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Le Borse scommettono sull'intesa Grecia-Ue. Positivi gli indici Pmi europei

I mercati guardano ai segnali di distensione in arrivo da Berlino dopo il faccia a faccia tra il premier ellenico Tsipras e la cancelliera Merkel. Recupera il manifatturiero Ue, Milano chiude a +1,2%. Tokyo ritraccia dai massimi degli ultimi 15 anni, debole Wall Street
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MILANO - Dopo una seduta fiacca i mercati del Vecchio continente risollevano la testa in scia ai segnali di distensione che arrivano da Berlino. Il faccia a faccia tra il premier Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è concluso con segnali di apertura da entrambe le parti: la Germania ha ribadito di volere "una Grecia forte economicamente", mentre il leader del governo ellenico ha spiegato di voler "rispettare i trattati europei". Secondo il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, è possibile "un patto in sette giorni se Atene abbassa i toni". Insomma, dopo la fase iniziale di schermaglie e incertezze che parevano scaraventare la Grecia verso il rischio fallimento, crescono le possibilità che Atene riesca ad accedere a una nuova tranche di aiuti per risanare l'economia del Paese.

Le Borse si rafforzano dunque, anche grazie all'andamento positivo degli indici Pmi che misurano le aspettative dei r…
MILANO - Dopo una seduta fiacca i mercati del Vecchio continente risollevano la testa in scia ai segnali di distensione che arrivano da Berlino. Il faccia a faccia tra il premier Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, si è concluso con segnali di apertura da entrambe le parti: la Germania ha ribadito di volere "una Grecia forte economicamente", mentre il leader del governo ellenico ha spiegato di voler "rispettare i trattati europei". Secondo il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, è possibile "un patto in sette giorni se Atene abbassa i toni". Insomma, dopo la fase iniziale di schermaglie e incertezze che parevano scaraventare la Grecia verso il rischio fallimento, crescono le possibilità che Atene riesca ad accedere a una nuova tranche di aiuti per risanare l'economia del Paese.

Le Borse si rafforzano dunque, anche grazie all'andamento positivo degli indici Pmi che misurano le aspettative dei responsabili degli acquisti nelle aziende. L'indicatore tedesco della manifattura è al top da otto mesi, con l'indice composito che ne beneficia schizzando da 53,8 a 55,3 punti. A livello di Eurozona, il Pmi manifatturiero si porta a 51,9 punti (sopra la soglia di 50 indica una fase di espansione economica), ai massimi da dieci mesi. Preoccupa, invece, il fatto che in Cina a marzo l'indice Hsbc pmi manifatturiero sia sceso a 49,2 da 50,7 di febbraio: è il risultato più basso degli ultimi undici mesi, ma soprattutto indica una fase di contrazione dell'economia. Pmi in calo anche in Giappone dove scende a 50,4 da 51,6 di febbraio: quota 50 rappresenta lo spartiacque tra espansione economica (oltre i 50 punti) e contrazione. In Italia, l'Istat registra una situazione congelata per le retribuzioni di febbraio.

Il balzo degli indici Pmi europei porta inizialmente in rialzo anche la divisa unica, poi l'euro chiude poco lontano dai livelli di ieri sera 1,0914 dollari. Migliorano le Borse: a Milano, Piazza Affari accelera e chiude in rialzo dell'1,2%. Miste le altre Piazze europee: stona Londra con un -0,26% finale, Parigi sale dello 0,67% e Francoforte aggiunge lo 0,92%. Tra i singoli titoli milanesi, occhi puntati ancora su Pirelli dopo il rally della vigilia in seguito all'accordo per il lancio dell'Opa che porterà il gruppo degli pneumatici sotto il controllo dei cinesi di ChemChina. Da monitorare il comparto delle Popolari, con la riforma in arrivo dal Senato. Bene Mps, con il mercato che studia ipotesi di fusione. Lo spread tra Btp e Bund è in risalita a 109 punti con i titoli italiani a 10 anni che rendono poco più dell'1,3%.

Wall Street è poco mossa nonostante la pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo Usa, a febbraio cresciuto per la prima volta da ottobre. L'incremento sul mese precedente è stato dello 0,2%, il più ampio dallo scorso giugno e in linea alle stime. Da notare che i prezzi energetici sono saliti dell'1% su base mensile, mettendo così fine a sette declini consecutivi. Alla chiusura dei mercati europei, l'indice Dow Jones è in ribasso dello 0,1%, l'S&P 500 è invariato e il Nasdaq avanza dello 0,3%. Anche negli Usa l'indice Pmi manifatturiero di Markit è salito più delle attese in marzo: 55,3 punti da 55,1 in febbraio. Bene anche le vendite di case a febbraio, mentre l'indice della Fed Richmond è calato a -8 punti.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha ritracciato dai massimi degli ultimi 15 anni e ha chiuso gli scambi in calo dello 0,21%, in scia alle minime prese di beneficio e allo yen in relativo rafforzamento soprattutto contro il dollaro. L'indice Nikkei, cresciuto del 7% nell'ultimo mese, cede 40,91 punti, attestandosi a quota 19.713,45.

Sul fronte delle materie prime il petrolio è in recupero a New York con il Wti che a poche battute dalla chiusura dei mercati Ue sale in area 48 dollari. Anche l'oro guadagna a 1.190 dollari l'oncia.