Economia

Borse Ue ai massimi nel segno delle mosse della Bce

Mario Draghi, presidente della Bce (ansa)
Lo spread si è stabilizzato in area 90 punti: attesa per l'esito dell'aste Bot e Btp di mercoledì e giovedì. Prosegue l'indebolimento dell'euro nei confronti del dollaro: dal calo della valuta una spinta all'export e all'aumento della produzione industriale
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MILANO - Attenzione alla Bce. I mercati del Vecchio continente ripartono dai massimi degli ultimi anni, nel giorno del via ufficiale al Quantitative easing con il quale la Bce cercherà di rafforzare la timida ripresa europea attraverso l'acquisto di titoli, prevalentemente bond sovrani, al ritmo di 60 miliardi di euro al mese. L'obiettivo dichiarato del piano è contrastare il calo dei prezzi che, complice il crollo delle quotazioni del petrolio, ha agitato sull'Eurozona lo spettro della deflazione. Un calo generalizzato dei prezzi al consumo, può avere effetti negativi sull'economia se innesca le aspettative di un'ulteriore flessione, che porta le famiglie a rimandare gli acquisti e gli investitori a rimandare gli investimenti, innescando una spirale recessiva. La deflazione influisce inoltre sul costo di finanziamento degli Stati, aumentando il valore del debito in termini reali. Il 'quantitative easing' dovrebbe invece abbassare ulteriormente gli spread e i rendimenti dei titoli di Stato, con effetti benefici sulle finanze pubbliche.

L'infografica. Come funziona il bazooka di Draghi.

Certo in quelche modo i listini europei hanno già scontato il via all'operazione, d'altra parta l'Eurostoxx 50 è ai massimi da 2008, Londra è vicina al suo record toccato nel 1999 e Francoforte non è mai stato così in alto. Appena più indietro Piazza Affari, tornata sui livelli del 2011: per l'Italia, però, il paramento più interessante è proprio quello del spread e dei rendimenti dei titoli di Stato. La differenza tra Btp e Bund è a quota 90 punti base, ai minimi dalla primavera 2010, mentre i decennali rendono l'1,31% dopo aver fissato un nuovo minimo storico all'1,27%: se questi livelli venissero confermati per tutto l'anno il risparmio per le casse dello Stato potrebbe arrivare a 6/7 miliardi di euro l'anno. Anche per questo sarà importate vedere l'esito dell'asta Bot di mercoledì 11 marzo ( il Tesoro offrirà fino a 6,5 miliardi di euro in a titoli a un anno) di quello del giorno dopo sui titoli a medio lungo termine (l'importo sarà comunicato dal Tesoro lunedì).

In una settimana scarica di appuntamenti macroeconomici di rilievo, gli addetti ai lavori si concentreranno soprattutto sui dati relativi alla produzione industriale anche perché un altro effetto positivo del Quantitative easing è atteso dalla svalutazione dell'euro che favorisce le imprese esportatrici: la moneta unica viene scambiata a 1,08 contro il dollaro, ai minimi dal 2003, ma potrebbe scendere ancora se la Fed Usa decidesse di accelerare sul rialzo dei tassi. Più esportazioni si tradurrebbero in maggior produzione industriale, più occupazione e a cascate in maggiori consumi. Inoltre, le aspettative di un incremento dell'inflazione, dovrebbero portare infatti i consumatori ad aumentare la spesa, anche alla luce di tassi di interesse bassissimi che scoraggiano il risparmio e stimolano, invece, le richieste di mutui e finanziamenti.

Ecco gli appuntamenti macroeconomici più rilevanti della settimana


Lunedì
Giappone: pil, quarto trimestre

Martedì
Cina: inflazione, febbraio
Francia: produzione industriale, gennaio
Italia: l'istat rende noti i dati della produzione industriale relativi a gennaio

Mercoledì
Giappone: ordinativi di macchinari, gennaio
Cina: vendite al dettaglio, febbraio; produzione industriale, febbraio
Francia: occupati non agricoli, quarto trimestre
Gran Bretagna: produzione manifatturiera, gennaio

Giovedì
Giappone: indice del settore terziario, gennaio
Germania: inflazione, febbraio
Francia: inflazione, febbraio
Spagna: ipca, febbraio
Gran Bretagna: bilancia commerciale, gennaio
Eurozona: produzione industriale, gennaio
Stati Uniti: prezzi all'import, febbraio; richieste di sussidio settimanali; vendite al dettaglio, febbraio; scorte delle imprese, gennaio

Venerdì
Giappone: produzione industriale, gennaio.
Italia: l'Istat rende noti i dati dei prezzi al consumo relativi a febbraio
Stati Uniti: prezzi alla produzione, febbraio; fiducia famiglie, marzo