Economia

Il caso greco torna all'Eurogruppo. Dijsselbloem: "Basta perdere tempo"

Il piano di riforme di Atene al tavolo dei ministri finanziari dell'Eurozona. Già anticipata la contrarietà: "E' troppo vago". Intanto la Borsa ellenica soffre, mentre le casse greche si svuotano

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MILANO - Trattative a oltranza tra la Grecia e l'Eurogruppo con la possibilità che  Atene debba tornare sotto la supervisione della Troika (Ue, Bce e Fmi). Stavolta, però, la triade vigilerà da Bruxelles senza scendere direttamente nella penisola ellenica. Mercoledì è attesa la ripresa dei negoziati. Dal governo di Tsipras filtra invece la disponibilità a rivedere le riforme: dopo la presentazione del piano in sette punti, giudicato troppo vago, la Grecia dovrà specificare meglio le sue intenzioni. Sull'attuazione del programma di sostegno finanziario alla Grecia "siamo sulla strada giusta, ma bisogna iniziare a correre perché il tempo è poco", ha detto il ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan, al termine della riunione dell'Eurogruppo.

L'ennesima giornata di fuoco per la Grecia e i suoi partner europei ha reso nervosi i listini del Vecchio continente, con la Borsa ellenica a farne le spese maggiori. I ministri delle Finanze dell'Eurozona si sono riuniti per ascoltare i dettagli del piano di riforme in sette punti inviato dal ministro greco, Yanis Varoufakis, ma non daranno il via libera ad alcuna tranche di liquidità di salvataggio per Atene. "La nostra politica è che la Grecia resti nell'Eurozona. Per molti anni abbiamo lavorato per questo ma naturalmente ci sono due facce della stessa medaglia: una è la solidarietà e l'altra è la determinazione a spingere sulle riforme; se la via è questa c'è ancora molta strada da fare", ha fatto sapere il cancelliere tedesco Angela Merkel, intervenendo da Tokyo durante la conferenza stampa congiunta con il collega nipponico Shinzo Abe.

E il sottosegretario alle Finanze tedesco Steffen Kampeter non si aspetta alcuna decisione all'Eurogruppo di oggi: "Non è ancora chiara l'intenzione sulle riforme" ha detto alla Deutschlandfunk. Il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha ribadito l'intenzione di sostenere "la Grecia se prosegue sul cammino delle riforme, ma il confronto sulle riforme deve ripartire al più presto possibile, stiamo perdendo troppo tempo, l'estensione degli aiuti è solo per 4 mesi e abbiamo già perso due settimane".

Proprio Dijsselbloem aveva prima accolto "positivamente" le misure per accelerare la riscossione fiscale, poi in un'intervista rilasciata ieri al quotidiano olandese De Volkskrant ha sottolineato che "la Grecia ha urgente bisogno di soldi perché le casse del Paese sono quasi vuote, ma c'è ancora bisogno di qualche passo ulteriore prima che i soldi possano essere versati. Abbiamo chiesto venti riforme, ne sono arrivate solo sei". Dijsselbloem ha escluso che gli aiuti dai partner europei possano essere pagati "questo mese", perché "i greci devono dimostrare di aver compiuto questi passi". E anche dagli Usa arriva la richiesta, alla Grecia, di nuove riforme. "L'Eurogruppo ha concordato che mercoledì inizieranno i colloqui con la Grecia", ha detto Dijsselbloem, il quale ha precisato che i negoziati "si terranno ad Atene parallelamente a Bruxelles". "L'impegno della Grecia a non tornare indietro sulle riforme va sempre rispettato".

Dal canto suo, Atene sarebbe pronta a rendere più stringenti le misure per tagliare l'evasione: fonti ufficiali dell'esecutivo parlano dell'introduzione di scontrini-lotterie, sul modello del Portogallo, per favorire la richiesta della ricevuta fiscale da parte dei consumatori. Si infittisce intanto l'agenda del premier greco, Alexis Tsipras, che venerdì prossimo incontrerà il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker: il giorno prima sarà all'Ocse.

Una tabella di marcia forzata per arrivare a incassare almeno una parte della tranche da oltre 7 miliardi di finanziamenti che si aspetta dai partner internazionali. Anche perché la Grecia deve rimborsare al Fondo monetario internazionale circa 1,5 miliardi entro marzo. Sul punto, le fonti governative precisano che ci sono le risorse per rimborsare entro il 13 marzo la seconda tranche di prestiti al Fmi. Venerdì scorso il governo di Atene ha pagato 310 milioni di dollari della prima trance del prestito e il 13 marzo scade la seconda trance da 350 milioni di dollari. Seguiranno una terza tranche da 580 milioni che scade il 16 marzo e una quarta trance da 350 milioni che scale il 20 marzo. "La Grecia - rivelano le fonti ha i soldi per rimborsare la seconda trance". Intanto, però, emerge che negli stessi palazzi governativi nel recente passato ci si è fidati poco della Grecia: Guikas Hardouvelis, predecessore di Varoufakis nel governo Samaras, ha ammesso di aver portato i suoi risparmi all'estero nel 2012: circa 500mila euro in conti esteri.