MILANO - Secondo giorno di incontri ufficiali ad Atene, tra il neo premier Alexis Tsipras e le controparti europee. Dopo aver 'scaldato i motori' con un incontro molto formale con il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, oggi sale la temperatura e con essa i toni dello scontro. Ad Atene va in scena il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che parla di "discussioni costruttive" anche se ancora interlocutorie. Dopo il saluto a Tsipras, l'incontro clou è con il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, e il vice-premier, Yanis Dragasakis. Il governo ellenico non ha intenzione di ospitare la prossima missione della Troika ed estendere il piano di salvataggio disciplinato dal memorandum che Syriza intende riscrivere. Lo stesso Varoufakis è chiaro: "Vogliamo fare le riforme, ma non trattare con la Troika" di Ue, Bce e Fmi.
In attesa di nuovi sviluppi, i mercati europei chiudono deboli e riflettono sull'andamento del Pil degli Stati Uniti. L'economia americana nel quarto trimestre ha confermato una crescita solida: +2,6% per la lettura preliminare, ma sotto le attese per un +3,2%. I consumi delle famiglie sono saliti, beneficiando anche del risparmio sulla bolletta energetica, ma sono calati gli investimenti delle imprese, così come la spesa pubblica e la domanda proveniente dall'estero. Nell'intero 2014, il Pil ha registrato un'espansione del 2,4%, leggermente al di sopra della media del 2,2% registrata tra il 2010 e il 2013. Pur se non esaltanti, i dati mostrano ancora la contrapposizione tra la forza dell'economia Usa e la contraria debolezza della Ue, ben rappresentata dal crollo dell'inflazione: -0,6% i prezzi nell'Eurozona a gennaio.
In questo contesto Milano, dopo un'apertura positiva chiude in calo dello 0,44%, appesantita anche dalle nuove difficoltà del titolo Mps. Deboli anche le altre Borse Ue: Francoforte cede lo 0,41%, Londra perde lo 0,9%, Parigi lima lo 0,59%. Accelera al ribasso sul finale Atene, che chiude a -1,59% dopo il recupero di ieri. Andamento debole per Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones perde lo 0,9%, il Nasdaq scende dello 0,4% e lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,75%.
Lo spread Btp-Bund si allarga leggermente in chiusura di seduta: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si porta a 128 punti base, il rendimento del Btp decennale è all'1,6%. La Banca centrale della Russia ha tagliato a sorpresa il tasso di interesse principale di riferimento dal 17% al 15%, provocando un deprezzamento del rublo si è deprezzato a 70 per dollaro. I preoccupanti dati sui prezzi al consumo nell'Eurozona spingono l'euro a una chiusura in lieve ribasso. La moneta comune scende a 1,1290 dollari e 132,66 yen. Le perdite nei confronti del dollaro sono però limitate dall'orientamento della Federal Reserve, che non sembra avere troppa fretta di alzare i tassi. Il biglietto verde arretra così a quota 117,48 yen. Il petrolio tratta in rialzo a New York: alla chiusura dei mercati europei le quotazioni del Wti salgono sopra la soglia di 45 dollari al barile.
Sul fronte macroeconomico, l'Italia registra il netto calo del sul tasso di disoccupazione di dicembre, cui farà seguito il dato dell'intera Eurozona. Stando ai dati di Destatis, l'Istat tedesco, a dicembre le vendite al dettaglio in Germania sono cresciute del 4% su base annua rispetto al 2013, anche grazie a un giorno in più di apertura dei negozi. In Spagna, il Pil del quarto trimestre ha segnato un progresso dello 0,7% congiunturale e del 2% annuo. Sempre l'economia iberica però registra il settimo calo consecutivo dei prezzi al consumo: -1,5% annuo a gennaio.
Chiusura in progresso, in mattinata, per la Borsa di Tokyo con l'indice Nikkei che ha guadagnato lo 0,39% a 17.674,39 punti, pur sui minimi di giornata. Il cross dollaro/yen è a 117,85. La disponibilità di posti di lavoro in Giappone è salita a dicembre ai massimi dei ultimi 22 anni, con la disoccupazione scesa dello 0,1% su base mensile, al 3,4%, e ai minimi da agosto del 1997. Sopra le attese l'inflazione, che ha mostrato su base annua un progresso del 2,4% a dicembre, leggermente sopra le aspettative di un +2,3%. Ma escludendo l'aumento dell'Iva scattato ad aprile, il dato di +0,5% è ben sotto il target della Banca centrale (+2%). Ha leggermente deluso le stime, invece, la produzione industriale, che sempre a dicembre ha segnato un +1% mensile, in miglioramento dal -0,5% di novembre ma sotto le aspettative di +1,2%. Sempre in Asia, chiusura ancora in ribasso, questa mattina, per le piazze finanziarie cinesi: Shanghai ha perso l'1,59%, Shenzhen lo 0,87%. L'oro a febbraio balza dello 0,65% a 1.262,8 dollari l'oncia.
In attesa di nuovi sviluppi, i mercati europei chiudono deboli e riflettono sull'andamento del Pil degli Stati Uniti. L'economia americana nel quarto trimestre ha confermato una crescita solida: +2,6% per la lettura preliminare, ma sotto le attese per un +3,2%. I consumi delle famiglie sono saliti, beneficiando anche del risparmio sulla bolletta energetica, ma sono calati gli investimenti delle imprese, così come la spesa pubblica e la domanda proveniente dall'estero. Nell'intero 2014, il Pil ha registrato un'espansione del 2,4%, leggermente al di sopra della media del 2,2% registrata tra il 2010 e il 2013. Pur se non esaltanti, i dati mostrano ancora la contrapposizione tra la forza dell'economia Usa e la contraria debolezza della Ue, ben rappresentata dal crollo dell'inflazione: -0,6% i prezzi nell'Eurozona a gennaio.
In questo contesto Milano, dopo un'apertura positiva chiude in calo dello 0,44%, appesantita anche dalle nuove difficoltà del titolo Mps. Deboli anche le altre Borse Ue: Francoforte cede lo 0,41%, Londra perde lo 0,9%, Parigi lima lo 0,59%. Accelera al ribasso sul finale Atene, che chiude a -1,59% dopo il recupero di ieri. Andamento debole per Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones perde lo 0,9%, il Nasdaq scende dello 0,4% e lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,75%.
Lo spread Btp-Bund si allarga leggermente in chiusura di seduta: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si porta a 128 punti base, il rendimento del Btp decennale è all'1,6%. La Banca centrale della Russia ha tagliato a sorpresa il tasso di interesse principale di riferimento dal 17% al 15%, provocando un deprezzamento del rublo si è deprezzato a 70 per dollaro. I preoccupanti dati sui prezzi al consumo nell'Eurozona spingono l'euro a una chiusura in lieve ribasso. La moneta comune scende a 1,1290 dollari e 132,66 yen. Le perdite nei confronti del dollaro sono però limitate dall'orientamento della Federal Reserve, che non sembra avere troppa fretta di alzare i tassi. Il biglietto verde arretra così a quota 117,48 yen. Il petrolio tratta in rialzo a New York: alla chiusura dei mercati europei le quotazioni del Wti salgono sopra la soglia di 45 dollari al barile.
Sul fronte macroeconomico, l'Italia registra il netto calo del sul tasso di disoccupazione di dicembre, cui farà seguito il dato dell'intera Eurozona. Stando ai dati di Destatis, l'Istat tedesco, a dicembre le vendite al dettaglio in Germania sono cresciute del 4% su base annua rispetto al 2013, anche grazie a un giorno in più di apertura dei negozi. In Spagna, il Pil del quarto trimestre ha segnato un progresso dello 0,7% congiunturale e del 2% annuo. Sempre l'economia iberica però registra il settimo calo consecutivo dei prezzi al consumo: -1,5% annuo a gennaio.
Chiusura in progresso, in mattinata, per la Borsa di Tokyo con l'indice Nikkei che ha guadagnato lo 0,39% a 17.674,39 punti, pur sui minimi di giornata. Il cross dollaro/yen è a 117,85. La disponibilità di posti di lavoro in Giappone è salita a dicembre ai massimi dei ultimi 22 anni, con la disoccupazione scesa dello 0,1% su base mensile, al 3,4%, e ai minimi da agosto del 1997. Sopra le attese l'inflazione, che ha mostrato su base annua un progresso del 2,4% a dicembre, leggermente sopra le aspettative di un +2,3%. Ma escludendo l'aumento dell'Iva scattato ad aprile, il dato di +0,5% è ben sotto il target della Banca centrale (+2%). Ha leggermente deluso le stime, invece, la produzione industriale, che sempre a dicembre ha segnato un +1% mensile, in miglioramento dal -0,5% di novembre ma sotto le aspettative di +1,2%. Sempre in Asia, chiusura ancora in ribasso, questa mattina, per le piazze finanziarie cinesi: Shanghai ha perso l'1,59%, Shenzhen lo 0,87%. L'oro a febbraio balza dello 0,65% a 1.262,8 dollari l'oncia.