Economia

Le Borse scendono dai picchi, pesano i timori sulla riforma fiscale Usa

L'euro si stabilizza sopra 1,16 dollari. Cali in Asia nonostante l'apertura cinese agli investimenti esteri

2 minuti di lettura
MILANO - Le Borse europee terminano la seduta in negativo, proseguendo la debolezza dell'Asia e in accordo con l'incertezza di Wall Street. Dopo un rapido passaggio in positivo Milano scivola di nuovo e segna un ribasso dello 0,36% finale. Londra lima lo 0,68%, Francoforte cede lo 0,42% e Parigi lo 0,5%. Alla chiusura delle Piazze europee, il Dow Jones cede lo 0,2%, lo S&P500 lo 0,25% e il Nasdaq lo 0,1%. Ieri il Dow aveva chiuso in calo per la prima volta dopo sette giornate non appena erano emerse indiscrezioni, poi confermate, secondo cui i repubblicani al Senato propongono nella loro bozza di riforma fiscale di tagliare l'aliquota aziendale al 20% dal 35% a partire dal 2019; si tratta di un anno dopo quanto proposto dal Gop alla Camera e una prospettiva che non piace ai mercati. I listini asiatici hanno chiuso in ribasso dopo i rialzi della vigilia che li avevano portati ai massimi di sempre e quelli europei seguono deboli.

A Piazza Affari si segnala il tracollo di Leonardo (-21%), che ieri ha tagliato gli obiettivi sull'intero 2017. Da registrare poi i conti di Unipol, portati in rosso a 229 milioni dalle maxi-rettifiche sulla banca. UnipolSai resta stabile in profitto per 430 milioni nei nove mesi, a fronte di una raccolta in calo. Risultati anche per Ubi Banca, che segna un utile ricorrente di 167,3 milioni nei nove mesi. In linea con le attese la trimestrale di Tim.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile poco sopra i 140 punti base con il rendimento del decennale in crescita sopra l'1,8%. Intanto il Tesoro ha collocato tutti i 5,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi (prima tranche) offerti oggi in asta, con tassi in discesa al nuovo minimo storico Il rendimento medio é calato a -0,395% da -0,334% del collocamento di ottobre. Il precedente minimo risale a luglio scorso a -0,352%. La domanda ha superato 13,5 miliardi di euro. Intanto il Mef ha comunicato che il tasso minimo per il prossimo Btp Italia sarà allo 0,25%. L'euro si rafforza sopra quota 1,16 dollari e chiude la seduta in rialzo rispetto all'apertura a 1,1636 dollari. La moneta europea viene scambiata a 1,1667 sul biglietto verde, che arretra per le incertezze sulla riforma fiscale Usa. Euro/yen a 132,13. Dollaro/yen a 113,26.

Dal fronte macroeconomico, la produzione industriale italiana registra un contraccolpo a settembre. Superiore alle stime invece il +0,7% mostrato dalla Gran Bretagna, così come il +0,6% della Francia. Peggiora l'indice della fiducia dei consumatori Usa, che scende a novembre da livelli comunque molto solidi. Il dato, stilato dall'università del Michigan, è sceso a 97,8 punti dai 100,7 punti di ottobre. Il trend è stato peggiore delle stime degli analisti, che avevano previsto una flessione limitata a 100,7 punti.

Per la prima volta in settimana l'indice Msci Asia Pacific termina debole, mentre gli investitori si interrogano sulla svolta annunciata da Pechino che ha tolto i limiti alla quota di possesso da parte degli investitori esteri in attività domestiche (banche incluse). Sull'umore dei mercati, in particolare americani, pesa anche il fatto che i tagli alle aliquote fiscali del piano di Trump potrebbero essere rimandati al 2019, secondo quanto sta emergendo in Senato. Si sta facendo largo lo scetticismo sulla reale efficacia della riforma che potrà uscire dal Congresso, così nelle sale operative cresce la volatilità e il dollaro si mantiene debole: per il biglietto verde si prospetta la prima settimana negativa su quattro. In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso per la terza sessione consecutiva: Toshiba ha perso il 5,11%, dopo le voci che si appresta a chiedere altri solidi al mercato. L'indice Nikkei ha ceduto lo 0,82% a 22.681 punti.

Piatto il petrolio quando terminano gli scambi europei: il Wti staziona poco sopra 57 dollari al barile e il Brent in area 64 dollari. L'oro lima lo 0,7% a 1.275 dollari l'oncia.