Retribuzioni: crescita dello 0,6% nel 2016, minimo dal 1982
La variazione è la più bassa registrata dall'inizio delle rilevazioni Istat, ma l'inflazione dell'anno scorso è rimasta in negativo. Con l'accordo dei metalmeccanici cala la quota in attesa di rinnovo, ma resta di uno su due
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MILANO - I tabellari dei contratti collettivi di lavoro hanno riservato ai dipendenti italiani un aumento delle retribuzioni orarie medie dello 0,6% nel corso del 2016. E' quanto emerge dai dati dell'Istat, che se vengono affiancati al calo dei prezzi dello 0,1% censito a metà mese lasciano intendere un aumento del potere d'acquisto. Ma si tratta, d'altra parte, dell'incremento minimo mai registrato da quando l'Istituto tiene questa statistica, ovvero il 1982.
Secondo l'Istat, nel solo mese di dicembre l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie è rimasto invariato rispetto a novembre e ha segnato una crescita annua dello 0,4%. A livello settoriale si registra a dicembre "un incremento tendenziale dello 0,5% per i dipendenti del settore privato (0,3% nell'industria e 0,7% nei servizi privati) e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione", ancora in attesa dei rinnovi.
I comparti che hanno dato maggiori soddisfazioni ai dipendenti sono satti: alimentari, bevande e tabacco (1,8%) e commercio (1,0%). Al palo, invece, estrazione minerali; legno, carta e stampa; energia e petroli; chimiche; metalmeccanica; energia elettrica e gas; servizi di informazione e comunicazione; telecomunicazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.
Nel corso dell'anno sono stati siglati 13 contratti che riguardano 3 milioni di lavoratori e alla fine di dicembre la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è scesa dal 68 al 50,5 per cento, dopo aver recepito gli accordi dei metalmeccanici e delle aziende private dello smaltimento rifiuti. Restano enormi, anche se in leggera diminuzione, i tempi di rinnovo: 53,7 mesi. L'attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è invece di 27,1 mesi, in crescita rispetto ad un anno prima (22,0). Ci sono 47 contratti in attesa di rinnovo, di cui 15 appartenenti alla Pa: riguardano 6,5 milioni di dipendenti, quasi 3 nel pubblico.
Oltre all'Istat, anche Eurostat ha rilasciato i dati sul reddito procapite delle famiglie in termini reali: è cresciuto dello 0,2% nel terzo trimestre, dopo essere cresciuto in maniera analoga nel secondo. I consumi reali procapite sono cresciuti invece dello 0,3%, in rialzo rispetto al +0,1% del secondo trimestre. Nell'Ue a 28, l'aumento del reddito procapite è stato dello 0,1% +0,7% i consumi.