MILANO - A febbraio le retribuzioni orarie restano invariate rispetto al mese precedente e aumentano dell'1% rispetto a febbraio 2014. E' quanto rileva l'Istat. In particolare nella pubblica amministrazione le retribuzioni sono ancora ferme e nel settore privato aumentano dell'1,5% nell'anno. Tuttavia, su base annua, i salari fanno meglio dell'inflazione che il mese scorso era calata a -0,1% rispetto al 2014, pur essendo cresciuta dello 0,4% su gennaio.
Il prolungato periodo di crisi dal quale l'Italia fatica a rialzarsi complica anche le trattative per il rinnovo dei contratti di lavoro collettivi già scaduti: i tempi quindi si allungano arrivando a 38,3 mesi, in "deciso aumento" rispetto ai 26,2 mesi di febbraio 2014. Lo rileva l'Istat sottolineando che i contratti in attesa di rinnovo sono 40 per circa 7,3 milioni di dipendenti coinvolti (di cui 2,9 milioni nel pubblico impiego). I contratti collettivi in vigore per la parte economica riguardano meno della metà dei dipendenti, il 43,1%.
Tornando agli stipendi, i settori che a febbraio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,3%), energia e petroli e estrazioni minerali (3%). Si registrano variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pa. Tra i contratti monitorati dall'indagine, a febbraio non sono stati recepiti nuovi accordi e nessuno è scaduto. Alla fine di febbraio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato.
Il prolungato periodo di crisi dal quale l'Italia fatica a rialzarsi complica anche le trattative per il rinnovo dei contratti di lavoro collettivi già scaduti: i tempi quindi si allungano arrivando a 38,3 mesi, in "deciso aumento" rispetto ai 26,2 mesi di febbraio 2014. Lo rileva l'Istat sottolineando che i contratti in attesa di rinnovo sono 40 per circa 7,3 milioni di dipendenti coinvolti (di cui 2,9 milioni nel pubblico impiego). I contratti collettivi in vigore per la parte economica riguardano meno della metà dei dipendenti, il 43,1%.
Tornando agli stipendi, i settori che a febbraio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,3%), energia e petroli e estrazioni minerali (3%). Si registrano variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pa. Tra i contratti monitorati dall'indagine, a febbraio non sono stati recepiti nuovi accordi e nessuno è scaduto. Alla fine di febbraio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato.