"Io vorrei che i contanti sparissero dalla faccia della terra il più presto possibile ma purtroppo so che ci vorranno ancora lustri". Achille Variati ha intrapreso da anni una guerra senza quartiere al cash. Lui è il sindaco di Vicenza e il campo della sua battaglia non può che essere la sua città. "Sono convinto che il primo input per questa lotta debba venire dalla pubblica amministrazione, soprattutto quella locale".
L'arma con cui il comune di Vicenza ha scelto di combattere non è il fucile bensì la convenienza economica, rendendo evidenti i vantaggi dell'epayment e della smaterializzazione in generale. "Qui a Vicenza molti servizi si possono pagare con moneta elettronica ma le voglio fare due esempi per far capire la nostra filosofia. La tariffa degli abbonamenti alle linee autobus extraurbane per gli studenti è fortemente scontata per chi paga online, anche a rate". C'è poi il caso macroscopico delle pratiche edilizie. "Il costo medio è intorno ai duecento euro ma può arrivare fino a ottocento euro. Chi le fa online, però, scegliendo la moneta elettronica paga una cifra "flat" di cinquanta euro".
Un risparmio enorme. "Se il cittadino alleggerisce il comune dei costi per la movimentazione cartacea delle pratiche e per la gestione della cassa può incassare subito il beneficio economico e capire immediatamente in che direzione vogliamo andare". E i cittadini di Vicenza sembra che stiano sposando questa filosofia, anche grazie alle possibilità offerte dalle app cittadine per la vita quotidiana.
[[ge:rep-locali:repubblica:118468338]]
Filippo Zanetti si incarica di far toccare con mano a noi del #NoCashTrip3 cosa fa il comune per i vicentini. Lui è l'assessore alla semplificazione e all'innovazione e ci spiega che quasi tutto qui si può fare con smartphone, dal biglietto dell'autobus, al parcheggio, al pagamento dei permessi per residenti, all'acquisto di biglietti per musei, cinema e teatri. Tutte le diverse app sono collegate al borsellino elettronico Bemoov del consorzio Movincom. Il vantaggio, spiega Zanetti, è che passando da un'app all'altra per i diversi servizi si può sempre usare lo stesso sistema di pagamento senza dover ogni volta inserire un numero di carta di credito.
In pratica Bemoov ha risolto uno dei crucci principali di Filippo Zanetti: "l'integrazione è uno dei problemi principali". In che senso? "È un bene che i privati lancino sul mercato applicazioni utili per servizi qutidiani ma bisogna tendere a far dialogare il più possibile questi sistemi per facilitare la vita del destinatario finale, che è sempre il cittadino. Applicando un unico borsellino elettronico a tutti i servizi abbiamo fatto un passo importante in questa direzione e siamo noi amministratori che dobbiamo dare il giusto indirizzi ai privati. Spesso però dobbiamo lottare contro una burocrazia che è ancora troppo farraginosa".
Le nuove tecnologie hanno offerto all'amministrazione vicentina perfino la possibilità di risparmiare miglioramento considerevolmete alcuni servizi. È il caso delle linee notturne degli autobus. "Le abbiamo abolite già da tempo - spiega Zanetti - perché costavano tanto e i bus viaggiavano vuoti. Le abbiamo sostituite con un servizio a chiamata. Si può attivare semplicemente passando il telefonino sul QRcode presente a ogni fermata. Un semplice gesto che localizza il viaggiatore e che fa partire una navetta su quella linea. Insomma un autobus quasi privato che costa come un normale biglietto, ovviamente da comprare con app. Ma quanto sono realmente cashless i vicentini? "Lo stanno diventando sempre di più ma c'è ancora molto da fare - sospira l'assessore. - "Mediamente il 4% dei servizi è pagato con moneta elettronica tramite app ma abbiamo punte impressionanti: il 60% degli abbonamenti dei bus sono acquistati con smartphone".
La terza tappa, ad Assisi
L'arma con cui il comune di Vicenza ha scelto di combattere non è il fucile bensì la convenienza economica, rendendo evidenti i vantaggi dell'epayment e della smaterializzazione in generale. "Qui a Vicenza molti servizi si possono pagare con moneta elettronica ma le voglio fare due esempi per far capire la nostra filosofia. La tariffa degli abbonamenti alle linee autobus extraurbane per gli studenti è fortemente scontata per chi paga online, anche a rate". C'è poi il caso macroscopico delle pratiche edilizie. "Il costo medio è intorno ai duecento euro ma può arrivare fino a ottocento euro. Chi le fa online, però, scegliendo la moneta elettronica paga una cifra "flat" di cinquanta euro".
Un risparmio enorme. "Se il cittadino alleggerisce il comune dei costi per la movimentazione cartacea delle pratiche e per la gestione della cassa può incassare subito il beneficio economico e capire immediatamente in che direzione vogliamo andare". E i cittadini di Vicenza sembra che stiano sposando questa filosofia, anche grazie alle possibilità offerte dalle app cittadine per la vita quotidiana.
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Filippo Zanetti si incarica di far toccare con mano a noi del #NoCashTrip3 cosa fa il comune per i vicentini. Lui è l'assessore alla semplificazione e all'innovazione e ci spiega che quasi tutto qui si può fare con smartphone, dal biglietto dell'autobus, al parcheggio, al pagamento dei permessi per residenti, all'acquisto di biglietti per musei, cinema e teatri. Tutte le diverse app sono collegate al borsellino elettronico Bemoov del consorzio Movincom. Il vantaggio, spiega Zanetti, è che passando da un'app all'altra per i diversi servizi si può sempre usare lo stesso sistema di pagamento senza dover ogni volta inserire un numero di carta di credito.
In pratica Bemoov ha risolto uno dei crucci principali di Filippo Zanetti: "l'integrazione è uno dei problemi principali". In che senso? "È un bene che i privati lancino sul mercato applicazioni utili per servizi qutidiani ma bisogna tendere a far dialogare il più possibile questi sistemi per facilitare la vita del destinatario finale, che è sempre il cittadino. Applicando un unico borsellino elettronico a tutti i servizi abbiamo fatto un passo importante in questa direzione e siamo noi amministratori che dobbiamo dare il giusto indirizzi ai privati. Spesso però dobbiamo lottare contro una burocrazia che è ancora troppo farraginosa".
Le nuove tecnologie hanno offerto all'amministrazione vicentina perfino la possibilità di risparmiare miglioramento considerevolmete alcuni servizi. È il caso delle linee notturne degli autobus. "Le abbiamo abolite già da tempo - spiega Zanetti - perché costavano tanto e i bus viaggiavano vuoti. Le abbiamo sostituite con un servizio a chiamata. Si può attivare semplicemente passando il telefonino sul QRcode presente a ogni fermata. Un semplice gesto che localizza il viaggiatore e che fa partire una navetta su quella linea. Insomma un autobus quasi privato che costa come un normale biglietto, ovviamente da comprare con app. Ma quanto sono realmente cashless i vicentini? "Lo stanno diventando sempre di più ma c'è ancora molto da fare - sospira l'assessore. - "Mediamente il 4% dei servizi è pagato con moneta elettronica tramite app ma abbiamo punte impressionanti: il 60% degli abbonamenti dei bus sono acquistati con smartphone".
La terza tappa, ad Assisi