MILANO - Seduta volatile per le Borse del Vecchio continente, che oscillano intorno alla parità proseguendo l'incertezza osservata alla vigilia. Come osservano gli analisti, il programma di acquisto di titoli di Stato della Bce ha rafforzato la correlazione tra i movimenti del mercato azionario e obbligazionario: alla forte riduzione dei rendimenti dei bond sovrani di inizio anno ha corrisposto una galoppata dei mercati, che dal secondo semestre si è arrestata con una lieve ripresa dei tassi sui titoli di Stato.
Insomma, a sostenere le quotazioni dei mercati contribuiscono anche le buone raccomandazioni della Commissione europea - che ha concesso all'Italia l'agognata flessibilità - e il dato Istat che ha certificato l'uscita dell'Italia dalla recessione. I mercato però restano in altalena tra il record del nostro debito pubblico, l'inatteso rallentamento della Germania e soprattutto il deludente dato sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti. Secondo gli addetti ai lavori, però, queste frenate potrebbero convincere la Federal Reserve ad aspettare ancora prima di avviare la stretta monetaria con il rialzo dei tassi d'interesse.
A Milano, Piazza Affari gira in rialzo dopo un avvio in rosso e chiude in rialzo dell'1,45%. Londra termina con un progresso dello 0,34%, Francoforte sale dell'1,84% e Parigi aggiunge l'1,36%. Sul listino milanese si guarda a Generali, premiata per i risultati del primo trimestre. Sulle montagne russe il Monte dei Paschi, che ricevuto la lettera della Bce che dà il via libera all'aumento di capitale da 3 miliardi e spinge per le nozze con altre banche. Scivola Moncler, dopo la notizia a sorpresa che il fondo di private equity Eurazeo ha deciso di collocare il 7,8% del capitale sul mercato.
Mario Draghi tranquillizza i mercati garantendo che il Quantitative easing durerà fino alla fine del programma. L'euro si è rafforzato sul dollaro arrivando a scambiare a 1,1437, ai massimi da tre mesi e contro lo yen, salvo poi ritornare in area 1,135 dollari e 135,35 yen. Il rendimento dei Btp è in salita all'1,85%, mentre lo spread - la differenza con i Bund tedeschi - si riduce sotto quata 115 punti base.
Negli Usa, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di mille unità a 264mila unità nella settimana terminata lo scorso 9 maggio, secondo i dati diffusi dal dipartimento del lavoro. Gli economisti avevano messo in conto richieste almeno per 273mila unità: la media a quattro settimane è diminuita di 7.750 unità a quota 271.750, toccando il livello più basso dall'aprile 2000. Sempre negli States, però, i prezzi alla produzione sono calati in aprile dello 0,4%, mentre la sola componente core ha fatto registrare un calo dello 0,2%. I dati sono nettamente peggiori delle attese degli analisti che si aspettavano un incremento dello 0,1% per entrambi le componenti. A Wall Street, quando in Europa chiudono i mercati, il Dow Jones sale dello 0,8%, l'S&P 500 dello 0,65% e il Nasdaq dello 0,9%.
Mercati deboli, in mattinata, in Asia e Pacifico in occasione del quinto calo consecutivo del dollaro sulle valute locali, dopo dati macro che hanno indicato una stagnazione delle vendite al dettaglio negli Usa, indicando una ripresa economica più lenta del previsto. Deboli Tokyo (-0,8%), Taiwan (-1,16%) e Sidney (-0,33%).
Sul fronte delle materie prime il petrolio si stabilizza con il Wti in area 60 dollari al barile, mentre il Brent è poco sotto quota 67 dollari. Alla chiusura dei mercati europei, l'oro si mantiene stabile sopra la soglia dei 1.200 dollari l'oncia. Il metallo con consegna immediata è scambiato a 1.221 dollari l'oncia.
Insomma, a sostenere le quotazioni dei mercati contribuiscono anche le buone raccomandazioni della Commissione europea - che ha concesso all'Italia l'agognata flessibilità - e il dato Istat che ha certificato l'uscita dell'Italia dalla recessione. I mercato però restano in altalena tra il record del nostro debito pubblico, l'inatteso rallentamento della Germania e soprattutto il deludente dato sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti. Secondo gli addetti ai lavori, però, queste frenate potrebbero convincere la Federal Reserve ad aspettare ancora prima di avviare la stretta monetaria con il rialzo dei tassi d'interesse.
A Milano, Piazza Affari gira in rialzo dopo un avvio in rosso e chiude in rialzo dell'1,45%. Londra termina con un progresso dello 0,34%, Francoforte sale dell'1,84% e Parigi aggiunge l'1,36%. Sul listino milanese si guarda a Generali, premiata per i risultati del primo trimestre. Sulle montagne russe il Monte dei Paschi, che ricevuto la lettera della Bce che dà il via libera all'aumento di capitale da 3 miliardi e spinge per le nozze con altre banche. Scivola Moncler, dopo la notizia a sorpresa che il fondo di private equity Eurazeo ha deciso di collocare il 7,8% del capitale sul mercato.
Mario Draghi tranquillizza i mercati garantendo che il Quantitative easing durerà fino alla fine del programma. L'euro si è rafforzato sul dollaro arrivando a scambiare a 1,1437, ai massimi da tre mesi e contro lo yen, salvo poi ritornare in area 1,135 dollari e 135,35 yen. Il rendimento dei Btp è in salita all'1,85%, mentre lo spread - la differenza con i Bund tedeschi - si riduce sotto quata 115 punti base.
Negli Usa, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di mille unità a 264mila unità nella settimana terminata lo scorso 9 maggio, secondo i dati diffusi dal dipartimento del lavoro. Gli economisti avevano messo in conto richieste almeno per 273mila unità: la media a quattro settimane è diminuita di 7.750 unità a quota 271.750, toccando il livello più basso dall'aprile 2000. Sempre negli States, però, i prezzi alla produzione sono calati in aprile dello 0,4%, mentre la sola componente core ha fatto registrare un calo dello 0,2%. I dati sono nettamente peggiori delle attese degli analisti che si aspettavano un incremento dello 0,1% per entrambi le componenti. A Wall Street, quando in Europa chiudono i mercati, il Dow Jones sale dello 0,8%, l'S&P 500 dello 0,65% e il Nasdaq dello 0,9%.
Mercati deboli, in mattinata, in Asia e Pacifico in occasione del quinto calo consecutivo del dollaro sulle valute locali, dopo dati macro che hanno indicato una stagnazione delle vendite al dettaglio negli Usa, indicando una ripresa economica più lenta del previsto. Deboli Tokyo (-0,8%), Taiwan (-1,16%) e Sidney (-0,33%).
Sul fronte delle materie prime il petrolio si stabilizza con il Wti in area 60 dollari al barile, mentre il Brent è poco sotto quota 67 dollari. Alla chiusura dei mercati europei, l'oro si mantiene stabile sopra la soglia dei 1.200 dollari l'oncia. Il metallo con consegna immediata è scambiato a 1.221 dollari l'oncia.