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Bce: "La ripresa continua a rafforzarsi"

Innalzate le stime di inflazione, monito ai governi: "Servono interventi di risanamento aggiuntivi per ricondurre l'elevato rapporto tra debito pubblico e Pil su un percorso discendente sostenibile"
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MILANO - La ripresa dell'attività economica c'è, ed è graduale ma grazie ad alcuni fattori come le misure di politica monetaria, il risanamento dei conti e l'attuazione delle riforme, "in prospettiva dovrebbe ampliarsi ulteriormente". E' quanto si legge nel bollettino economico mensile della Bce. Gli esperti di Francoforte ritengono che "i consumi privati sono stati il principale fattore di sostegno alla crescita e dovrebbero continuare a trarre beneficio dalla maggiore dinamica salariale dovuta all'aumento dell'occupazione e all'impatto favorevole del calo dei prezzi dell'energia". Non solo, ma quest'anno si prevede che a sospingere in maniera più rilevante la ripresa siano gli investimenti delle imprese, "sorretti dal rafforzamento della domanda interna ed estera, dalla necessità di ammodernare e ricostituire lo stock di capitale obsolescente, dall'orientamento accomodante della polit…
MILANO - La ripresa dell'attività economica c'è, ed è graduale ma grazie ad alcuni fattori come le misure di politica monetaria, il risanamento dei conti e l'attuazione delle riforme, "in prospettiva dovrebbe ampliarsi ulteriormente". E' quanto si legge nel bollettino economico mensile della Bce. Gli esperti di Francoforte ritengono che "i consumi privati sono stati il principale fattore di sostegno alla crescita e dovrebbero continuare a trarre beneficio dalla maggiore dinamica salariale dovuta all'aumento dell'occupazione e all'impatto favorevole del calo dei prezzi dell'energia". Non solo, ma quest'anno si prevede che a sospingere in maniera più rilevante la ripresa siano gli investimenti delle imprese, "sorretti dal rafforzamento della domanda interna ed estera, dalla necessità di ammodernare e ricostituire lo stock di capitale obsolescente, dall'orientamento accomodante della politica monetaria e dall'aumento dei margini operativi lordi". Gli esperti ricordano le previsioni per una crescita dell'1,5% quest'anno, dell'1,9% il prossimo e del 2% nel 2017.

Gli esperti hanno rivisto al rialzo le stime di inflazione nell'Eurozona: dovrebbe attestarsi allo 0,3 per cento nel 2015, all'1,5 per cento nel 2016 e all'1,8 per cento nel 2017. Rispetto all'esercizio condotto in marzo dagli stessi esperti, le proiezioni per l'inflazione nel 2015 sono state riviste al rialzo (avevano previsto 0,0%) e quelle per il 2016 e il 2017 sono rimaste invariate.

Non manca il richiamo al consolidamento dei conti, e il riferimento al debito pare apposito per l'Italia: nell'area euro "in prospettiva, saranno necessari interventi di risanamento aggiuntivi per ricondurre l'elevato rapporto tra debito pubblico e Pil su un percorso  discendente sostenibile". Altri riferimenti arrivano quando si dice che le stime dei costi pensionistici di vari paesi dell'Eurozona potrebbero salire per i "rischi connessi all'inversione delle riforme pensionistiche adottate". Potrebbero poi rivelarsi ottimistiche le attese su produttività (è accaduto fra gli altri in Spagna e Italia) e occupati (specie in Spagna, Italia, Portogallo).

Francoforte rivendica gli effetti del Quantitative easing, che pure sui mercati è in questi giorni offuscato dal caos greco: gli acquisti di titoli da parte della Bce "procedono correttamente e sono visibili effetti positivi", proseguiranno al ritmo di 60 miliardi al mese fino a settembre 2016 o a quando necessario concentrandosi sulle tendenze dell'inflazione e senza soffermarsi su variazioni temporanee, si legge nel bollettino. Proprio sulla Grecia, si appunta che le incertezze (unite a quelle geopolitiche in senso ampio) sono fra i fattori che "continuano a frenare la ripresa", e hanno fatto salire di circa 40 punti base gli spread di Italia e Spagna e di 60 punti base quello del Portogallo.

"La situazione del mercato del lavoro nell'area dell'euro continua a migliorare gradualmente", spiega ancora la Bce. "Il numero di persone occupate - scrive il bollettino - è cresciuto moderatamente, dello 0,1% in termini congiunturali nel quarto trimestre del 2014 (l'ultimo periodo per cui i dati sono disponibili). A livello settoriale, la crescita dell'occupazione è stata trainata dal comparto dei servizi (in particolare dai servizi professionali e da quelli non di mercato). Al contempo, l'occupazione nelle attività di servizi finanziari e assicurativi ha continuato a diminuire, per l'undicesimo trimestre consecutivo".