La Borsa di Atene vola con il via libera Ue: crollano spread e Btp
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERIL'Eurogruppo ha dato il via libera all'estensione di quattro mesi del piano d'aiuti, rialzi sulla Borsa greca. L'Italia festeggia: i titoli di Stato a 10 anni scendono al nuovo minimo storico dell'1,45%, scende il tasso dei Ctz in asta. Stabile l'euro. Tokyo vola ai massimi da 15 anni
MILANO - La lista con le riforme chieste dall'Eurogruppo alla Grecia è arrivata all'Eurogruppo, che l'ha approvata. Lo ha confermato un portavoce della Commissione europea che dice: "E' un buon punto di partenza". Lo è anche per le Borse che confidano in una rapida ratifica dell'intesa raggiunta già venerdì scorso sull'estensione di altri quattro mesi degli aiuti finanziari ad Atene: il piano originario scade il 28 febbraio, in cassa il governo ha risorse solo fino alle fine di marzo.
Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,84%, dopo una mattinata in ribasso ha recuperato quota 22mila punti che non vedeva dal giugno dello scorso anno. Londra guadagna lo 0,54% ai massimi di sempre, Parigi lo 0,5% e Francoforte lo 0,67%. Vola Atene che archivia la seduta in rialzo del 9,8%. In rialzo anche Wall Street: mentre chiudono le Borse del Vecchio continente il Dow Jones sale dello 0,5%, l'S&P 500 dello 0,3%. Per entrambi i listini si aggiornano cos&ig…
Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,84%, dopo una mattinata in ribasso ha recuperato quota 22mila punti che non vedeva dal giugno dello scorso anno. Londra guadagna lo 0,54% ai massimi di sempre, Parigi lo 0,5% e Francoforte lo 0,67%. Vola Atene che archivia la seduta in rialzo del 9,8%. In rialzo anche Wall Street: mentre chiudono le Borse del Vecchio continente il Dow Jones sale dello 0,5%, l'S&P 500 dello 0,3%. Per entrambi i listini si aggiornano cos&ig…
MILANO - La lista con le riforme chieste dall'Eurogruppo alla Grecia è arrivata all'Eurogruppo, che l'ha approvata. Lo ha confermato un portavoce della Commissione europea che dice: "E' un buon punto di partenza". Lo è anche per le Borse che confidano in una rapida ratifica dell'intesa raggiunta già venerdì scorso sull'estensione di altri quattro mesi degli aiuti finanziari ad Atene: il piano originario scade il 28 febbraio, in cassa il governo ha risorse solo fino alle fine di marzo.
Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,84%, dopo una mattinata in ribasso ha recuperato quota 22mila punti che non vedeva dal giugno dello scorso anno. Londra guadagna lo 0,54% ai massimi di sempre, Parigi lo 0,5% e Francoforte lo 0,67%. Vola Atene che archivia la seduta in rialzo del 9,8%. In rialzo anche Wall Street: mentre chiudono le Borse del Vecchio continente il Dow Jones sale dello 0,5%, l'S&P 500 dello 0,3%. Per entrambi i listini si aggiornano così i picchi toccati durante le giorante di contrattazioni, mentre il Nasdaq sale dello 0,1%. Sul Vecchio continente sembra quindi tornare il sereno a beneficio, soprattutto, dell'Italia: lo spread è calato a 107 punti base e torna a vedere quota 100 punti che manca dal 30 aprile 2010. L'euro chiude a 1,134 dollari.
Ancora più significativa, però, è la discesa del tasso dei Btp, sul mercato secondario, al nuovo minimo storico dell'1,45%. Si prospettano così risparmi per i conti pubblici, certificati anche dal fatto che il Tesoro ha collocato Ctz biennali per tre miliardi di euro a un rendimento dello 0,219%, minimo storico e in calo rispetto allo 0,281% dell'asta precedente. La domanda è risultata pari a 1,5 volte l'offerta. Ancora più sensibile l'andamento nell'asta da un miliardo di Btp a 15 anni, indicizzati all'inflazione europea: il tasso lordo dello 0,62% segna un calo di 106 punti base rispetto all'asta precedente. A gennaio il buon trend dei tassi d'interesse si è tradotto per le casse dello Stato in un avanzo del settore statale pari a circa 3.400 milioni (gennaio 2014 si era chiuso per il Mef con un deficit di 566 milioni).
Un aspetto sottolineato anche dalla Corte dei Conti secondo cui lo scenario internazionale è favorevole all'Italia e dal minor costo degli interessi dovrebbero arrivare risorse per il taglio del debito pubblico: "Le risorse liberate dalla riduzione della spesa per interessi dopo le mosse della Bce appaiono almeno nel breve termine consistenti, ma non devono spingere a rallentare il necessario processo di revisione della spesa".
A livello macroeconomico, si registra il dato sull'inflazione dell'Eurozona, ai minimi dal luglio del 2009, si registra nel quarto trimestre la crescita del Pil tedesco dell'1,4% annuo su base destagionalizzata e dello 0,7% su base congiunturale: i dati confermano le precedenti stime. Nel pomeriggio, poi, il presidente della Bce, Mario Draghi ha presentato la nova banconota da 20 euro, mentre gli Usa è intervenuto il governatore della Fed, Janet Yellen, davanti alla Commissione finanze del Congresso (l'agenda).
Janet Yellen ha benedetto la politica accomodante della Bce visto che la "ripresa dell'Eurozona è ancora lenta" e dall'estero ci sono "possibili rischi" per le prospettive dell'economia americana, ma "il calo del petrolio ha un effetto positivo". Anche a seguito di queste debolezze, si conferma la "pazienza" fino a giugno sul rialzo dei tassi d'interesse, nonostante la crescita Usa sia vigorosa. Dal fronte macro, delusione con l'indice della Fed di Richemond: l'attività manifatturiera è scesa a 0 punti a febbraio, da quota 6 di gennaio. I prezzi delle case tracciati dall'indice Case-Shiller sono saliti più delle aspettative: +4,5% a dicembre.
Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo la quinta seduta consecutiva: l'indice Nikkei dei titoli guida ha terminato la seduta guadagnando lo 0,74% (+136,56 punti) a 18.603,48 punti, dopo un avvio modesto e toccando un nuovo massimo in 15 anni, ossia da aprile 2000. Il più ampio indice topix ha chiuso in rialzo dello 0,36% (+5,45 punti) a 1.508,28 punti, dopo in avvio in ribasso.
Sul fronte delle materie prime, alla chiusura dei mercati europei il petrolio recupera dopo i cali della mattinata con il Wti in rialzo in area 50 dollari al barile. Segno meno per l'oro, che staziona poco sotto la soglia di 1.200 dollari l'oncia, dopo aver segnato ieri i minimi da gennaio.
Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,84%, dopo una mattinata in ribasso ha recuperato quota 22mila punti che non vedeva dal giugno dello scorso anno. Londra guadagna lo 0,54% ai massimi di sempre, Parigi lo 0,5% e Francoforte lo 0,67%. Vola Atene che archivia la seduta in rialzo del 9,8%. In rialzo anche Wall Street: mentre chiudono le Borse del Vecchio continente il Dow Jones sale dello 0,5%, l'S&P 500 dello 0,3%. Per entrambi i listini si aggiornano così i picchi toccati durante le giorante di contrattazioni, mentre il Nasdaq sale dello 0,1%. Sul Vecchio continente sembra quindi tornare il sereno a beneficio, soprattutto, dell'Italia: lo spread è calato a 107 punti base e torna a vedere quota 100 punti che manca dal 30 aprile 2010. L'euro chiude a 1,134 dollari.
Ancora più significativa, però, è la discesa del tasso dei Btp, sul mercato secondario, al nuovo minimo storico dell'1,45%. Si prospettano così risparmi per i conti pubblici, certificati anche dal fatto che il Tesoro ha collocato Ctz biennali per tre miliardi di euro a un rendimento dello 0,219%, minimo storico e in calo rispetto allo 0,281% dell'asta precedente. La domanda è risultata pari a 1,5 volte l'offerta. Ancora più sensibile l'andamento nell'asta da un miliardo di Btp a 15 anni, indicizzati all'inflazione europea: il tasso lordo dello 0,62% segna un calo di 106 punti base rispetto all'asta precedente. A gennaio il buon trend dei tassi d'interesse si è tradotto per le casse dello Stato in un avanzo del settore statale pari a circa 3.400 milioni (gennaio 2014 si era chiuso per il Mef con un deficit di 566 milioni).
Un aspetto sottolineato anche dalla Corte dei Conti secondo cui lo scenario internazionale è favorevole all'Italia e dal minor costo degli interessi dovrebbero arrivare risorse per il taglio del debito pubblico: "Le risorse liberate dalla riduzione della spesa per interessi dopo le mosse della Bce appaiono almeno nel breve termine consistenti, ma non devono spingere a rallentare il necessario processo di revisione della spesa".
A livello macroeconomico, si registra il dato sull'inflazione dell'Eurozona, ai minimi dal luglio del 2009, si registra nel quarto trimestre la crescita del Pil tedesco dell'1,4% annuo su base destagionalizzata e dello 0,7% su base congiunturale: i dati confermano le precedenti stime. Nel pomeriggio, poi, il presidente della Bce, Mario Draghi ha presentato la nova banconota da 20 euro, mentre gli Usa è intervenuto il governatore della Fed, Janet Yellen, davanti alla Commissione finanze del Congresso (l'agenda).
Janet Yellen ha benedetto la politica accomodante della Bce visto che la "ripresa dell'Eurozona è ancora lenta" e dall'estero ci sono "possibili rischi" per le prospettive dell'economia americana, ma "il calo del petrolio ha un effetto positivo". Anche a seguito di queste debolezze, si conferma la "pazienza" fino a giugno sul rialzo dei tassi d'interesse, nonostante la crescita Usa sia vigorosa. Dal fronte macro, delusione con l'indice della Fed di Richemond: l'attività manifatturiera è scesa a 0 punti a febbraio, da quota 6 di gennaio. I prezzi delle case tracciati dall'indice Case-Shiller sono saliti più delle aspettative: +4,5% a dicembre.
Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo la quinta seduta consecutiva: l'indice Nikkei dei titoli guida ha terminato la seduta guadagnando lo 0,74% (+136,56 punti) a 18.603,48 punti, dopo un avvio modesto e toccando un nuovo massimo in 15 anni, ossia da aprile 2000. Il più ampio indice topix ha chiuso in rialzo dello 0,36% (+5,45 punti) a 1.508,28 punti, dopo in avvio in ribasso.
Sul fronte delle materie prime, alla chiusura dei mercati europei il petrolio recupera dopo i cali della mattinata con il Wti in rialzo in area 50 dollari al barile. Segno meno per l'oro, che staziona poco sotto la soglia di 1.200 dollari l'oncia, dopo aver segnato ieri i minimi da gennaio.