Economia

Borse in rialzo: i mercati credono alla buona volontà della Grecia

Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras (ansa)
I listini chiudono la giornata in positivo dopo una mattinata difficile. Tsipras chiama Merkel per tranquillizzare i partner europei sulla volontà di fare le riforme, ai tecnici del Brussel Group affidato un nuovo tentativo di mediazione. Atene cambia la squadra di negoziatori. Gli investitori confidano nel sostegno delle banche centrali. Wall Street riparte dai record di Nasdaq e S&P500 in attesa di Apple, le aste del Tesoro partono con il record sui Ctz
3 minuti di lettura
MILANO - L'attesa per la soluzione del problema greco e il supporto delle Banche centrali restano i due assi portanti intorno ai quali si modula l'umore dei mercati, che chiudono in rialzo una giornata condizionata da alti e bassi. Piazza Affari apre in nero, ma già dopo pochi minuti il Ftse Mib passa in rosso, salvo poi risalire spinto dalle aperture di Atene sull'approdo a un accordo per arrivare a chiudere in rialzo dell'1,62%. Dinamica simile per le altre Borse Ue: Londra guadagna lo 0,47%, Francoforte l'1,93% e Parigi dell'1,3%. Andamento positivo anche per Wall Street, reduce dai nuovi record di Nasdaq e S&P500. Quando in Europa chiude le contrattazioni, il listino tecnologico avanza dello 0,2%, come l'S&P500, mentre il Dow Jones aggiunge lo 0,3%.

A sostenere le quotazioni sono le rassicurazioni del presidente del Consiglio di Atene, Alexis Tsipras, che ha cercato la sponda di Angela Merkel per tranquillizzare i partner europei sulla buona volontà del governo di Syiriza di effettuare le riforme richieste da Ue, Bce e Fmi in cambio dei 7,2 miliardi di aiuti internazionali. Ossigeno necessario per far fronte agli impegni finanziari: 1,5 miliardi dovranno esser pagati questa settimana tra stipendi e pensioni e per coprirli è già stata confiscata la cassa degli enti locali. Ma entro la metà del prossimo mese pendono scadenze per 1 miliardo circa verso il Fmi: il tempo stringe e in settimana gli incontri dei tecnici del Brussel Group, l'istituzione che ha pensionato (nella forma) la Troika, sono chiamati a trovare una via d'uscita.

Secondo la tedesca Bild, lo stesso Tsipras avrebbe richiesto telefonicamente alla cancelliera tedesca un vertice europeo d'emergenza; intanto il governo ellenico, secondo quanto riferiscono i media locali, è alla caccia di proposte di riforma alternative su pensioni, tassa sugli alberghi di lusso e, tra le altre cose, congelamento delle riforme del settore del lavoro. Intanto, per smorzare i toni, da Atene è arrivato il via libera al 'rimpasto' dei negoziatori, a livello politico, con i creditori internazionali. Il nuovo team - riferisce la stampa locale -  è stato deciso in una riunione presieduta ieri sera dal premier Tsipras il quale ha comunque riconfermato l'incarico al ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis il cui ruolo, però, sarebbe stato ridimensionato.

L'euro chiude poco mosso a 1,0865 dollari e 129,46 yen. Come nota un'analisi di Bloomberg, l'appetito degli investitori Usa per le azioni del Vecchio continente sta alimentando la domanda di moneta unica e dandole così implicitamente un supporto alle quotazioni. Si tratta del rovescio della medaglia dell'azione della Bce, che attraverso l'immissione di moneta sul mercato punta proprio a svalutare l'euro verso il dollaro per dare competitività all'export europeo. La dimostrazione sta nei dati Epfr Global: i fondi e gli Etf che puntano sulle azioni del Vecchio continente hanno attirato quasi 64 miliardi di dollari quest'anno, fino al 22 aprile scorso. Il 70% in più di quanto avvenuto nel 2014. Sul lungo periodo, però, dovrebbero prevalere le pressioni dell'uscita di capitali dalla zona euro legati al reddito fisso, visto il crollo dei rendimenti offerti dall'obbligazionario: ecco perché Deutsche Bank stima che 4mila miliardi di investimenti lasceranno l'Europa in pochi anni e la moneta unica scenderà alla parità sul dollaro entro gennaio, per poi arrivare a 85 centesimi nel 2017.

Proprio sul fronte obbligazionario, le notizie in arrivo da Atene spingono al ribasso lo spread, dopo un avvio teso: il differenziale tra i titoli decennali scende a 120 punti, sotto i livelli di venerdì scorso e il rendimento del Btp italiano torna all'1,36%. Grande attenzione al mercato dei titoli di Stato: oggi il Tesoro avvia una tre giorni di aste che avrà il suo culmine mercoledì, con i Btp a medio-lungo termine. Intanto, le premesse sono buone con il nuovo minimo storico di rendimento per i Ctz: il titolo con scadenza del febbario 2017 è stato piazzato con rendimento lordo dello 0,079%, in calo di 8 punti base sull'asta precedente: un livello mai toccato in precedenza. Forte la domanda, con oltre 4 miliardi di euro richiesti a fronte dei 2 miliardi offerti e interamente assegnati dal Tesoro. Il Btp-i 2024 è stato venduto per 438,8 milioni e rendimento allo 0,22%, tasso lordo negativo per il Btp-i 2021: 311,2 milioni al -0,16%. In totale i Btp-i collocati hanno raggiunto un ammontare di 750 milioni di euro.

Sul listino principale di Piazza Affari si guarda a Salini Impregilo, che incassa un'importante commessa in Papua Nuova Guinea, mentre sono deboli le azioni Telecom dopo un taglio al giudizio da parte di BofA. Sugli scudi anche Mediaset: il mercato scommette sull'arrivo di offerta di Vivendi dopo il cda francese del 12 maggio. Bene anche Saipem, che ha pubblicato conti in miglioramento e confermato le stime per il 2015.

Scarica l'agenda macroeconomica: in Europa si segnala che i prezzi all'import tedeschi sono saliti dell'1% su mese a marzo e sono scesi dell'1,4% su anno, mentre a febbraio erano scesi del 3% su anno. Negli Stati Uniti l'indice dei responsabili degli acquisti del settore servizi è sceso a 57,8 punti in aprile dai 58,6 di marzo. Il dato è inferiore alle previsioni degli analisti, che si attendevano un miglioramento a quota 59,5 punti. Alla chiusura dei mercati, Apple pubblicherà i risultati trimestrali.

La cautela in vista delle prossime delle Banche centrali negli Stati Uniti e in Giappone ha indotto alla cautela sui mercati nipponici, insieme lla tornata di dati societari trimestrali: la Borsa di Tokyo ha chiuso così in leggero calo, a -0,18%. L'indice Nikkei, tra scambi sottili e l'attesa di sviluppi sulla crisi della Grecia, ha ceduto 36,72 punti, a quota 19.983,32. Il premier Shinzo Abe è impegnato in un'importante visita di otto giorni negli Usa, con il summit con il presidente Obama, a Washington. Nel complesso, comunque, l'andamento positivo dell'indice Msci Asia Pacific sull'intera regione asiatica mostra la fiducia dei mercati verso una politica di stimoli da parte delle Banche centrali dell'area.

Quanto alle materie prime, le quotazioni del petrolio sono poco mosse in avvio di settimana. Dopo l'iniziale debolezza, alla chiusura dei mercati Ue il greggio Wti segna un recupero dello 0,5% in area 57,4 dollari al barile, mentre il Brent lima lo 0,2% a 65 dollari. Oro in recupero: i future a giugno si attestano in aumento di circa 2 punti percentuali a un passo da 1.200 dollari l'oncia.