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Btp, nuovi record in asta per il Tesoro. Atene chiede tempo all'Europa

La Grecia al centro dell'attenzione, Juncker: "Deve rispettare l'Europa". Effetto Bce sui titoli di Stato: collocati decennali all'1,62% e quinquennali allo 0,89%. La Borsa greca chiude in recupero dopo il tonfo, Milano +0,5%. La Banca centrale Usa si dice "paziente" in merito all'innalzamento dei tassi, ma gli investitori leggono alcuni segnali che avvicinano il cambio di politica monetaria. Germania in deflazione
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MILANO - Entrano nel vivo le discussioni tra l'Europa e il nuovo governo greco di Alexis Tsipras, incoronato da una vittoria storica alle elezioni della scorsa domenica. Il premier ateniese ha incontrato il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, al quale ha chiesto "tempo per le riforme". "La Grecia deve rispettare l'Europa" ed è escluso che "si arrivi alla cancellazione del debito", ha fatto invece sapere il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, in un'intervista che appare oggi sul quotidiano francese Le Figaro. Domani ci sarà la visita del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Intanto, però, l'effetto dell'annuncio della Bce di un quantitative easing fa bene al Tesoro italiano, che colloca i Btp a nuovi minimi storici di rendimento.

Sono gli sviluppi da Atene dunque a tenere banco sulla giornata dei mercati, che nella prima parte hanno cercato di digerire le comunicazioni giunte ieri sera dalla…
MILANO - Entrano nel vivo le discussioni tra l'Europa e il nuovo governo greco di Alexis Tsipras, incoronato da una vittoria storica alle elezioni della scorsa domenica. Il premier ateniese ha incontrato il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, al quale ha chiesto "tempo per le riforme". "La Grecia deve rispettare l'Europa" ed è escluso che "si arrivi alla cancellazione del debito", ha fatto invece sapere il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, in un'intervista che appare oggi sul quotidiano francese Le Figaro. Domani ci sarà la visita del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Intanto, però, l'effetto dell'annuncio della Bce di un quantitative easing fa bene al Tesoro italiano, che colloca i Btp a nuovi minimi storici di rendimento.

Sono gli sviluppi da Atene dunque a tenere banco sulla giornata dei mercati, che nella prima parte hanno cercato di digerire le comunicazioni giunte ieri sera dalla Banca centrale americana. La Fed inizia il cambio di piumaggio, dalla 'colomba' al 'falco', per quanto si possa definire tale Janet Yellen, e i mercati ne prendono atto. La Banca centrale americana, pur restando "paziente" sull'aumento del costo del denaro (che dopo lo stop all'acquisto di titoli sul mercato sarebbe il definitivo ritorno a una normalizzazione della politica monetaria), ha dato indicazioni del fatto che a metà anno i tassi si potrebbero muovere. Washington è più ottimista sull'economia Usa, che pure dipende dallo sviluppo degli "scenari internazionali", tanto da eliminare l'espressione "lasso considerevole di tempo" in riferimento al mantenimento dei tassi a questi minimi, tra lo 0 e lo 0,25%. Insomma, una serie di segnali che gli investitori hanno interpretato appunto come la dichiarazione che i motori della Fed si stanno scaldando, anche se nessuno fino alla primavera si attende mosse effettive.

In questo clima, Piazza Affari è volatile e il Ftse Mib riesce alla fine a segnare un progresso dello 0,56%. Miste le altre Borse Ue: Francoforte termina il rialzo dello 0,25%, Parigi guadagna lo 0,44%, Londra cede lo 0,22%. Atene, reduce da un calo di oltre nove punti percentuali, coglie il primo rialzo della settimana. sale del 3,16% finale grazie ai bancari: Alpha Bank (+19,9%), Eurobank (+14%), National Bank of Greece (+12,5%). Forte volatilità, a Milano, su Mps, dopo il tonfo di ieri e la sospensione del divieto di vendite allo scoperto: il titolo aggiorna i minimi storici nel giorno in cui vengono depositate le motivazioni della sentenza Alexandria. Nel complesso sono deboli le banche e il comparto energetico, a cominciare da Eni. Andamento misto per Wall Street, sulla quale pesa Alibaba dopo i risultati trimestrali inferiori alle attese. Alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones è invariato, lo S&P500 e il Nasdaq perdono circa mezzo punto percentuale.

Dopo l'iniziale rialzo, lo spread fra Btp e Bund tedesco si stabilizza con i risultati dell'asta: il differenziale segna 125 punti contro i 123 della chiusura di ieri e il rendimento del titolo decennale italiano oscilla sull'1,6%. Come detto, le buone notizie sono arrivate sul mercato primario: il Tesoro ha collocato tutti i 6,5 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni con tassi in discesa al minimo storico. Il rendimento del decennale è sceso a 1,62% da 1,89% dell'asta di dicembre e il tasso del quinquennale è sceso allo 0,89% da 0,98% precedente. Assegnati anche Ccteu con scadenza 2020 per 1,750 miliardi al tasso dello 0,87%. Resta volatile, invece, la situazione dei titoli di Stato greci con il decennale che oscilla intorno a un rendimento del 10%.

Dal fronte macro, dopo la revisione al rialzo delle stime sulla ripresa tedesca di ieri, Berlino incassa il fatto che a dicembre gli occupati in Germania sono saliti dell'1% rispetto al 2013, arrivando a 42,8 milioni. La disoccupazione è ai minimi storici: a gennaio il tasso è sceso al 6,5% dal 6,6% precedente (dato rivisto dal precedente 6,5%). Il numero dei senza lavoro è calato di 9.000 unità a 2,84 milioni. Sempre dalla Germania emerge quanto l'azione di contrasto alla deflazione della Bce fosse ormai indifferibile: i prezzi al consumo sono diminuiti dell'1% a gennaio portando l'inflazione annua a registrare un calo dello 0,3%, secondo i dati provvisori. Il paese sperimenta così il suo primo mese di calo dei prezzi dal settembre 2009 ed è superiore alle attese.

Segnali positivi dalla fiducia dei consumatori, tanto in Italia quanto nel complesso della zona euro. In Italia, intanto, l'Istat certifica che le retribuzioni contrattuali orarie sono cresciute nel 2014 dell'1,3%, risultato minimo da quando ne tiene traccia. Negli Usa, invece, le richieste di sussidi alla disoccupazione sono calate di 23.000 unità a quota 265.000. Si tratta del livello più basso dal 2000. Il dato è migliore delle attese degli analisti, che scommettevano su 300.000. I compromessi per l'acquisto di, sempre negli Usa, hanno deluso le attese con un calo del 3,7%.  L'euro chiude in rialzo a 1,1351 dollari e 133,80 yen, recuperando dalla frenata di inizio seduta, legata al comunicato di una Federal Reserve che resta orientata a un rialzo dei tassi a metà anno.

Il recupero del prezzo del petrolio si rivela effimero: quando in Europa gli scambi si avviano alla conclusione, il barile di light crude Wti perde 49 cent a 43,96 dollari, aggiornando il proprio minimo dal marzo 2009. L'oro perde un punto percentuale e mezzo circa, in area 1.265 dollari l'oncia.

La Borsa di Tokyo ha registrato in mattinata la perdita giornaliera più forte da due settimane a questa parte. L'indice Nikkei è arretrato dell'1,106% a 17.606,22 punti. Il calo è legato alle indicazioni di ieri della Fed, ma anche dall'incertezza sull'azionariato cinese. A poco è valso il sesto mese consecutivo di rialzo delle vendite al dettaglio nipponiche, cresciute dello 0,2% annuo a dicembre. L'agenzia governativa cinese Xinhua ha infatti detto che le autorità dei mercati hanno stretto il giro su alcune società e sui margini nel trading, sollevando i dubbi sulla bolla che ha fatto crescere il listino di Shanghai del 46% da agosto ad oggi, tra rischi di super utilizzo della leva e instabilità. Come aggiunta, da Pechino hanno attaccato il quantitative easing della Bce, che potrebbe innescare un "deprezzamento competitivo" tra le valute mondiali. Il ministero del Commercio ha avvertito che "il Qe europeo potrebbe accelerare il deprezzamento competitivo delle valute di diversi paesi, incrementando le incertezze sui flussi transfrontalieri internazionali di capitali".