MILANO - Le Borse del Vecchio continente cercano di consolidare i recenti rialzi facendo leva sulla montagna di liquidità che continua a invadere i mercati. D'altra parte le ultime operazioni di fusioni e acquisizioni, da Linkedin a Shell mostrano come il "costo del denaro" sia vicino alla zero rendendo sempre più facile per gli investitori indebitarsi a per andare a caccia di nuove prede. L'interrogativo che inizia a circolare tra gli addetti ai lavori riguarda però il momento in cui le banche centrali inizieranno a chiudere i rubinetti: se la Bce non ha intenzione di farlo almeno fino all'autunno del 2016 e con lei la Banca centrale giapponese, la Fed potrebbe avviare la stretta monetaria tra giugno e settembre. Sullo sfondo restano poi le prossime mosse di Pechino che potrebbe decidere di dare sostegno alla propria domanda interna con manovre straordinarie.
Le Borse, così, procedono a forza di inerzia in attesa di nuovi segnali. La massa di denaro in circolazione fa dimenticare anche le tensioni tra la Grecia e l'Ue sugli aiuti ad Atene. Ieri il governo Tsipras ha saldato con 458 milioni di euro una rata in scadenza con il Fmi, ma ha avvertito che le casse del paese saranno vuote per il 24 aprile. Dal punto di vista macroeconomico, oggi la giornata è piuttosto scarica. In Francia la produzione industriale è ferma a febbraio, ma le attese stimavano un calo dello 0,1%. In Italia si guarda al varo del Def da parte del Consiglio dei Ministri. I prezzi alle importazioni negli Stati Uniti sono calati in marzo dello 0,3%, in linea con le attese degli analisti. Sono calati in otto degli ultimi nove mesi e sono ora in flessione del 10,5% rispetto a un anno fa.
In questo contesto, Milano chiude in rialzo dello 0,31%, Parigi sale dello 0,6%, Londra dell'1,06% e Francoforte si rafforza al +1,71% toccando l'ennesimo record storico in area 12.400 punti. A Piazza Affari occhi su Anima e il possibile ingresso delle Poste nel capitale. L'euro perde ancora terreno sul dollaro a fine giornata: la moneta unica passa di mano attorno a 1,0615 contro il biglietto verde Usa, dopo un avvio a 1,0651 dollari ma dopo aver anche infranto al ribasso la soglia di 1,06 durante le contrattazioni. Lo spread è stabile in area 110 punti mentre i Btp rendono l'1,26%. Il Tesoro italiano ha registrato un nuovo minimo record all'asta di Bot annuali con un tasso dello 0,013%: ha assegnato titoli per 6,5 miliardi con un tasso in calo dallo 0,079% di marzo. Le domande si sono attestate a 11,526 miliardi per un rapporto di copertura pari a 1,77. Dal Mef è arrivata anche l'indicazione della cedola minima per il prossimo Btp Italia: 0,5%.
Dopo la chiusura positiva di ieri sera e nel pieno della stagione di trimestrali, Wall Street tratta in rialzo alla chiusura dei mercati europei: il Dow Jones sale dello 0,45%, il Nasdaq sale dello 0,25% e lo S&P dello 0,35%. Gli investitori Usa registrano di nuovo le parole del governatore della Fed di Richmond, Jeffrey Lacker, per il quale "c'è una buona probabilità che i tassi di interesse negli Usa possano salire a giugno a meno che i dati macroeconomici in arrivo divergano in modo notevole dalle stime".
Chiusura in lieve calo, in mattinata, per la Borsa di Tokyo che nel corso della seduta ha però toccato la soglia dei 20mila punti per la prima volta dopo 15 anni, sulla scia dell'andamento del dollaro e la speranza degli investitori per gli imminenti dati societari di bilancio dello scorso anno. L'indice Nikkei dei titoli guida ha terminato gli scambi in calo dello 0,15% lasciando sul campo 30,09 punti e scendendo sotto la soglia dei 20mila punti a 19.907,63 punti. A fine settimana, l'indice principale del listino giapponese ha guadagnato il 2,43%.
Il petrolio passa in rialzo a New York, dopo un avvio debole: le quotazioni recuperano oltre un punto percentuale sopra 51 dollari al barile.
Le Borse, così, procedono a forza di inerzia in attesa di nuovi segnali. La massa di denaro in circolazione fa dimenticare anche le tensioni tra la Grecia e l'Ue sugli aiuti ad Atene. Ieri il governo Tsipras ha saldato con 458 milioni di euro una rata in scadenza con il Fmi, ma ha avvertito che le casse del paese saranno vuote per il 24 aprile. Dal punto di vista macroeconomico, oggi la giornata è piuttosto scarica. In Francia la produzione industriale è ferma a febbraio, ma le attese stimavano un calo dello 0,1%. In Italia si guarda al varo del Def da parte del Consiglio dei Ministri. I prezzi alle importazioni negli Stati Uniti sono calati in marzo dello 0,3%, in linea con le attese degli analisti. Sono calati in otto degli ultimi nove mesi e sono ora in flessione del 10,5% rispetto a un anno fa.
In questo contesto, Milano chiude in rialzo dello 0,31%, Parigi sale dello 0,6%, Londra dell'1,06% e Francoforte si rafforza al +1,71% toccando l'ennesimo record storico in area 12.400 punti. A Piazza Affari occhi su Anima e il possibile ingresso delle Poste nel capitale. L'euro perde ancora terreno sul dollaro a fine giornata: la moneta unica passa di mano attorno a 1,0615 contro il biglietto verde Usa, dopo un avvio a 1,0651 dollari ma dopo aver anche infranto al ribasso la soglia di 1,06 durante le contrattazioni. Lo spread è stabile in area 110 punti mentre i Btp rendono l'1,26%. Il Tesoro italiano ha registrato un nuovo minimo record all'asta di Bot annuali con un tasso dello 0,013%: ha assegnato titoli per 6,5 miliardi con un tasso in calo dallo 0,079% di marzo. Le domande si sono attestate a 11,526 miliardi per un rapporto di copertura pari a 1,77. Dal Mef è arrivata anche l'indicazione della cedola minima per il prossimo Btp Italia: 0,5%.
Dopo la chiusura positiva di ieri sera e nel pieno della stagione di trimestrali, Wall Street tratta in rialzo alla chiusura dei mercati europei: il Dow Jones sale dello 0,45%, il Nasdaq sale dello 0,25% e lo S&P dello 0,35%. Gli investitori Usa registrano di nuovo le parole del governatore della Fed di Richmond, Jeffrey Lacker, per il quale "c'è una buona probabilità che i tassi di interesse negli Usa possano salire a giugno a meno che i dati macroeconomici in arrivo divergano in modo notevole dalle stime".
Chiusura in lieve calo, in mattinata, per la Borsa di Tokyo che nel corso della seduta ha però toccato la soglia dei 20mila punti per la prima volta dopo 15 anni, sulla scia dell'andamento del dollaro e la speranza degli investitori per gli imminenti dati societari di bilancio dello scorso anno. L'indice Nikkei dei titoli guida ha terminato gli scambi in calo dello 0,15% lasciando sul campo 30,09 punti e scendendo sotto la soglia dei 20mila punti a 19.907,63 punti. A fine settimana, l'indice principale del listino giapponese ha guadagnato il 2,43%.
Il petrolio passa in rialzo a New York, dopo un avvio debole: le quotazioni recuperano oltre un punto percentuale sopra 51 dollari al barile.