MILANO - Le Borse europee si prendono una pausa di riflessione nel mezzo di una fase positiva dei mercati che è dilagata in tutto il globo, con l'Asia a fare la sua parte. Ancora una volta, però, gli acquisti sono spinti più dalle rassicurazioni di Banche centrali e politica di voler sostenere i mercati, che non dal reale prezzamento da parte degli investitori di fondamentali economici positivi. Le azioni cinesi toccano i massimi dal 2008 e il Nikkei di Tokyo si rafforza al picco da 15 anni, ma gli analisti legano questi movimenti al fatto che il leader cinese Li abbia espresso l'intenzione di Pechino di sostenere la crescita, se si discosterà dall'obiettivo del +7%, al mantenimento delle politiche espansive della BoJ e al fatto che la Fed potrebbe ritardare l'innalzamento dei tassi, visto che le ultime indicazioni macro degli Usa hanno deluso le attese.
Insomma, come in Europa la Bce sta riuscendo a comprimere i rendimenti dei titoli di Stato e a spostare gli investitori sugli strumenti più rischiosi, come le obbligazioni aziendali e le azioni (nella prima settimana di Qe ha acquistato oltre 9 miliardi di debito pubblico), anche altrove a determinare l'umore dei listini sono sempre le Banche centrali. Proprio la Fed avvia oggi la due giorni di incontri che porteranno alla decisione sui tassi d'interesse. Non verranno toccati, ma c'è curiosità per sapere se Janet Yellen toglierà dal comunicato finale il riferimento alla "pazienza" nel normalizzare la politica monetaria. Secondo Lucy O'Carroll, Chief Economist Aberdeen, se il termine sparirà dal testo "senza l'aggiunta di altri caveat sarà molto probabile un innalzamento dei tassi a giugno o settembre. Ma c'è molto più di una parola" da monitorare, a cominiciare dai dati sulla ripresa economica e occupazionale e dalla loro interpretazione presso la Fed. Nei mesi a venire, è il monito di Christine Lagarde del Fmi oltre che di tutti gli operatori, a farla da padrona "sarà la volatilità".
In attesa dell'esito previsto per domani sera, la giornata ruota intorno alle rilevazioni europee: l'inflazione a febbraio è confermata in calo dello 0,3% in rialzo dello 0,1% in Italia. Delusione dalla fiducia delle imprese tedesche misurate attraverso l'indice Zew, che sale a 54,8 punti a marzo ma meno delle aspettative. Buone nuove arrivano invece dal mercato dell'auto, con il +7% nella Ue di febbraio. In Italia, iniziano a circolare possibili stime migliorative sul Pil 2015: secondo Reuters nel Documento economico-finanziario di aprile il Tesoro dovrebbe alzare l'asticella della crescita per il 2015 allo 0,7-0,8% dal precedente 0,6%. Negli Usa pesante -17% dei nuovi cantieri a febbraio, ma i dati sono falsati dalle nevicate.
L'euro chiude stabile a 1,0608 dollari e 128,66 yen. Gli investitori attendono la conclusione del direttivo di politica monetaria della Federal Reserve. Il biglietto verde passa dui mano aquota 121,28 sullo yen. Si allarga il differenziale di rendimento tra i titoli di stato decennali italiani e quelli tedeschi: lo spread Btp-Bund si attesta a 98 punti, per un rendimento del decennale tricolore in rialzo all'1,26%. Il Tesoro ha intanto collocato il nuovo Btp a 15 anni emettendo 8 miliardi di euro a un rendimento lordo annuo dell'1,691%.
A Milano, Piazza Affari chiude in ribasso dello 0,91% dopo la buona performance di ieri. Chiusure deboli anche per le altre Borse Ue, dove prevalgono le prese di beneficio e si ragiona sul dato deludente dello Zew: Francoforte -1,54% dopo i massimi storici, Parigi -0,64% mentre Londra resta in rialzo dello 0,49%. Da seguire Fca, che è reduce da un periodo positivo ma esaurisce la spinta dei dati di vendita superiori al mercato. Bene la Lazio che vede la qualificazione alla Champions League. Chiusura contrastata per le Borse Usa: l'indice Dow Jones cede lo 0,72%, il Nasdaq sale dello 0,16%. Wall Street era reduce da un rimbalzo.
Il petrolio è ancora in calo a New York, dove le quotazioni si attestano in area 43,5 dollari al barile. Oro in lieve calo sui mercati. Il metallo con consegna immediata cede sotto quota 1.150 dollari l'oncia.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi in rialzo dello 0,99% e aggiornato i massimi degli ultimi 15 anni in scia ai solidi guadagni registrati dai listini europei e Usa. L'indice Nikkei, con lo yen debole soprattutto contro il dollaro, è saltio di 190,94 punti: la Bank of Japan ha tenuto ferme le linee di politica ultraespansiva al termine della riunione del board monetario di due giorni, rinnovando il suo giudizio sull'economia nipponica che si sta "riprendendo moderatamente". Bene anche le Piazze cinesi, con Shanghai a +1,55% e Shenzhen a ruota a +1,26%.
Insomma, come in Europa la Bce sta riuscendo a comprimere i rendimenti dei titoli di Stato e a spostare gli investitori sugli strumenti più rischiosi, come le obbligazioni aziendali e le azioni (nella prima settimana di Qe ha acquistato oltre 9 miliardi di debito pubblico), anche altrove a determinare l'umore dei listini sono sempre le Banche centrali. Proprio la Fed avvia oggi la due giorni di incontri che porteranno alla decisione sui tassi d'interesse. Non verranno toccati, ma c'è curiosità per sapere se Janet Yellen toglierà dal comunicato finale il riferimento alla "pazienza" nel normalizzare la politica monetaria. Secondo Lucy O'Carroll, Chief Economist Aberdeen, se il termine sparirà dal testo "senza l'aggiunta di altri caveat sarà molto probabile un innalzamento dei tassi a giugno o settembre. Ma c'è molto più di una parola" da monitorare, a cominiciare dai dati sulla ripresa economica e occupazionale e dalla loro interpretazione presso la Fed. Nei mesi a venire, è il monito di Christine Lagarde del Fmi oltre che di tutti gli operatori, a farla da padrona "sarà la volatilità".
In attesa dell'esito previsto per domani sera, la giornata ruota intorno alle rilevazioni europee: l'inflazione a febbraio è confermata in calo dello 0,3% in rialzo dello 0,1% in Italia. Delusione dalla fiducia delle imprese tedesche misurate attraverso l'indice Zew, che sale a 54,8 punti a marzo ma meno delle aspettative. Buone nuove arrivano invece dal mercato dell'auto, con il +7% nella Ue di febbraio. In Italia, iniziano a circolare possibili stime migliorative sul Pil 2015: secondo Reuters nel Documento economico-finanziario di aprile il Tesoro dovrebbe alzare l'asticella della crescita per il 2015 allo 0,7-0,8% dal precedente 0,6%. Negli Usa pesante -17% dei nuovi cantieri a febbraio, ma i dati sono falsati dalle nevicate.
L'euro chiude stabile a 1,0608 dollari e 128,66 yen. Gli investitori attendono la conclusione del direttivo di politica monetaria della Federal Reserve. Il biglietto verde passa dui mano aquota 121,28 sullo yen. Si allarga il differenziale di rendimento tra i titoli di stato decennali italiani e quelli tedeschi: lo spread Btp-Bund si attesta a 98 punti, per un rendimento del decennale tricolore in rialzo all'1,26%. Il Tesoro ha intanto collocato il nuovo Btp a 15 anni emettendo 8 miliardi di euro a un rendimento lordo annuo dell'1,691%.
A Milano, Piazza Affari chiude in ribasso dello 0,91% dopo la buona performance di ieri. Chiusure deboli anche per le altre Borse Ue, dove prevalgono le prese di beneficio e si ragiona sul dato deludente dello Zew: Francoforte -1,54% dopo i massimi storici, Parigi -0,64% mentre Londra resta in rialzo dello 0,49%. Da seguire Fca, che è reduce da un periodo positivo ma esaurisce la spinta dei dati di vendita superiori al mercato. Bene la Lazio che vede la qualificazione alla Champions League. Chiusura contrastata per le Borse Usa: l'indice Dow Jones cede lo 0,72%, il Nasdaq sale dello 0,16%. Wall Street era reduce da un rimbalzo.
Il petrolio è ancora in calo a New York, dove le quotazioni si attestano in area 43,5 dollari al barile. Oro in lieve calo sui mercati. Il metallo con consegna immediata cede sotto quota 1.150 dollari l'oncia.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi in rialzo dello 0,99% e aggiornato i massimi degli ultimi 15 anni in scia ai solidi guadagni registrati dai listini europei e Usa. L'indice Nikkei, con lo yen debole soprattutto contro il dollaro, è saltio di 190,94 punti: la Bank of Japan ha tenuto ferme le linee di politica ultraespansiva al termine della riunione del board monetario di due giorni, rinnovando il suo giudizio sull'economia nipponica che si sta "riprendendo moderatamente". Bene anche le Piazze cinesi, con Shanghai a +1,55% e Shenzhen a ruota a +1,26%.