Economia

Valute in fibrillazione sulle mosse di Fed e Bce

Il dollaro si è indebolito nell'ultima ottava, come non gli accadeva dall'ottobre del 2011. Per gli operatori si tratta di movimenti speculativi, nel mezzo di un trend discendente per l'euro. In arrivo la terza lettura del Pil Usa. A Piazza Affari occhi sull'operazione di riassetto di Pirelli

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MILANO - Le Borse attendono la riapertura delle contrattazioni aspettando di avere la conferma, almeno per quanto riguarda Piazza Affari, dell'avvio del riassetto di Pirelli, destinata a un futuro sotto la forte influenza cinese. Sollevando lo sguardo dagli affari di casa, l'attenzione degli investitori è soprattutto sul fronte valutario, con le opposte mosse dell'accomodante Bce e della Fed - in via di irrigidimento della politica monetaria - a determinare volatilità sul mercato dei cambi. Il cambio tra euro e dollaro ha visto un rafforzamento venerdì scorso, con la divisa Ue di nuovo sopra quota 1,08. Si tratta, sostengono gli operatori, di movimenti anche determinati dal riallineamente dei portafogli a breve termine. Il trend generale, determinato dal Quantitative easing della Bce, è quello di un euro in via di indebolimento.

Sullo sfondo, però, c'è anche la 'guerra' tra Francoforte e Washington per chi riesce a tenere la moneta sufficientemente bassa da spingere le industrie esportatrici fuori dalla crisi (vista con gli occhi di Draghi) o da non impensierire la ripresa (con quelli di Yellen). Dopo che la Fed si è mostrata 'colomba' nell'ultima riunione, svincolandosi sì da attese sul rialzo dei tassi ma facendo capire che non sarà una mossa repentina. Nell'ultima ottava il dollaro si è indebolito come non gli accadeva dall'ottobre 2011, perdendo terreno contro tutte le principali valute concorrenti. Il Bloomberg Dollar Spot Index è sceso del 2,2%, ma resta in rialzo dell'1,9% nel mese e del 5,7% annuo. Tra gli eventi da monitorare nella settimana, soprattutto per quanto riguarda le mosse della Fed, la terza lettura del Pil Usa, in arrivo venerdì. Ecco i principali appuntamenti:

Lunedì 23 marzo. Il presidente della Bce, Mario Draghi, partecipa alla Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo. Dal fronte macroeconomico si attendono i dati sulla fiducia al consumo nell'Eurozona e quelli sulla vendita di case negli Stati Uniti.

Martedì 24 marzo. L'Istat rende noti i dati di febbraio sulle retribuzioni contrattuali. Fitta l'agenda delle pubblicazioni. Si parte con gli indici Pmi manifatturiero, dei servizi e composito per le principali economie Ue e per il complesso dell'Eurozona. Anche negli Usa, l'istituto Markit pubblica il dato relativo al manifatturiero. Nel Regno Unito si guarda ai prezzi, come anche negli Stati Uniti.

Mercoledì 25 marzo. L'Istat rende noti i dati della stima preliminare del commercio estero extra Ue relativi a febbraio. In Francia si attende la fiducia del settore manifatturiero, ma la rilevazione più importante di giornata riguarda la fiducia delle imprese tedesche calcolata dall'Ifo. Negli Usa, occhi su mutui e ordini di beni durevoli.

Giovedì 26 marzo. Acea presenta i dati relativi al mese di febbraio sulle immatricolazioni di veicoli commerciali in Europa. L'Istat rende noti quelli sui prezzi alla produzione dei servizi relativi al IV trimestre 2014. In Germania si attende la fiducia al consumo, in Francia il Pil, nel Regno Unito le vendite al dettaglio. Dagli Usa, nel pomeriggio, i dati settimanali sulle richieste di sussidi per la disoccupazione e l'indice Pmi composito.

Venerdì 27 marzo. L'Istat rende noti i dati sul fatturato e ordinativi dell'industria relativi a gennaio, insieme a quelli sulle vendite al dettaglio. Dal Giappone, prima, arriveranno i rilievi su disoccupazione, inflazione e vendite al dettaglio. Dalla Francia è prevista la fiducia dei consumatori, ma le attese si concentrano poi sugli Stati Uniti: è previsto il Pil del quarto trimestre, alla terza stima, con la fiducia dell'Università del Michigan a corollario.