MILANO - I mercati del Vecchio continente cercano il rimbalzo dopo la difficile seduta della vigilia. Le mosse degli addetti ai lavori sono però vincolate ai timori per l'impasse della crisi greca: lo stallo nelle trattative con la Troika porta Atene più vicina al default riaccendendo i timori di un'uscita dall'Eurozona. La Commissione Ue però si mostra più ottimista e un portavoce dice: "Il nostro unico piano è che la Grecia resti nell'Eurozona". Meno incline a una soluzione è il tedesco Wolfgang Schaeuble, che frena gli entusiasmi di giornata sulla concessione di sei mesi di tempo ad Atene per disegnare un nuovo piano internazionale di supporto: "Non avremo un nuovo programma domani".
A livello globale, la tensione resta alta per la crisi tra Russia e Ucraina: senza un accordo gli Stati Uniti armeranno Kiev contro Mosca. E mentre il Cremlino minaccia di non accettare ultimatum, Berlino chiede di andare avanti con la diplomazione. In un contesto difficile si inserisce anche la frenata dell'economia cinese: a Pechino l'inflazione a gennaio ha subito un brusco rallentamento segnando un +0,8% annuo, il livello più basso in oltre cinque anni.
Nel frattempo, in Francia è rimbalzata la produzione industriale di dicembre con un +1,5% mensile; tuttavia nel quarto trimestre 2014, l'indice della produzione industriale ha comunque segnato una contrazione dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Bene anche l'Italia, dove vola la produzione di auto e dicembre conferma la ripresa di novembre.
I mercati si muovono in scia alle notizie sulla Grecia, che oscillano nel corso della giornata tra ottimismo e pessimismo. L'uscita di Schaeuble gela un po' il finale, ma Piazza Affari riesce a chiudere tenendo il buon rialzo dell'1,76%. Parigi sale dello 0,96% finale, Francoforte dello 0,75%, mentre Londra stecca con -0,12%. A Milano attenzione su Mediobanca che ha pubblicato i conti semestrali, come ha fatto Intesa Sanpaolo che ha alzato il dividendo. La Borsa di Atene chiude in rialzo del 7,98% mentre aumentano le speranze di un accordo fra il governo e la comunità internazionale. Wall Street procede chiude in rialzo sulla scia dell'ottimismo delle Borse europee in vista dell'Eurogruppo: il Dow Jones sale dello 0,79 per cento, a 17.868,76 punti, il Nasdaq dell'1,30 per cento, a 4.787,64 punti e lo S&P 500 sale dell'1,07 per cento, a 2.068,59 punti. Da segnalare, nella seduta odierna, il primato di Apple che ha battuto tutti i record: è la prima società nella storia americana a chiudere con una capitalizzazione di mercato superiore ai 700 miliardi di dollari.
L'euro chiude sopra 1,13 dollari, mentre il biglietto verde avanza al top da un mese sullo yen. La moneta europea passa di mano a 1,1315 dollari, dopo aver toccato un massimo di 1,1345 dolari, sulle scia di un possibile accordo mercoledì a Bruxelles tra Grecia ede Eurogruppo. Ritorna sopra i 130 punti base lo spread tra il Btp e il Bund, proprio dopo l'uscita del ministro delle Finanze tedesco: il differenziale di rendimento sale a 131 punti base, dopo essere sceso a 122 punti nel corso della seduta. Il tasso sul titolo a 10 anni è all'1,67%.
In mattinata la Borsa di Tokyo ha archiviato una seduta in leggero ribasso in scia alle preoccupazioni per la Grecia e a causa di un apprezzamento dello yen che penalizza i titoli legati all'export. L'indice Nikkei ha ceduto lo 0,33% e si è attestato a quota 17.652,68. In calo anche il Topix che ha perso lo 0,20% ed è arrivato a 1.427,72. Sul fronte delle materie prime, l'oro è in rialzo dello 0,6% a 1.245,98 dollari l'oncia. Il prezzo del petrolio, invece, torna in calo: pesano le previsioni dell'Aie, secondo la quale nei prossimi cinque anni le quotazioni si riprenderanno solo parzialmente. I future a marzo cedono l'1,27%, 67 centesimi, a 52,19 dollari al barile.
A livello globale, la tensione resta alta per la crisi tra Russia e Ucraina: senza un accordo gli Stati Uniti armeranno Kiev contro Mosca. E mentre il Cremlino minaccia di non accettare ultimatum, Berlino chiede di andare avanti con la diplomazione. In un contesto difficile si inserisce anche la frenata dell'economia cinese: a Pechino l'inflazione a gennaio ha subito un brusco rallentamento segnando un +0,8% annuo, il livello più basso in oltre cinque anni.
Nel frattempo, in Francia è rimbalzata la produzione industriale di dicembre con un +1,5% mensile; tuttavia nel quarto trimestre 2014, l'indice della produzione industriale ha comunque segnato una contrazione dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Bene anche l'Italia, dove vola la produzione di auto e dicembre conferma la ripresa di novembre.
I mercati si muovono in scia alle notizie sulla Grecia, che oscillano nel corso della giornata tra ottimismo e pessimismo. L'uscita di Schaeuble gela un po' il finale, ma Piazza Affari riesce a chiudere tenendo il buon rialzo dell'1,76%. Parigi sale dello 0,96% finale, Francoforte dello 0,75%, mentre Londra stecca con -0,12%. A Milano attenzione su Mediobanca che ha pubblicato i conti semestrali, come ha fatto Intesa Sanpaolo che ha alzato il dividendo. La Borsa di Atene chiude in rialzo del 7,98% mentre aumentano le speranze di un accordo fra il governo e la comunità internazionale. Wall Street procede chiude in rialzo sulla scia dell'ottimismo delle Borse europee in vista dell'Eurogruppo: il Dow Jones sale dello 0,79 per cento, a 17.868,76 punti, il Nasdaq dell'1,30 per cento, a 4.787,64 punti e lo S&P 500 sale dell'1,07 per cento, a 2.068,59 punti. Da segnalare, nella seduta odierna, il primato di Apple che ha battuto tutti i record: è la prima società nella storia americana a chiudere con una capitalizzazione di mercato superiore ai 700 miliardi di dollari.
L'euro chiude sopra 1,13 dollari, mentre il biglietto verde avanza al top da un mese sullo yen. La moneta europea passa di mano a 1,1315 dollari, dopo aver toccato un massimo di 1,1345 dolari, sulle scia di un possibile accordo mercoledì a Bruxelles tra Grecia ede Eurogruppo. Ritorna sopra i 130 punti base lo spread tra il Btp e il Bund, proprio dopo l'uscita del ministro delle Finanze tedesco: il differenziale di rendimento sale a 131 punti base, dopo essere sceso a 122 punti nel corso della seduta. Il tasso sul titolo a 10 anni è all'1,67%.
In mattinata la Borsa di Tokyo ha archiviato una seduta in leggero ribasso in scia alle preoccupazioni per la Grecia e a causa di un apprezzamento dello yen che penalizza i titoli legati all'export. L'indice Nikkei ha ceduto lo 0,33% e si è attestato a quota 17.652,68. In calo anche il Topix che ha perso lo 0,20% ed è arrivato a 1.427,72. Sul fronte delle materie prime, l'oro è in rialzo dello 0,6% a 1.245,98 dollari l'oncia. Il prezzo del petrolio, invece, torna in calo: pesano le previsioni dell'Aie, secondo la quale nei prossimi cinque anni le quotazioni si riprenderanno solo parzialmente. I future a marzo cedono l'1,27%, 67 centesimi, a 52,19 dollari al barile.