Economia

La Cina sostiene le Borse, ma Atene fa paura

Pechino prova a rilanciare i consumi interni iniettando 194 miliardi di dollari sul mercato, ma lo spettro della bancarotta greca condiziona le attese degli investitori. Venerdì la revisione del rating di Fitch sull'Italia

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MILANO - In Europa la Grecia terrorizza i mercati, in Asia la Cina manda una boccata d'ossigeno agli investitori mettendo in circolo quasi 200 miliardi di dollari. Si apre così una settimana complicata, ma ricca di appuntamenti macroeconomici di rilievo. Lunedì riprendono le trattative per il Ttip, il trattato per il libero scambio da Unione europea e Stati Uniti che solleva polemiche in tutto il mondo: i negoziatori delle parti si troveranno per tutta la settimana negli Usa. Non si attende alcuna novità di rilievo, ma piuttosto passi avanti per un'intesa entro fine anno. Il premier italiano Matteo Renzi spinge per raggiungere un accordo rapido.

I timori per la situazione greca, rilanciati dall'allarme sulla scarsa liquidità dello stato ellenico, hanno trascinato in basso la Borsa di Milano con il Ftse Mib che nell'ultima ottava ha ceduto il 3,49%: lo sprettro della bancarotta di Atene torna a far paura. Anche per questo la Germania è al lavoro su un piano di salvataggio per tenere comunque la Grecia agganciata all'euro.  Lo spread, però, è in risalita oltre quota 140 punti, nonostante il ministro dell'economia italiano, Pier Carlo Padoan, abbia ribadito che non "c'è alcun rischio contagio". Secondo indiscrezioni, però, nella casse di Atene ci sarebbero solo due miliardi di euro, abbastanza per arrivare alla fine della settimana.

In questo contesto potrebbe essere di aiuto alle Borse la mossa della Banca centrale cinese che ha annunciato il taglio delle riserve obbligatorie delle banche di un punto percentuale, il secondo atto del genere quest'anno. Lo scorso 4 febbraio, il taglio delle riserve obbligatorie era stato di mezzo punto percentuale (al 19,5 per le grandi banche e al 16 per le piccole) e rappresentava la prima mossa del genere dal 2012. Con questa operazione Pechino spera di favorire i consumi: le banche locali, infatti, potrebbero mettere in circolo fino a 194 miliardi di dollari sotto forma di nuovi prestiti. D'altra parte nel primo trimestre dell'anno la Cina è cresciuta "solo" del 7%, il livello più basso dalla crisi finanziaria del 2009

A livello macroeconomico il giorno più importante della settimana sarà giovedì quando Giappone, Cina, Germania ed Eurozona aggiorneranno le stime sugli indici Pmi. Venerdì, poi, Fitch comunicherà il proprio giudizio sull'Italia: un nuovo importante test per il governo Renzi.

Ecco i principali appuntamenti macroeconomici della settimana.

Lunedì.
Usa - Chicago Fed, indice attività a marzo

Martedì.
Germania - Indice Zew (corrente e prospettico), aprile

Mercoledì.
Giappone - bilancia commerciale, marzo
Italia - ordini industriali, febbraio; vendite al dettaglio febbraio
Usa - vendite case esistenti, marzo
Eurozona - fiducia dei consumatori, aprile

Giovedì.
Giappone - Pmi manifatturiero, aprile
Cina - Hsbc pmi manifatturiero, aprile
Francia - Pmi manifatturiero, aprile; Pmi servizi, aprile
Germani - Pmi manifatturiero, aprile; Pmi servizi, aprile
Eurozona - Pmi manifatturiero, aprile; pmi servizi, aprile
Gran Breatagna - vendite al dettaglio, marzo
Usa - nuove richieste disoccupazione (settimanali); pmi manifatturiero, aprile; vendite case nuove, marzo; attività manifatturiero Fed Kansas city, aprile

Venerdì.
Germania - Ifo fiducia degli imprenditori, aprile; Ifo stime correnti, aprile; Ifo aspettative, aprile
Usa - ordini beni durevoli, marzo