MILANO - Il mini vertice europeo tra i principali attori della politica continentale e i rappresentanti della Grecia ha partorito un nuovo impegno reciproco: da una parte Atene dettaglierà nei prossimi giorni un programma di riforme più consono agli accordi presi nell'Eurogruppo di febbraio, con il rispetto dei saldi di bilancio, dall'altra ci si dichiara pronti ad accelerare il lavoro tecnico per sbloccare gli aiuti, quando l'elenco sarà consegnato.
La road map ottimale prevede che già entro la fine della settimana prossima un Eurogruppo possa prendere le decisioni finali. Anche per il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, pare possa essere la volta buona: "In termini pratici, l'accordo del 20 febbraio all'Eurogruppo offre un'eccellente opportunità per andare avanti. Cerchiamo di realizzarlo subito", scrive sul suo blog. Se tutto andrà come da attese, Atene - che oggi ha rimborsato la quarta tranche di marzo al Fmi per 350 milioni - potrebbe incassare 2,3 miliardi dei fondi internazionali l'8 di aprile. Intanto la Commissione Ue ha messo a disposizione 2 miliardi di fondi inutilizzati per il supporto alle misure sociali.
I mercati sembrano credere nella buona risoluzione di questa trattativa e chiudono una giornata di rialzi: Atene è la migliore con un recupero del 2,9%, Francoforte si rafforza al +1,18%, Londra sale dello 0,86% e per la prima volta sale sopra 7mila punti, Parigi dell'1% e Milano strappa un guadagno dell'1,63%. Anche Wall Street ha contribuito all'ottimismo del Vecchio continente: quando chiudono i mercati Ue il Dow Jones avanza dell'1%, come lo S&P500, mentre il Nasdaq sale dello 0,85%.
Sul fronte macro, si registra una mini crescita dell'indice dei prezzi alla produzione di febbraio in Germania: +0,1% rispetto a gennaio, ma netto calo del 2,1% su base annua. I dati sono al di sotto delle attese su base mensile e al di sopra delle previsioni su base annua: le stime erano per prezzi alla produzione in rialzo dello 0,2% rispetto a gennaio e in calo dell'1,9% rispetto a febbraio 2014. Eurostat certifica che a gennaio la Ue ha registrato un surplus delle partite correnti pari a 15,8 miliardi di euro a fronte del surplus di 13,1 miliardi di dicembre e 6,4 miliardi di gennaio 2014. L'agenda non prevede altri particolari avvenimenti, né in Europa né negli Stati Uniti, mentre a Bruxelles si conclude il Consiglio europeo.
A Piazza Affari si continua a guardare al riassetto di Pirelli: la Camfin ha confermato che tratta il conferimento del suo pacchetto a una newco (dove entreranno i cinesi di China Chemical) sulla base di 15 euro per azione, stesso prezzo dell'eventuale Opa totalitaria sulla Bicocca che seguirebbe. In calo Telecom dopo i risultati di ieri, si guarda anche a Tiscali che chiude il 2014 con una perdita netta di 16,4 milioni e annuncia l'ingresso del partner industriale e finanziario Aria.
Continua la volatilità sul cambio euro/dollaro, che generalmente era ritenuto dai mercati molto stabile. Le divergenti politiche di Federal Reserve e Bce influiscono sull'andamento del cambio. Oggi l'euro torna a rafforzarsi, anche in scia all'ottimismo per la Grecia, e recupera la soglia di 1,0841 in chiusura. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi cala in area 103 punti base, con il rendimento del decennale italiano all'1,2% sul mercato secondario.
Chiusura di settimana in progresso per la Borsa di Tokyo: il Nikkei ha guadagnato lo 0,43% a 19.560,22 punti sui massimi di giornata e al nuovo picco dall'aprile del 2000. Resta la volatilità sull'oro nero: dopo i cali della mattinata, il petrolio a New York vine scambiato in netto rialzo in area 46 dollari al barile in chiusura dei mercati Ue.
La road map ottimale prevede che già entro la fine della settimana prossima un Eurogruppo possa prendere le decisioni finali. Anche per il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, pare possa essere la volta buona: "In termini pratici, l'accordo del 20 febbraio all'Eurogruppo offre un'eccellente opportunità per andare avanti. Cerchiamo di realizzarlo subito", scrive sul suo blog. Se tutto andrà come da attese, Atene - che oggi ha rimborsato la quarta tranche di marzo al Fmi per 350 milioni - potrebbe incassare 2,3 miliardi dei fondi internazionali l'8 di aprile. Intanto la Commissione Ue ha messo a disposizione 2 miliardi di fondi inutilizzati per il supporto alle misure sociali.
I mercati sembrano credere nella buona risoluzione di questa trattativa e chiudono una giornata di rialzi: Atene è la migliore con un recupero del 2,9%, Francoforte si rafforza al +1,18%, Londra sale dello 0,86% e per la prima volta sale sopra 7mila punti, Parigi dell'1% e Milano strappa un guadagno dell'1,63%. Anche Wall Street ha contribuito all'ottimismo del Vecchio continente: quando chiudono i mercati Ue il Dow Jones avanza dell'1%, come lo S&P500, mentre il Nasdaq sale dello 0,85%.
Sul fronte macro, si registra una mini crescita dell'indice dei prezzi alla produzione di febbraio in Germania: +0,1% rispetto a gennaio, ma netto calo del 2,1% su base annua. I dati sono al di sotto delle attese su base mensile e al di sopra delle previsioni su base annua: le stime erano per prezzi alla produzione in rialzo dello 0,2% rispetto a gennaio e in calo dell'1,9% rispetto a febbraio 2014. Eurostat certifica che a gennaio la Ue ha registrato un surplus delle partite correnti pari a 15,8 miliardi di euro a fronte del surplus di 13,1 miliardi di dicembre e 6,4 miliardi di gennaio 2014. L'agenda non prevede altri particolari avvenimenti, né in Europa né negli Stati Uniti, mentre a Bruxelles si conclude il Consiglio europeo.
A Piazza Affari si continua a guardare al riassetto di Pirelli: la Camfin ha confermato che tratta il conferimento del suo pacchetto a una newco (dove entreranno i cinesi di China Chemical) sulla base di 15 euro per azione, stesso prezzo dell'eventuale Opa totalitaria sulla Bicocca che seguirebbe. In calo Telecom dopo i risultati di ieri, si guarda anche a Tiscali che chiude il 2014 con una perdita netta di 16,4 milioni e annuncia l'ingresso del partner industriale e finanziario Aria.
Continua la volatilità sul cambio euro/dollaro, che generalmente era ritenuto dai mercati molto stabile. Le divergenti politiche di Federal Reserve e Bce influiscono sull'andamento del cambio. Oggi l'euro torna a rafforzarsi, anche in scia all'ottimismo per la Grecia, e recupera la soglia di 1,0841 in chiusura. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi cala in area 103 punti base, con il rendimento del decennale italiano all'1,2% sul mercato secondario.
Chiusura di settimana in progresso per la Borsa di Tokyo: il Nikkei ha guadagnato lo 0,43% a 19.560,22 punti sui massimi di giornata e al nuovo picco dall'aprile del 2000. Resta la volatilità sull'oro nero: dopo i cali della mattinata, il petrolio a New York vine scambiato in netto rialzo in area 46 dollari al barile in chiusura dei mercati Ue.