Economia

Borse deboli nel giorno dell'Eurogruppo, tassi Bot ai minimi

Atene chiede sei mesi di tempo per arrivare alla definizione di un nuovo programma di aiuti e riforme con la mediazione dell'Ocse. Ma accetta il 70% di quanto previsto oggi dalla Troika e fa ripartire la privatizzazione del Pireo. Resta il muro di Berlino. Milano chiude a -0,8%, euro sotto 1,13 dollari. Il Tesoro piazza titoli annuali allo 0,209%. Il petrolio torna a scendere con le scorte Usa record

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MILANO - Il tempo delle dichiarazioni a distanza è terminato: oggi tutti i responsabili delle Finanze d'Europa si guardano negli occhi, a Bruxelles, per affrontare la questione della Grecia. Il Paese guidato dalla sinistra radicale di Alexis Tsipras chiede sei mesi di 'respiro' finanziario, il tempo necessario di stilare un nuovo programma di aiuto e riforma che sostituisca l'attuale impegno preso con la Troika. Questo dovrebbe sopravvivere per il 70% delle proposte, ma andrebbe poi ammorbidito con nuove proposte da stilare insieme all'Ocse. Ieri i mercati hanno creduto in un compromesso, che pure resta osteggiato dal falco tedesco Wolfgang Schaeuble: "Dare sei mesi in più alla Grecia è un errore", la sua posizione. Scettico anche sul fatto che già oggi si arrivi a un punto fermo, come d'altra parte prevede il presidente Jeroen Dijsselbloem: "Oggi ascolteremo, un'altra riunione è già convocata".

L'agenda europea si concentra tutta sull'Eurogruppo, ma sul mercato obbligazionario la tensione viene parata alla grande dall'annunciato Quantitative easing della Bce. La prospettiva che la Banca centrale europea acquisti titoli di Stato sul mercato secondario porta al nuovo minimo storico i rendimenti del Bot annuale collocato oggi in asta dal Tesoro. I titoli sono stati ceduti a tassi dello 0,209% contro lo 0,243% della precedente operazione di gennaio. Il rapporto copertura per i 7 miliardi di emissione è stato pari a 1,84. Diversa la situazione della Grecia, che ha collocato oggi titoli di Stato a tre mesi per un ammontare pari a 1,1375 miliardi di euro, con rendimenti in salita e domanda in discesa. Il tasso di interesse, infatti, è stato fissato al 2,5% contro il 2,15% della precedente emissione, mentre il rapporto domanda/offerta è passato a 1,3 dall'1,78 di gennaio. Negli Usa, le richieste di mutui sono calate del 9% nel corso dell'ultima settimana a quota 501,8 punti.

In attesa di novità da Bruxlles, le Borse scelgono la via del ribasso: Milano peggiora nel pomeriggio dopo la tenuta del mattino (-0,8%). Deboli anche le altre Ue in chiusura: Londra cede lo 0,16%, Parigi lo 0,35% e Francoforte riesce a tenere la pari (-0,02%). Atene, ieri in rialzo dell'8%, oggi chiude timorosa in calo del 4,02%. Andamento incerto per Wall Street: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones cede lo 0,2%, lo S&p500 è piatto e il Nasdaq riesce a rafforzarsi a +0,4%. Ieri tra i tecnologici si è distinta Apple, che grazie al +1,9% di ieri ha chiuso per la prima volta con una capitalizzazione sopra i 700 miliardi di dollari (per la precisione a 710,7 miliardi). Nessuna società Usa si è mai spinta così in alto.

A Piazza Affari si continua a guardare alla stagione di conti: oggi si segnalano, nel settore finanziario ricco di appuntamenti, gli utili del gruppo Unipol in netta crescita, ma delude il dividendo, e l'esercizio 2014 di Unicredit. Da riportare il taglio del giudizio su Bpm - che ieri ha annunciato il ritorno al dividendo - da parte di SocGen: passa da hold a neutral. L'euro chiude a un minimo di seduta di 1,1286 dollari e tocca un minimo da sette anni sulla sterlina a 73,85 pence a causa delle incertezze sulla trattativa sul debito greco e nel giorno del vertice di Minsk sull'Ucraina. Resta alta la volatilità sul mercato dei cambi: l'indice JPMorgan che misura le oscillazioni del forex, riporta Bloomberg, è ai massimi da un mese. Il premio per proteggersi da una caduta dell'euro contro il dollaro - sostenuto dalla prospettiva di un rialzo dei tassi Fed a metà anno - è al costo più alto dal 23 gennaio. Sale leggermente lo spread tra Btp e Bund tedeschi: staziona poco sopra 130 punti base, con il rendimento dei decennali italiani all'1,68%. Il rendimento dei decennali greci è vicino all'11%.

Sul fronte delle materie prime, infine, le tensioni sul debito della Grecia spingono le quotazioni dell'oro, tradizionale bene rifugio degli investitori. Il metallo con consegna immediata sale dello 0,4% a 1238 dollari l'oncia. Le scorte settimanali americane di petrolio hanno registrato un nuovo balzo a un soffio da 418 milioni e il petrolio amplia le perdite: le quotazioni del Wti subiscono un calo di quasi il 3% a 48,3 dollari al barile dopo aver visto, nei giorni scorsi, l'area dei 54 dollari. Arretrano anche i prezzi del barile di Brent, -4% circa a 54,27 dollari al barile.