MILANO - Dall'assenza di un piano preciso, alla sovrabbondanza di proposte di riforma: sul tavolo delle trattative tra Atene e il Brussels Group (la ex Troika di Ue, Bce e Fmi) sono finiti due programmi contrapposti per superare l'impasse nella quale è finita la Grecia. Da una parte, il premier Alexis Tsipras ha inoltrato le proposte del governo di Syriza per sbloccare gli aiuti; un vademecum considerato ancora troppo generico da parte dei creditori internazionali. Dall'altra parte, si attende la controproposta-ultimatum che rischia di rappresentare l'ultima chance per Atene di sbloccare i 7,2 miliardi di euro di aiuti. I creditori sarebbero propensi ad accettare l'idea che il surplus di bilancio di quest'anno stia sotto l'1%, lanciando un primo segnale di compromesso possibile visto che Atene ha chiesto lo 0,8%. Le Borse hanno vissuto sui numerosi incontri della giornata, sia a livello tecnico che politico, anche se da Bruxelles hanno precisato che "la soluzione non è prevista in serata". L'accordo è sostenuto dal ministro Pier Carlo Padoan e dal presidente Francois Hollande, un'intesa però che per il governatore Bce, Mario Draghi, "deve essere forte". Resta lo scetticismo del falco tedesco Wolfgang Schaeuble, per il quale le proposte greche giustificano il pessimismo sul raggiungimento di una soluzione definitiva.
Il leader greco deve giocare non solo sul fronte internazionale, ma anche su quello interno: l'ipotesi che un eventuale accordo venga sottoposto a referendum sta perdendo quota, ma la fronda estrema del partito - quella che non vuole in alcun modo piegarsi ai diktat di Berlino o dei falchi Ue - è già sul piede di guerra e parla di possibili elezioni. Il tutto, quando mancano poche ore (scadenza il 5 giugno) per rimborsare 305 milioni al Fmi (nell'ambito di un mese che pesa per 1,6 miliardi di prestiti in scadenza): sarà difficile reperire le risorse e all'orizzonte l'eventualità di un blocco ai c/c pare sempre più probabile.
In questo contesto, i mercati hanno chiuso in leggero rialzo : Milano poco mossa ha guadagnato lo 0,14%, dopo una mattinata incerta, Londra lo 0,32%, Parigi lo 0,59% e Francoforte lo 0,8%. Atene chiude forte con un balzo del 4%. Wall Street si rafforza dopo l'apertura: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones guadagna lo 0,8%, lo S&P 500 cresce dello 0,5% e il Nasdaq sale dello 0,7%. Sul fronte obbligazionario, invece, la crescita dell'inflazione Ue e la paura per il destino di Atene hanno rimesso sotto pressione i titoli di Stato, con il rendimento dei Btp e dei Bonos ai livelli più alti dalla fine del 2014. Lo spread tra decennali italiani e tedeschi si contrae sotto 130 punti base, ma il rendimento dei decennali tricolori sale al 2,16% dopo il board della Bce, che ha innalzato le stime di inflazione. La riduzione del differenziale è dunque dovuta al rialzo contestuale di tutti i rendimenti dei titoli di Stato Ue, inclusi quelli tedeschi. L'euro chiude in forte rialzo a 1,1275 dollari, massimo da oltre due settimane e 140 yen (le valute). Tra i singoli titoli milanesi, si segnala il debutto piatto del caffè del gruppo Zanetti, che ha chiuso con un guadagno dello 0,26%.
La giornata è ricca anche dal punto di vista macroeconomico, dopo un avvio di settimana fiacco. Il Pmi servizi dell'Italia scende da 53,1 a 52,5 punti a maggio: l'indicatore resta sopra la soglia di espansione (50 punti), ma in rallentamento. L'indice composto, che monitora l'attività dei settori servizi e manifattura, passa a 53,7, da 53,9 di aprile. Servizi in contrazione anche in Germania (da 54 a 53 punti), mentre in Francia, l'indicatore raggiunge i massimi da tre mesi sia per la componente dei servizi (52,8 punti) sia per quella composita (52 punti). Infine, il dato dei servizi di Markit per l'Eurozona scende a maggio al 53,8 dal 54,1 di aprile, quello della produzione composita si posiziona su 53,6, anche qui in discesa rispetto al 53,9 di aprile.
In Italia, la disoccupazione mostra una decisa contrazione al 12,4% dopo la risalita di marzo. A Francoforte, si riunisce il consiglio direttivo della Bce che non tocca i tassi, mentre da Parigi l'Ocse promuove la ripresa dell'Italia e dell'area con la moneta unica, mentre vede in rallentamento gli Usa. Di nuovo nell'Eurozona, il tasso di senza lavoro scende all'11,1% ad aprile, mentre il commercio al dettaglio cresce dello 0,7%. Negli Usa, il settore privato in maggio ha creato 201mila posti di lavoro, poco sotto le attese. L'indice Ism sul settore dei servizi è sceso a 55,7 punti a maggio dai 57,8 punti di aprile. Gli analisti avevano previsto una flessione inferiore, a quota 57 punti.
Gli indici Pmi dei servizi sono stati pubblicati in mattinata anche in Cina e Giappone. Nel caso di Tokyo, l'indicatore è leggermente salito a maggio al 51,5 dal 51,3 di aprile, mentre l'indice composito è aumentato al 51,6 dal 50,7. Nel caso cinese, il Pmi servizi è salito a 53,5 a maggio dal 52,9 ad aprile, il livello più alto da otto mesi, mentre il composito è passato al 51,2 dal 51,3 di aprile.
L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso oggi a causa del dollaro, per la seconda seduta consecutiva, dopo aver messo a segno una serie di record. L'indice ha lasciato sul terreno lo 0,34% (-69,68 punti) a 20.473,51 punti. L'indice Topix ha perso lo 0,25% (-4,22 punti) a 1.669,99 punti. Nella serata di ieri, alla fine gli indici di Wall Street hanno girato in rosso dopo che gli ordini alle fabbriche sono tornati a calare ad aprile per l'ottavo mese su nove. Il focus oggi sarà sul beige book della Federal Reserve, con la fotografia della forza economica Usa. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,16%, l'S&P 500 ha perso lo 0,10%, il Nasdaq ha lasciato sul terreno lo 0,13%.
Per le materie prime, infine, il petrolio apre in calo a New York, dove le quotazioni perdono l'1,63% a 60,20 dollari al barile. L'oro è in rialzo sui mercati internazionali intorno ai 1.190 dollari l'oncia segnando un progresso dello 0,3% rispetto alla vigilia.
Il leader greco deve giocare non solo sul fronte internazionale, ma anche su quello interno: l'ipotesi che un eventuale accordo venga sottoposto a referendum sta perdendo quota, ma la fronda estrema del partito - quella che non vuole in alcun modo piegarsi ai diktat di Berlino o dei falchi Ue - è già sul piede di guerra e parla di possibili elezioni. Il tutto, quando mancano poche ore (scadenza il 5 giugno) per rimborsare 305 milioni al Fmi (nell'ambito di un mese che pesa per 1,6 miliardi di prestiti in scadenza): sarà difficile reperire le risorse e all'orizzonte l'eventualità di un blocco ai c/c pare sempre più probabile.
In questo contesto, i mercati hanno chiuso in leggero rialzo : Milano poco mossa ha guadagnato lo 0,14%, dopo una mattinata incerta, Londra lo 0,32%, Parigi lo 0,59% e Francoforte lo 0,8%. Atene chiude forte con un balzo del 4%. Wall Street si rafforza dopo l'apertura: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones guadagna lo 0,8%, lo S&P 500 cresce dello 0,5% e il Nasdaq sale dello 0,7%. Sul fronte obbligazionario, invece, la crescita dell'inflazione Ue e la paura per il destino di Atene hanno rimesso sotto pressione i titoli di Stato, con il rendimento dei Btp e dei Bonos ai livelli più alti dalla fine del 2014. Lo spread tra decennali italiani e tedeschi si contrae sotto 130 punti base, ma il rendimento dei decennali tricolori sale al 2,16% dopo il board della Bce, che ha innalzato le stime di inflazione. La riduzione del differenziale è dunque dovuta al rialzo contestuale di tutti i rendimenti dei titoli di Stato Ue, inclusi quelli tedeschi. L'euro chiude in forte rialzo a 1,1275 dollari, massimo da oltre due settimane e 140 yen (le valute). Tra i singoli titoli milanesi, si segnala il debutto piatto del caffè del gruppo Zanetti, che ha chiuso con un guadagno dello 0,26%.
La giornata è ricca anche dal punto di vista macroeconomico, dopo un avvio di settimana fiacco. Il Pmi servizi dell'Italia scende da 53,1 a 52,5 punti a maggio: l'indicatore resta sopra la soglia di espansione (50 punti), ma in rallentamento. L'indice composto, che monitora l'attività dei settori servizi e manifattura, passa a 53,7, da 53,9 di aprile. Servizi in contrazione anche in Germania (da 54 a 53 punti), mentre in Francia, l'indicatore raggiunge i massimi da tre mesi sia per la componente dei servizi (52,8 punti) sia per quella composita (52 punti). Infine, il dato dei servizi di Markit per l'Eurozona scende a maggio al 53,8 dal 54,1 di aprile, quello della produzione composita si posiziona su 53,6, anche qui in discesa rispetto al 53,9 di aprile.
In Italia, la disoccupazione mostra una decisa contrazione al 12,4% dopo la risalita di marzo. A Francoforte, si riunisce il consiglio direttivo della Bce che non tocca i tassi, mentre da Parigi l'Ocse promuove la ripresa dell'Italia e dell'area con la moneta unica, mentre vede in rallentamento gli Usa. Di nuovo nell'Eurozona, il tasso di senza lavoro scende all'11,1% ad aprile, mentre il commercio al dettaglio cresce dello 0,7%. Negli Usa, il settore privato in maggio ha creato 201mila posti di lavoro, poco sotto le attese. L'indice Ism sul settore dei servizi è sceso a 55,7 punti a maggio dai 57,8 punti di aprile. Gli analisti avevano previsto una flessione inferiore, a quota 57 punti.
Gli indici Pmi dei servizi sono stati pubblicati in mattinata anche in Cina e Giappone. Nel caso di Tokyo, l'indicatore è leggermente salito a maggio al 51,5 dal 51,3 di aprile, mentre l'indice composito è aumentato al 51,6 dal 50,7. Nel caso cinese, il Pmi servizi è salito a 53,5 a maggio dal 52,9 ad aprile, il livello più alto da otto mesi, mentre il composito è passato al 51,2 dal 51,3 di aprile.
L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso oggi a causa del dollaro, per la seconda seduta consecutiva, dopo aver messo a segno una serie di record. L'indice ha lasciato sul terreno lo 0,34% (-69,68 punti) a 20.473,51 punti. L'indice Topix ha perso lo 0,25% (-4,22 punti) a 1.669,99 punti. Nella serata di ieri, alla fine gli indici di Wall Street hanno girato in rosso dopo che gli ordini alle fabbriche sono tornati a calare ad aprile per l'ottavo mese su nove. Il focus oggi sarà sul beige book della Federal Reserve, con la fotografia della forza economica Usa. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,16%, l'S&P 500 ha perso lo 0,10%, il Nasdaq ha lasciato sul terreno lo 0,13%.
Per le materie prime, infine, il petrolio apre in calo a New York, dove le quotazioni perdono l'1,63% a 60,20 dollari al barile. L'oro è in rialzo sui mercati internazionali intorno ai 1.190 dollari l'oncia segnando un progresso dello 0,3% rispetto alla vigilia.