Economia

Le Borse rimbalzano sui rumors della Grecia, vendite sui titoli di Stato

(afp)
Acquisti sui mercati del Vecchio continente: Atene ha inviato una nuova proposta d'accordo ai creditori, ma è stata bocciata. Milano la migliore d'Europa. In rialzo i rendimenti dei debiti sovrani: gli addetti ai lavori vendono convinti che l'inflazione aumenterà. Asta Bot: tassi in rialzo
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MILANO - Per un giorno le Borse del Vecchio continente provano a lasciarsi alle spalle le loro sofferenze legate alle incertezze sul salvataggio della Grecia che si fa sempre più complicato. Ieri Atene ha inviato ai creditori una nuova proposta di accordo concentrata sugli obiettivi fiscali, oggi il premier Alexis Tsipras cerca l'appoggio di Merkel e Hollande nell'ennesimo vertice, ma il piano è già stato bocciato dalla Ue. Il tempo però stringe: evitato il pagamento della prima rata in scadenza al Fmi, la Grecia è chiamata a rimborsare al Fondo monetario internazionale 1,4 miliardi di euro in un'unica soluzione entro fine mese, ma senza la nuova tranche di aiuti internazionale il Paese non sarà in grado di onorare il proprio impegno rischiando il default.

I mercati continuano a vivere una fase di volatilità, rafforzandosi nel finale quando la Bce alza ancora la liquidità per le banche greche e gli investitori pensano sia un segnale di avvicinamento tra le parti: a Milano Piazza Affari vola e chiude in rialzo del 2,5% dopo giorni di ribassi, mentre Londra sale dell'1,13%, Francoforte del 2,4% e Parigi dell'1,75%. Il probabile rifiuto delle proposte elleniche indebolisce Atene, che cede l'1% circa. Wall Street conferma la buona intonazione dei future e tratta positiva, sospinta dal recupero del petrolio: il Dow Jones sale dell'1,3%, lo S&P500 dello 0,9% e il Nasdaq dell'1,1%.

Tuttavia, il contesto macroeconomico resta fragile e tra gli addetti ai lavori c'è parecchia incertezze su quali saranno le prossime mosse della Federal Reserve in materie di politica monetaria. L'euro, intanto, chiude in rialzo sopra quota 1,13 dollari. E far lievitare l'euro è il sell off dei bond sui mercati globali, che coinvolge anche il rendimento del Bund tedesco, arrivato vicino all'1%. La moneta europea passa di mano a 1,1315 dollari (valute). 

Lo spread sale in area 135 punti base, mentre il rendimento dei titoli italiani è al 2,35%, ai massimi da novembre. Proseguono anche le vendite sui Bund tedeschi, il cui rendimento per i decennali torna sopra l'1% per la prima volta dal settembre del 2014. Gli investitori sono convinti che ci sarà una ripresa dell'inflazione, per questo hanno iniziato a riposizionarsi vendendo i titoli di Stato. E proprio oggi il Tesoro 6,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi con tassi in rialzo: il rendimento si è attestato a 0,061% da 0,027% dell'asta di metà maggio, ai massimi da marzo scorso, buona la domanda.

Sul fronte macroeconomico si registra il calo - oltre le attese - della produzione industriale in Francia che ad aprile ha registrato una contrazione dello 0,9% rispetto a marzo, contro le previsioni di un leggero incremento (+0,3%). Il dato dell'Istat per l'Italia è negativo: la produzione scende dello 0,3% mensile ad aprile, con un +3,8% annuo. In Gran Bretagna, invece, l'industria è salita dello 0,4% aprile, +1,2% su anno. Nel pomeriggio, dagli Stati Uniti arriveranno i dati sul deficit pubblico.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in territorio negativo (a -0,25%), scontando il rialzo dello yen sul dollaro, scivolato a 122,84. D'altra parte il governatore della Banca centrale del Giappone Haruhiko Kuroda ha definito "improbabile" un ulteriore indebolimento dello valuta giapponese, già su livelli "significativamente bassi". L'indice Nikkei cede 49,94 punti, attestandosi a quota 20,046.36.

Sul fronte delle materie prime continua la crescita del petrolio. In attesa delle scorte settimanali Usa, il greggio a luglio, ieri in volata del 3,4%, sale del 2,5% a 61,65 dollari al barile. L'oro è stabile sui mercati con gli investitori che attendono gli sviluppi del negoziato fra la Grecia e le istituzioni internazionali. Sui mercati asiatici il metallo con consegna immediata viene così scambiato a 117,1 dollari l'oncia, sugli stessi livelli di ieri.