Economia

Le Borse mancano il rimbalzo, Atene ancora in forte perdita

Alexis Tsipras (ansa)
I mercati chiudono deboli nonostante la fiducia dei consumatori tedeschi, Milano -0,8%. Attesa per l'esito della riunione della Fed che potrebbe allungare i tempi prima di rialzare i tassi. Tsipras tende una mano alla Ue, ma i timori per un braccio di ferro con Merkel fanno crollare la Borsa di Atene: -9%. Il Tesoro vende 7 mld di Bot con tasso in calo
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MILANO - L'ottimismo dei consumatori tedeschi non basta a spingere il rimbalzo dei mercati del Vecchio continente. Al centro delle attenzioni degli investitori resta la Grecia dopo il "no" del cancelliere tedesco, Angela Merkel, al taglio del debito di Atene. Oggi, intanto, si è riunito il primo consiglio dei ministri guidato da Alexis Tsipras. Il leader di Syriza ha teso una mano alla Ue, così come ha fatto Yanis Varoufakis, l'economista diventatato ministro delle Finanze che vuole cambiare la politica europea, ma non mancano i segnali di irrigidimento delle posizioni da alcuni membri dell'esecutivo. E la Commissione Ue fa sapere - all'unanimità -: "Ci aspettiamo il rispetto di quanto è stato promesso".

L'Europa resta alla finestra, dunque, mentre la Borsa di Atene peggiora con l'avanzare delle contrattazioni arrivando a chiudere con una perdita del 9,24%, con le banche capaci di perdere oltre un quarto della loro capitalizzazione. La tensione sale alle stelle per il comparto dei titoli di Stato: la scadenza dei due anni ha visto un movimento al rialzo addirittura del 3% che ha portato i rendimenti vicini al 17%, il decennale ha superato il 10%. Il fatto che i titoli a breve rendano più di quelli a lungo non è un buon segnale del mercato: gli investitori si fidano poco della Grecia e vedono possibile un default nel prossimo futuro.

Ma se Atene  resta un incognita da 330 miliardi di euro (177% del Pil) di debito, la vera preoccupazione delle Borse è rivolta alla debole ripresa economica. Dopo il lancio del quantitative easing da 1.140 miliardi della Bce, i mercati guardano alla riforme dei paesi europei e a come si attrezzeranno per sostenere la domanda e la ripresa economica.

In questo senso resta un ottimo indicatore della situazione il prezzo del petrolio che continua a scendere anche in attesa dei risultati della riunione della Fed - che stasera potrebbe annunciare un ritmo di rialzo dei tassi più lento del previsto - e dei dati sulle scorte petrolifere Usa: sono salite di 8,9 milioni di barili (più del doppio dei 4,1 milioni di barili stimati) a un massimo storico di 406,73 milioni di barili. Un dato che spinge i prezzi in ribasso sui circuiti di New York: il light crude Wti perde un dollaro circa, alla chiusura dei mercati Ue, a 45 dollari al barile, il Brent di Londra scende di 40 cent a 49,2 dollari al barile. L'euro chiude in calo a 1,1324 dollari. In ripresa lo yen, che avanza a quota 133,43 sull'euro e a 177,77 sul dollaro. Continua invece a perdere terreno il rublo, con l'euro che quota in area 77.

A Milano, Piazza Affari cede lo 0,81% finale, spinta al ribasso dal comparto bancario, ma poco lontana dalle altre Borse Ue, che chiudono contrastate. Londra riesce a tenere in positivo dello 0,21%, Parigi cede invece lo 0,29% e Francorte è la migliore con un guadagno conclusivo dello 0,78%. Tra i singoli titoli del listino meneghino, spicca il balzo di Finmeccanica in scia alla presentazione del piano industriale. Passa in rosso Fca, dopo che la casa automobilistica ha annunciato conti sulla parte bassa delle attese. Sotto pressione il Monte dei Paschi, che attraversa anche una fase di sospensione per eccesso di ribasso.


Wall Street
, dopo la debolezza di ieri legata alle trimestrali deludenti per la forza del dollaro, chiude in perdita dopo l'avvio positivo: l'indice Dow Jones scende dell'1,13% fino a 17191,44 punti. L'indice Nasdaq cala dello 0,93% fino a 4637,99 punti. Svanisce quasi del tutto, dunque, l'influsso positivo di Apple, che ha polverizzato ogni record con i conti dell'ultimo trimestre e schizza in rialzo sul listino newyorkese.

L'effetto dell'annuncio dell'acquisto straordinario di titoli da parte della Bce si vede sul fronte obbligazionario: il Tesoro ha venduto tutti i 7 miliardi di euro di Bot a sei mesi con tassi in netto calo allo 0,16% dallo 0,297% dell'asta di dicembre, sfiorando il minimo storico dello 0,13%. Sale il rapporto fra domanda e offerta a 1,74 da 1,39 precedente. Lo spread, che risente della tensione greca, risale in area 125 punti base nel corso della giornata, mentre i Btp rendono comunque meno dell'1,6%.

Tra i dati macroeconomici si segnala, come detto, l'ottimismo per i consumatori tedeschi: l'indice di fiducia del barometro Gfk indica una stima in rialzo a febbraio a 9,3 punti da 9 punti in gennaio. Quest'ultimo dato a sua volta è più alto dell'8,7 indicato a dicembre. L'indicatore per febbraio tocca il punto massimo degli ultimi 13 anni. Il campione di più di 2mila consumatori tedeschi segnala soprattutto il calo del prezzo della benzina come elemento di traino al reddito disponibile e quindi alla ritrovata fiducia. Da segnalare anche i dati Eurostat: il tasso di risparmio delle famiglie dell'Eurozona è rimasto stabile nel terzo trimestre al 13,1%, mentre quello degli investimenti si è attestato all'8,3%, piatto anche in questo caso. Da Berlino l'economia si vede in ripresa: il governo tedesco ha alzato le stime di crescita del Pil 2015 in Germania all'1,5%, dal precedente +1,3%. Il tasso di disoccupazione è visto in calo dal 6,7 al 6,6%. Negli Stati Uniti le richieste di mutui sono diminuite del 3,2% nell'ultima settimana.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in lieve rialzo (+0,15%) nonostante il netto calo patito alla vigilia da Wall Street. Debole l'oro: il metallo con consegna immediata scende dello 0,3% a 1288 dollari l'oncia in attesa della conclusione della riunione della Federal Reserve Usa.