MILANO - Tornano gli acquisti sui listini europei dopo la pausa di ieri. Francoforte chiude in rialzo dell'1,57%, Parigi dell'1,65 e Piazza Affari dell'1,87%. Appena più attardata Londra che guadagna lo 0,98%. La Borsa di Atene, invece, accentua le sue perdite e chiude in calo del 2,54%. Positiva Wall Street mentre chiudono i mercati del Vecchio continente: il Dow Jones sale dello 0,3%, l'S&P 500 dello 0,7% e il Nasdaq dell'1,2%.
La giornata è ancora dominata dalle trimestrali, da Unicredit a Mediobanca, mentre dall'Eurozona è arrivato l'indice Pmi europeo - che sale a 54 punti - e dagli Stati Uniti il rapporto Adp sull'occupazione privata che precede l'annuncio del tasso di disoccupazione di luglio che verrà annunciato venerdì: i 185mila posti creati sono inferiori alle attese del mercato, che scommettevano su 215mila nuovi posti. In Cina intanto, l'attività nel settore dei servizi a luglio è accelerata ai massimi da 11 mesi secondo quanto ha evidenziato l'indice Caixin dei manager d'acquisto dei servizi. L'indice sale a 53,8 da 51,8 di giugno.
Tra gli altri dati in arriva si registra il calo delle vendite al dettaglio nell'Eurozona: secondo i dati di Eurostat il calo a giugno è stato dello 0,6% mentre gli analisti si attendevano una contrazione dello 0,2 per cento. Su base annua le vendite al dettaglio sono in aumento dell'1,2 per cento. Battuta d'arresto a giugno per la produzione industriale in Italia (l'agenda dei mercati).
Sui mercati, intanto si riaccende il dibattito sulla tempistica del rialzo dei tasso Usa. Ieri il presidente della Fed di Atlanta si è espresso per un aumento del costo del denaro a settembre perché altrimenti l'economia americana rischierebbe un "significativo deterioramento". Immediata la reazione del dollaro che si rafforza nei confronti dell'euro: la moneta unica chiude a 1,0874 contro il biglietto verde dopo un minimo da due settimane di 1,0847 dollari. Lo spread è in lieve rialzo a quota 115 punti, mentre i Btp salgono all'1,9%.
In mattinata, intanto, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,46%. Sul fronte delle materie prime, le quotazioni del petrolio sono in rialzo a New York dove i contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre guadagnano 34 centesimi e tornano sopra quota 46 dollari a 46,08 dollari; il Brent sale a 50,37 dollari. Tendenza in calo, invece, per le quotazioni dell'oro con il lingotto con consegna immediata che cede lo 0,3% e viene scambiato a 1.086 dollari l'oncia.
La giornata è ancora dominata dalle trimestrali, da Unicredit a Mediobanca, mentre dall'Eurozona è arrivato l'indice Pmi europeo - che sale a 54 punti - e dagli Stati Uniti il rapporto Adp sull'occupazione privata che precede l'annuncio del tasso di disoccupazione di luglio che verrà annunciato venerdì: i 185mila posti creati sono inferiori alle attese del mercato, che scommettevano su 215mila nuovi posti. In Cina intanto, l'attività nel settore dei servizi a luglio è accelerata ai massimi da 11 mesi secondo quanto ha evidenziato l'indice Caixin dei manager d'acquisto dei servizi. L'indice sale a 53,8 da 51,8 di giugno.
Tra gli altri dati in arriva si registra il calo delle vendite al dettaglio nell'Eurozona: secondo i dati di Eurostat il calo a giugno è stato dello 0,6% mentre gli analisti si attendevano una contrazione dello 0,2 per cento. Su base annua le vendite al dettaglio sono in aumento dell'1,2 per cento. Battuta d'arresto a giugno per la produzione industriale in Italia (l'agenda dei mercati).
Sui mercati, intanto si riaccende il dibattito sulla tempistica del rialzo dei tasso Usa. Ieri il presidente della Fed di Atlanta si è espresso per un aumento del costo del denaro a settembre perché altrimenti l'economia americana rischierebbe un "significativo deterioramento". Immediata la reazione del dollaro che si rafforza nei confronti dell'euro: la moneta unica chiude a 1,0874 contro il biglietto verde dopo un minimo da due settimane di 1,0847 dollari. Lo spread è in lieve rialzo a quota 115 punti, mentre i Btp salgono all'1,9%.
In mattinata, intanto, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,46%. Sul fronte delle materie prime, le quotazioni del petrolio sono in rialzo a New York dove i contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre guadagnano 34 centesimi e tornano sopra quota 46 dollari a 46,08 dollari; il Brent sale a 50,37 dollari. Tendenza in calo, invece, per le quotazioni dell'oro con il lingotto con consegna immediata che cede lo 0,3% e viene scambiato a 1.086 dollari l'oncia.