MILANO - "Una forte performance, in linea con i target". Così Fiat Chrysler Automobiles descrive i risultati dell'esercizio 2014 del gruppo sull'asse Torino-Detroit, ma il mercato - a giudicare dalla reazione del titolo - la vede un po' meno rosea e l'azione chiude debole (-0,17%), in una giornata comunque negativa per l'intero Ftse Mib (-0,8%).
I ricavi di Fca sono cresciuti dell'11% a 96,1 miliardi di euro e il risultato operativo, escluse le componenti atipiche, è salito a 3,7 miliardi di euro. L'utile netto è risultato però di 632 milioni di euro, nella parte bassa della forchetta attesa dagli analisti e precedentemente indicata. Alla luce di questo profitto, il cda ha "deciso di non raccomandare la distribuzione di un dividendo alle azioni ordinarie per l'esercizio 2014 al fine di rafforzare ulteriormente i mezzi finanziari a supporto del piano quinquennale di gruppo".
Nell'ottobre scorso, Fca aveva fissato come obiettivi per il 2014 consegne globali per circa 4,7 milioni di veicoli (si è fermata a 4,6 milioni), ricavi uguali o superiori a 93 miliardi di euro e un utile netto tra 600 e 800 milioni di euro. Per l'anno concluso, Sergio Marchionne prevedeva un ebit (risultato operativo) tra 3,6 e 4 miliardi di euro.
Nella prima riga del conto economico, quella dei ricavi, si registra l'andamento positivo dei mercati Emea, cioè dell'Europa e del Medio Oriente (+4%) che fa ben sperare per la ripresa del Vecchio Continente. Il traino è però arrivato da Nord America e Asia Pacifico, oltre che dal marchio Maserati. Stona invece l'America Latina, che Fiat domina ad esempio in Brasile, con un calo dei ricavi del 7% a parità di cambio. Per l'ad Marchionne, che commenta i dati in conference call, il 2014 ''è stato un anno di grandissima importanza che ci ha consentito di mettere insieme tutti i pezzi per costruire Fca", e nel 2015 "tutte le regioni avranno conti in nero", cioè in positivo.
Quanto al debito, quello netto industriale a fine 2014 si è attestato a 7,7 miliardi di euro - sotto il target tra 9,8 e 10,3 miliardi - "beneficiando di 2,3 miliardi di euro dalle operazioni sul capitale effettuate nell’ultimo trimestre". Il riferimento va all'emissione del prestito obbligazionario convertendo di 2,9 miliardi di dollari, al collocamento di 100 milioni di azioni ordinarie e al riacquisto di quelle derivanti dai recessi conseguenti alla fusione di Fiat S.p.A. in Fca, la società di diritto olandese. "Nell'esercizio, gli investimenti in attività materiali e immateriali, pari a 8,1 miliardi di euro sono stati quasi interamente coperti dal flusso generato dalle attività operative. Al 31 dicembre 2014, la liquidità disponibile complessiva, che include linee di credito inutilizzate per 3,2 miliardi di euro (invariate a parità di cambi di conversione rispetto al 2013), si è attestata a 26,2 miliardi di euro, in crescita di 3,5 miliardi di euro rispetto a fine 2013", dice ancora la società.
Il gruppo automobilistico che vede gli Agnelli come socio di riferimento ha anche rilasciato le previsioni per l'esercizio in corso: Fca prevede per il 2015 consegne a livello globale tra 4,8 e 5, milioni di veicoli, ricavi di circa 108 miliardi di euro, utile netto tra 1 e 1,2 miliardi di euro e indebitamento netto industriale tra 7,5 e 8 miliardi di euro, senza considerare gli impatti legati allo spin-off e alla quotazione di Ferrari.
Proprio quest'ultima ha registrato nel 2014 ricavi per 2,8 miliardi di euro, in crescita del 18%, con 7.255 auto consegnate (+4% rispetto al 2013). Sono i dati presenti nello stesso bilancio di Fca. L'ebit, di 389 milioni di euro (da 364 milioni nel 2013), include 15 milioni riferibili al costo del compenso erogato a Luca Cordero di Montezemolo al momento dell'uscita. L'ebit adjusted per le componenti atipiche ha registrato una crescita di 40 milioni per effetto dei maggiori volumi e di un più favorevole mix prodotto. Maserati ha registrato lo stesso livello di ricavi del Cavallino Rampante, consegnando 36.448 vetture (+137%), "grazie alla continua forte performance della Quattroporte e della Ghibli". L'ebit è migliorato a 275 milioni di euro dai 106 milioni di euro del 2013, che includeva oneri atipici per 65 milioni di euro.
I ricavi di Fca sono cresciuti dell'11% a 96,1 miliardi di euro e il risultato operativo, escluse le componenti atipiche, è salito a 3,7 miliardi di euro. L'utile netto è risultato però di 632 milioni di euro, nella parte bassa della forchetta attesa dagli analisti e precedentemente indicata. Alla luce di questo profitto, il cda ha "deciso di non raccomandare la distribuzione di un dividendo alle azioni ordinarie per l'esercizio 2014 al fine di rafforzare ulteriormente i mezzi finanziari a supporto del piano quinquennale di gruppo".
Nell'ottobre scorso, Fca aveva fissato come obiettivi per il 2014 consegne globali per circa 4,7 milioni di veicoli (si è fermata a 4,6 milioni), ricavi uguali o superiori a 93 miliardi di euro e un utile netto tra 600 e 800 milioni di euro. Per l'anno concluso, Sergio Marchionne prevedeva un ebit (risultato operativo) tra 3,6 e 4 miliardi di euro.
Nella prima riga del conto economico, quella dei ricavi, si registra l'andamento positivo dei mercati Emea, cioè dell'Europa e del Medio Oriente (+4%) che fa ben sperare per la ripresa del Vecchio Continente. Il traino è però arrivato da Nord America e Asia Pacifico, oltre che dal marchio Maserati. Stona invece l'America Latina, che Fiat domina ad esempio in Brasile, con un calo dei ricavi del 7% a parità di cambio. Per l'ad Marchionne, che commenta i dati in conference call, il 2014 ''è stato un anno di grandissima importanza che ci ha consentito di mettere insieme tutti i pezzi per costruire Fca", e nel 2015 "tutte le regioni avranno conti in nero", cioè in positivo.
Quanto al debito, quello netto industriale a fine 2014 si è attestato a 7,7 miliardi di euro - sotto il target tra 9,8 e 10,3 miliardi - "beneficiando di 2,3 miliardi di euro dalle operazioni sul capitale effettuate nell’ultimo trimestre". Il riferimento va all'emissione del prestito obbligazionario convertendo di 2,9 miliardi di dollari, al collocamento di 100 milioni di azioni ordinarie e al riacquisto di quelle derivanti dai recessi conseguenti alla fusione di Fiat S.p.A. in Fca, la società di diritto olandese. "Nell'esercizio, gli investimenti in attività materiali e immateriali, pari a 8,1 miliardi di euro sono stati quasi interamente coperti dal flusso generato dalle attività operative. Al 31 dicembre 2014, la liquidità disponibile complessiva, che include linee di credito inutilizzate per 3,2 miliardi di euro (invariate a parità di cambi di conversione rispetto al 2013), si è attestata a 26,2 miliardi di euro, in crescita di 3,5 miliardi di euro rispetto a fine 2013", dice ancora la società.
Il gruppo automobilistico che vede gli Agnelli come socio di riferimento ha anche rilasciato le previsioni per l'esercizio in corso: Fca prevede per il 2015 consegne a livello globale tra 4,8 e 5, milioni di veicoli, ricavi di circa 108 miliardi di euro, utile netto tra 1 e 1,2 miliardi di euro e indebitamento netto industriale tra 7,5 e 8 miliardi di euro, senza considerare gli impatti legati allo spin-off e alla quotazione di Ferrari.
Proprio quest'ultima ha registrato nel 2014 ricavi per 2,8 miliardi di euro, in crescita del 18%, con 7.255 auto consegnate (+4% rispetto al 2013). Sono i dati presenti nello stesso bilancio di Fca. L'ebit, di 389 milioni di euro (da 364 milioni nel 2013), include 15 milioni riferibili al costo del compenso erogato a Luca Cordero di Montezemolo al momento dell'uscita. L'ebit adjusted per le componenti atipiche ha registrato una crescita di 40 milioni per effetto dei maggiori volumi e di un più favorevole mix prodotto. Maserati ha registrato lo stesso livello di ricavi del Cavallino Rampante, consegnando 36.448 vetture (+137%), "grazie alla continua forte performance della Quattroporte e della Ghibli". L'ebit è migliorato a 275 milioni di euro dai 106 milioni di euro del 2013, che includeva oneri atipici per 65 milioni di euro.