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Alexis Tsipras assiste al giuramento dei nuovi ministri (ap)

Tsipras completa il rimpasto di governo, ma la corsa a ostacoli di Atene prosegue

Intransigente il falco tedesco Schaeuble che minaccia le dimissioni: "Ognuno si assume le proprie responsabilità, ma nessuno può costringermi a cambiare idea. Se succedesse potrei lasciare". La Grecia aspetta il prestito ponte per rimborsare la Bce. I nuovi ministri dell'esecutivo ellenico hanno giurato
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MILANO - I nuovi ministri e viceministri scelti dal premier greco Alexis Tsipras per il rimpasto, con cui sono stati messi all'angolo gli esponenti dell'ala radicale di Syriza, hanno prestato giuramento davanti al presidente della Repubblica, Prokopis Pavlopoulos. In tre hanno scelto la formula religiosa assistiti da un vescovo, gli altri hanno optato per la formula civile. Si è così completato il rimpasto voluto dal premier che cerca di riaffermare la propria autorità agli occhi dei partner europei dopo il drammatico voto di mercoledì notte durante il quale gran parte di Syriza ha bocciato le riforme imposte dai creditori internazionali. La mossa di Tsipras, però, difficilmente servirà ad evitare elezioni anticipate che potrebbero tenersi in autunno. Resta al suo posto Euclide Tsakalotos, il ministro delle Finanze che ha sostituito il dimissionario Yanis Varoufakis: legati da idee politiche di sinistra, Tsakalotos si è dimostra…
MILANO - I nuovi ministri e viceministri scelti dal premier greco Alexis Tsipras per il rimpasto, con cui sono stati messi all'angolo gli esponenti dell'ala radicale di Syriza, hanno prestato giuramento davanti al presidente della Repubblica, Prokopis Pavlopoulos. In tre hanno scelto la formula religiosa assistiti da un vescovo, gli altri hanno optato per la formula civile. Si è così completato il rimpasto voluto dal premier che cerca di riaffermare la propria autorità agli occhi dei partner europei dopo il drammatico voto di mercoledì notte durante il quale gran parte di Syriza ha bocciato le riforme imposte dai creditori internazionali. La mossa di Tsipras, però, difficilmente servirà ad evitare elezioni anticipate che potrebbero tenersi in autunno. Resta al suo posto Euclide Tsakalotos, il ministro delle Finanze che ha sostituito il dimissionario Yanis Varoufakis: legati da idee politiche di sinistra, Tsakalotos si è dimostrato un negoziatore più razionale e pacato e per questo una pedina irrinunciabile per il premier.

Il progressivo allontanamento di Tsipras dall'ala più radicale di Syriza sembra godere dell'appoggio dell'opinione pubblica: secondo un sondaggio, se gli elettori fossero chiamati alle urne oggi Syriza avrebbe il 42,5% dei voti e la maggioranza assoluta con 164 seggi. Il premier ha però un notevole problema interno,  costretto com'è a fronteggiare proprio Varoufakis come portavoce dei dissidenti. L'ex ministro non ha infatti esitato a bollare come "una sconfitta" il nuovo piano di aiuti per la Grecia. Il terzo piano da 86 miliardi farà esplodere il debito dal 177% del Pil al 200%, una soglia insostenibile per Atene. In questo momento, però, al capo del governo basta aver raggiunto con i creditori una fragile tregua che ancora non garantisce la stabilità finanziaria di lungo periodo.

La Grecia, infatti, sta aspettando il prestito ponte da 7,16 miliardi di euro che servirà per 4,2 miliardi a rimborsare le Bce lunedì prossimo, mentre l'Fmi aspetta arretrati per 2 miliardi. Con il resto verranno pagati stipendi e pensioni. Atene spera, poi, che il via libera al nuovo piano arrivi entro il 20 agosto quando andrà in scadenza un'altra fetta del debito verso la Banca centrale europea. Prima, i creditori aspettano altri segnali di "buona fede" da Tsipras che entro il 22 luglio dovrà far approvare dal Parlamento la riforma della giustizia civile e attuare una direttiva europea sulle banche.

Ed è proprio lo stato di salute del sistema bancario del Paese a rimanere un grande punto interrogativo: l'esecutivo ha varato un decreto per cui gli sportelli, chiusi dallo scorso 29 giugno, riapriranno lunedì dopo aver ottenuto un nuovo aumento della liquidità da parte della Bce, ma verrà mantenuto il limite di 60 euro ai prelievi giornalieri per evitare una nuova fuga di capitali. Atene, però, ha un disperato bisogno di liquidità: il controllo sui capitali è già costato 3 miliardi di euro, escluso il settore del turismo. A tutto questo, poi, si aggiunge l'aumento dell'Iva che sarà in vigore da lunedì: un banco di prova importante per un Paese dove l'evasione fiscale continua a galoppare.

Ma per Tsipras le alternative scarseggiano: se il Fmi con la Bce e alcuni Paesi come Francia e Italia sostengono la necessità di un alleggerimento del debito complessivo di Atene, la Germania ribadisce che un taglio è fuori discussione. Anzi, il ministro delle Finanze tedesco, il falco Wolfgang Schaeuble, non ha escluso la possibilità - in un'intervista allo Spiegel - di dimettersi se la cancellierae Angela Merkel gli chiedesse di cambiare linea: "Fa parte della democrazia che di tanto in tanto si abbiano posizioni diverse" ma "nessuno può imporre ad altri le proprie decisioni. Se qualcuno ci prova, io potrei andare dal presidente tedesco e presentare le dimissioni".