Economia

Obbligo Pos, architetti contro gli incentivi e le sanzioni

L'ordine nazionale prende posizione contro il disegno di Legge che prevede la detrazione dei costi per chi si mette in regola, ma anche multe per chi non rispetta la legge: "Norma ingiusta, anacronistica e inutile". Favorevoli, invece, i medici

1 minuti di lettura
MILANO - Levata di scudi degli architetti contro l'obbligo di dotarsi di Pos per i pagamenti elettronici. La norma che impone a professionisti di accettare pagamenti con carte e bancomat per gli importi superiori ai 30 euro è entrata in vigore lo scorso 30 giugno, ma non prevede alcuna sanzione per chi disattende la legge. Adesso, però, in Parlamento è arrivata una proposta firmata dal senatore Pino Aiello (Ncd) che prevede incentivi per chi si mette in regola (con la detrazioni delle spese per l'installazione e l'utilizzo dei Pos), ma anche pesanti sanzioni per chi continua a violare la legge (le multe possono arrivare a 1.500 con la sospensione della licenza per i recidivi). 

Il disegno di Legge che pure è stato costruito su un sistema premiante, ha incassato le immediate proteste degli architetti. Secondo il consiglio nazionale dell'ordine l'ipotesi di una sanzione è "ingiusta, anacronistica, punitiva e inutile. Ingiusta perché si basa sul presupposto e sul pregiudizio che tutti i liberi professionisti siano evasori fiscali; anacronistica perché impone un'attrezzatura informatica già superata dalla fatturazione elettronica e dai pagamenti effettuabili via smartphone", si legge in una nota, e "punitiva perché, per quanto riguarda gli architetti, costi e sanzioni, andranno a colpire giovani che, come dimostra la ricerca del Cresme sullo stato della professione, hanno redditi mensili che oscillano tra 500 e 1.000 euro, frutto della emissione, nella migliore delle ipotesi, di non più di 10 fatture annue". E, ancora, puntualizza l'Ordine, "inutile", visto che "non costituisce in alcun modo un deterrente nei confronti dei pagamenti in nero e dell'evasione fiscale".

Di tutt'altro avviso Consulcesi che rappresenta 60mila medici in Italia: "Il Ddl presentato in Senato  -  dice il presidente del Gruppo Massimo Tortorella  - ci sembra contenere quei requisiti fondamentali per garantire il perfetto equilibrio di diritti e doveri tra professionisti e consumatori. Ora puntiamo sulle nuove tecnologie".

Viceversa, proseguono chiariscono gli architetti, "l'imposizione del Pos - dicono gli architetti - sembra avere tutte le caratteristiche di un favore ai suoi produttori e gestori, a scapito di milioni di professionisti. Sembra evidente che per il senatore Aiello, che ha presentato il Ddl, i liberi professionisti non facciano parte della categoria dei consumatori e, in fase elettorale, le campagne del suo partito per affermare il ruolo dei professionisti nell'economia e nel lavoro siano state solo parole al vento".

D'altra parte, già lo scorso anno gli architetti cercarono di impedire l'entrata in vigore della norma con un ricorso d'urgenza al Tar. Il tribunale amministrativo del Lazio respinse la richiesta osservando che "il costo sostenuto (per l'uso del Pos, ndr.) non è irreparabile".