Economia

Il #NoCashTrip3 passa da Assisi, città da record per i turisti

Il #NoCashTrip3 si rimette in moto per passare da Bari alla città di San Francesco, dove arrivano 6 milioni di visitatori all'anno che animano la vita di un borgo da meno di 30mila abitanti. Padre Fortunato e la presidente dell'Umbria, Catiuscia Marini, spiegano il loro rapporto con l'epayment
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Grava sulle spalle di due fraticelli, troppo timidi per raccontarsi, il peso di tutte le monetine lasciate nelle cassette per l'elemosina della Basilica dai sei milioni pellegrini che vengono qui ogni anno. I due frati le svuotano quando sono piene e trasportano il metallico contenuto nel luogo dove poi le monete  saranno contate e conferite alla Caritas che si occupa poi di gestire il ricavato. "Ma non è un compito poi così pesante - spiega Padre Enzo Fortunato, portavoce dei Francescani di Assisi - perché questo è un luogo di pellegrinaggio soprattutto spirituale. Le offerte non sono tantissime. C'è grande differenza con altri santuari dove sicuramente circolano molti soldi". Se, ad esempio, al santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo si possono pagare col bancomat perfino le messe in suffragio, nei luoghi sacri di Assisi la moneta elettronica è poco conosciuta. L'epayment è usato raramente e per alcuni scopi particolari, come l'iniziativa Salva un affresco" per la cappella di Santa Caterina sostenuta anche da La Repubblica. Si può fare un pagamento online sul sito sanfrancesco. org e così coinvolgere grandi e piccoli benefattori in tutto il mondo. Il rapporto dei francescni è per forza di cose improntato alla distanza "eppure fu proprio un nostro frate a fondare uno dei primi monti di pietà, nel 1462 - continua padre Enzo - ma per ragioni diametralmente opposte a quelle speculative".

#NoCashTrip3. Il quarto giorno, da Bari ad Assisi


Frà Bernardo intendeva con quello strumento calmierare i tassi di interesse e poi il prezzo del grano. "Per noi il denaro ha senso solo se può servire a scopi caritatevoli e fa poca differenza se sia in contanti o smaterializzato". Tutto intorno ai luoghi sacri, tuttavia, la moneta elettronica ha vita relativamente facile. I venditori di souvenir e di oggetti religiosi accettano volentieri carte e bancomat. Ma è la cerchia ancora più larga, tutta l'Umbria, quella dove scorre la maggior quantità di moneta elettronica. La regione è la prima in Italia per tasso di "heavy buyers" di ecommerce, cioè di acquirenti di beni e servizi online che effettuano ogni anno acquisti online. Sono l'89,5 per cento contro il 10,5 di acquirenti occasionali. Se usiamo questo come parametro significa che gli utenti umbri dell'ecommerce sono propensi a usarlo molto più di quelli di tutte le altre regioni d'Italia.

E i servizi pubblici? "È ormai assolutamente normale che i cittadini si aspettino di pagare online il ticket sanitario, il bollo auto, i servizi scolastici e altri servizi pubblici - ci dice, la presidente della Regione Catiuscia Marini - e infatti sono tutte cose che da tempo si possono fare. Noi stiamo lavorando per migliorare le cose ancora di più perché puntiamo a fare in modo che tutti i comuni umbri siano armonizzati da questo punto di vista. Al termine di questo processo ogni cittadino della regione potrà trovare gli stessi moduli e gli stessi sistemi di pagamaneto per servizi simili in ognuno dei nostri comuni. Stiamo lavorando anche con l'Agenzia per l'Italia Digitale per trovare altrettanta armonia con altre regioni". Sono Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Marche, che proprio all'evento "AdUmbria2015", hanno firmato un protocollo per l'attuazione in comune dell'Agenda digitale.

La seconda giornata, divisi tra Cagliari e Bari