha certificato un surplus delle partite correnti di 15 miliardi per la Ue nel terzo trimestre. L'Ocse ha registrato un tasso di disoccupazione stabile al 7,2% nell'area, nel novembre scorso; in Germania, invece, si registra l'anticipo di un anno del pareggio di bilancio.
Proprio la deflazione vicina nel Regno Unito torna ad accendere le aspettative di intervento da parte di Draghi. Il suo collega e governatore Benoit Coeuré, che siede nel Direttorio, ha detto a Die Welt che la discussione sul piano d'acquisti di titoli di Stato è "molto avanzata". Anche Chrtistian Noyer, governatore francese, ha tranquillizzato ricordando che le elezioni in Grecia non cambieranno nulla per le scelte dell'Eurotower. Continuano così le aste positive per il Tesoro: il Mef ha collocato tutti i 7 miliardi di euro di Btp a 3 anni, 7 e 15 anni. Il tasso sul tre anni è sceso allo 0,61% dallo 0,77% dell'asta di novembre, quello sul 7 anni è calato all'1,29% dall'1,74% precedente e sul 15 anni è sceso al 2,46% dal 2,97%. La domanda è stata pari a 1,64 volte l'offerta per i buoni biennali, a 1,51 volte l'offerta per i buoni a sette anni e a 1,53 volte l'offerta per i titoli a 15 anni. Sul mercato secondario, i Btp decennali rendono l'1,8% e lo spread tra titoli italiani e tedeschi torna in area 135 punti base, dopo esser passato sotto quota 130.
In questo contesto Piazza Affari si rafforza fino a chiudere in rialzo dell'1,96%, maglia rosa in Europa. Nel resto del Vecchio continente, Londra termina gli scambi in progresso dello 0,63%, Francoforte dell'1,63%, Parigi dell'1,47%. Tra i singoli titoli milanesi, Campari sfrutta una promozione dagli analisti di Goldman Sachs mentre Erg ed Hera guadagnano sulle prospettive di acquisizione degli asset italiani di E.On. L'euro, dopo la tenuta iniziale, torna sotto la soglia di 1,18 nei confronti del dollaro e chiude a 1,779. Brilla Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones sale dell'1,25%, come lo S&P500, mentre il Nasdaq aggiunge l'1,65%.
In mattinata la Borsa di Tokyo ha dimezzazo le perdite iniziali e terminando gli scambi a -0,64%, scontando comunque la frenata di Wall Street e le quotazioni del petrolio. L'indice Nikkei, al ritorno agli scambi dopo il ponte festivo dedicato al raggiungimento della maggiore età, cede 110,02 punti a 17.087,71. Il surplus nipponico delle partite correnti risulta a novembre di 443 miliardi di yen (3,2 miliardi di euro), sia per l'aumento dell'export con lo yen debole, sia per la bolletta energetica leggera, col greggio ai minimi degli ultimi 5 anni.
Anche oggi, quindi, il greggio è in forte ribasso sui mercati europei, dopo avere aggiornato nella mattinata in Asia i nuovi minimi da metà marzo 2009, sia per quanto riguarda il Wti (a 44,43 dollari/barile) sia per il petrolio del mare del Nord, il Brent (45,23). Alla chiusura dei mercati Ue, il Wti torna a 45,9 dollari come il Brent. A penalizzare i corsi sempre l'abbondante offerta registrata a livello mondiale rispetto a una domanda che soffre la fragilità della ripresa economica. Ieri la banca d'affari Goldman Sachs ha stimato il Wti a 41 dollari entro i prossimi tre mesi, a 39 dollari in sei mesi e un rimbalzo, verso la seconda parte dell'anno, in area 65 dollari (contro stime precedenti che parlavano rispettivamente di 70, 75 e 80 dollari).
In una giornata scarsa di appuntamenti di rilievo, al netto del dato sulla produzione industriale italiana che torna a salire, gli addetti ai lavori cercano spunti dal discorso di Matteo Renzi al Parlamento europeo: a Strasburgo il premier farà il punto sui sei mesi di guida dell'Unione europea. In particolare il presidente del Consiglio sottolinearà l'attenuamento delle politiche di austerity a favore di una maggiore crescita come, peraltro, ha fatto ieri il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.
A livello globale si registra l'aumento delle esportazioni cinesi nel 2014 quando sono aumentate del 6,1%, mentre le importazioni sono cresciute dello 0,4%, portando il valore totale degli scambi l'anno scorso ad un aumento del 3,4%, molto sotto il target fissato del 10%: a fine anno il surplus è aumentato del 47% a 382 miliardi di dollari. In Gran Bretagna, l'inflazione è risultata invariata a dicembre (+0,5% annuo), mentre Eurostat ha certificato un surplus delle partite correnti di 15 miliardi per la Ue nel terzo trimestre. L'Ocse ha registrato un tasso di disoccupazione stabile al 7,2% nell'area, nel novembre scorso; in Germania, invece, si registra l'anticipo di un anno del pareggio di bilancio.
Proprio la deflazione vicina nel Regno Unito torna ad accendere le aspettative di intervento da parte di Draghi. Il suo collega e governatore Benoit Coeuré, che siede nel Direttorio, ha detto a Die Welt che la discussione sul piano d'acquisti di titoli di Stato è "molto avanzata". Anche Chrtistian Noyer, governatore francese, ha tranquillizzato ricordando che le elezioni in Grecia non cambieranno nulla per le scelte dell'Eurotower. Continuano così le aste positive per il Tesoro: il Mef ha collocato tutti i 7 miliardi di euro di Btp a 3 anni, 7 e 15 anni. Il tasso sul tre anni è sceso allo 0,61% dallo 0,77% dell'asta di novembre, quello sul 7 anni è calato all'1,29% dall'1,74% precedente e sul 15 anni è sceso al 2,46% dal 2,97%. La domanda è stata pari a 1,64 volte l'offerta per i buoni biennali, a 1,51 volte l'offerta per i buoni a sette anni e a 1,53 volte l'offerta per i titoli a 15 anni. Sul mercato secondario, i Btp decennali rendono l'1,8% e lo spread tra titoli italiani e tedeschi torna in area 135 punti base, dopo esser passato sotto quota 130.
In questo contesto Piazza Affari si rafforza fino a chiudere in rialzo dell'1,96%, maglia rosa in Europa. Nel resto del Vecchio continente, Londra termina gli scambi in progresso dello 0,63%, Francoforte dell'1,63%, Parigi dell'1,47%. Tra i singoli titoli milanesi, Campari sfrutta una promozione dagli analisti di Goldman Sachs mentre Erg ed Hera guadagnano sulle prospettive di acquisizione degli asset italiani di E.On. L'euro, dopo la tenuta iniziale, torna sotto la soglia di 1,18 nei confronti del dollaro e chiude a 1,779. Brilla Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones sale dell'1,25%, come lo S&P500, mentre il Nasdaq aggiunge l'1,65%.
In mattinata la Borsa di Tokyo ha dimezzazo le perdite iniziali e terminando gli scambi a -0,64%, scontando comunque la frenata di Wall Street e le quotazioni del petrolio. L'indice Nikkei, al ritorno agli scambi dopo il ponte festivo dedicato al raggiungimento della maggiore età, cede 110,02 punti a 17.087,71. Il surplus nipponico delle partite correnti risulta a novembre di 443 miliardi di yen (3,2 miliardi di euro), sia per l'aumento dell'export con lo yen debole, sia per la bolletta energetica leggera, col greggio ai minimi degli ultimi 5 anni.